“Senza la nuova generazione, non c’è un futuro — Lombardi nel Mondo

“Senza la nuova generazione, non c’è un futuro

Il consigliere CGIE Gerardo Pinto ha speranza nella gioventù, “dobbiamo ascoltarla, trasmetterle responsabilità. E darle partecipazione al processo decisionale. Senza giovani non c’è futuro” intervista di Walter Ciccione

 

“Discendente di prima generazione, consigliere del Cgie e vice presidente della Fedital, Gerado Pinto, fervente difensore dell’associazionismo, propone l’inserimento dei giovani nelle commissioni direttive. “Senza la nuova generazione, non c’è un futuro”, segnala. Sottolinea il sostegno e l’appoggio costante dell’on. Ricardo Merlo per la crescita di Fedital. Collaborò alla chiamata alla licitazione pubblica per l’assistenza sanitaria di 8300 italiani residenti in Argentina. La sua ossessione: ricategorizzare le agenzie consolari di Lomas de Zamora e Morón. Non ci sono dubbi che in Argentina l’associazionismo è un incubatore di dirigenti. A differenza di quello che si poteva sperare, non sono i raggruppamenti politici quelli che riescono a dare luce a questi uomini e donne che ci rappresentano, bensì le associazioni. È questo l’ambito nel quale ha coltivato la sua passione per l’italianità, questo ingegnere e docente argentino di 53 anni, decorato con il grado di “Cavaliere dell’Ordine della Solidarietà italiana” ricevuto dalle mani dell’ex Presidente Carlo Azeglio Ciampi”. A intervistare Gerardo Pinto è Walter Ciccione, autore di questo articolo pubblicato sul settimanale “Tribuna italiana”, diretto a Buenos Aires da Marco Basti.

“Oriundo di Lomas de Zamora, una affollata circoscrizione consolare di Buenos Aires, figlio di padre lucano e madre campana, Gerardo Pinto, cultore del basso profilo, si definisce come un fervente difensore dell’associazionismo italo-argentino: è passato attraverso varie istituzioni, in particolare quelle legate alla Regione Basilicata, fino a diventare presidente – tra il 2004 e il 2005 – della Federazione di Associazioni Italiane della Circoscrizione Consolare di Lomas de Zamora (Fedital), ente che comprende più di 30 associazioni.

Come membro del Cgie, a partire dal 2004, è membro della Commissione “Scuola e Cultura”. Pinto ha un interesse speciale per la riforma della legge 153 del 1971: “dobbiamo cambiare il concetto del “sussidio per l’insegnamento” in quello per la “promozione della lingua e della cultura italiane”.

L’insegnamento gratuito e obbligatorio della lingua nelle scuole pubbliche e via internet, è una delle questioni centrali di questa proposta. Per modificare questa legge, sono state presentate 7 proposte alla Camera. Tra queste, si distingue quella presentata dall’on. Ricardo Merlo. “Mi identifico con il suo modo di concepire l’associazionismo e la politica”, riconosce Pinto e cita una dichiarazione del deputato italo-argentino: “si deve garantire, in particolare nel paesi con grandi differenze sociali, non solo a pochi privilegiati, ma alla stragrande maggioranza, la possibilità di accesso alla cultura ed alla lingua d’origine, qualificando e indirizzando verso l’eccellenza i metodi didattici e soprattutto dando la stessa dignità e professionalità dei colleghi assunti in Italia, al personale docente assunto in loco”.

“D. Che ruolo giocarono le associazioni nella vita degli emigrati dalla metà del secolo XIX?

R. La rappresentatività e la tutela degli italiani in Argentina fu coperta – nella maggioranza dei casi – dalla creazione e partecipazione attiva delle associazioni italiane, le quali svolsero un ruolo importantissimo nel settore sociale, assistenziale, e, soprattutto, nella diffusione della lingua e della cultura italiana.

D. Che ha da dire a coloro che considerano la mancanza di partecipazione dei giovani come un rischio per la vita delle associazioni?

R. Primo, che ho speranza nella nostra gioventù, che dobbiamo ascoltarla, trasmetterle responsabilità. E darle partecipazione al processo decisionale. Senza giovani non c’è futuro.

D. Però, come pensa di mettere tutto questo in pratica?

R. Credo che una percentuale dei membri di ogni consiglio direttivo debba essere coperto dai giovani. Oltretutto, le associazioni devono offrire un servizio adeguato ai loro soci. Sarebbe molto importante se lo Stato italiano offrisse, alle associazioni meritevoli, un sussidio annuale relativo al grado di diffusione di tutto ciò che è correlato alla cultura italiana. L’on. Ricardo Merlo ha presentato in parlamento insieme all’On. Narducci un interessante progetto su questo argomento”.

Durante il discorso, Pinto menziona molte volte la Fedital, istituzione nella quale è impegnato da molti anni. Si mostra soddisfatto della crescita della federazione. Commenta che in quest’ultimo anno e mezzo si è tradotto in diverse attività artistiche e culturali, tra le quali si distingue il Corso per la Formazione di Dirigenti italo-argentini, nella Universidad Nacional de Lomas de Zamora, finanziato dalla Fondazione Cassamarca e organizzato dalla Fedital insieme all’UTRIM.

“D. Quale è stata la sua partecipazione nella implementazione del nuovo piano di assistenza medica?

R. Con un atto che mi onora, sono stato convocato dal Consigliere dell’Ambasciata italiana a Buenos Aires, Fabrizio Marcelli, insieme ai miei colleghi Adriano Toniut e María Rosa Arona, per partecipare alla fase preliminare e successiva della licitazione pubblica, per l’assistenza medica e farmacologica gratuita, per 8300 cittadini italiani residenti in Argentina. Voglio mettere in evidenza lo sforzo dei nostri parlamentari, affinché tale iniziativa andasse a buon fine”.

Uno dei principali obiettivi che si è prefissato, Gerardo Pinto, nella sua vita da dirigente, è la “attesa ricategorizzazione” delle Agenzie Consolari di Moròn e Lomas de Zamora. Racconta che nel 2005, il gruppo argentino del Cgie presentò all’Assemblea plenaria a Roma questa richiesta, che fu approvata all’unanimità.

“D. È cominciato il 2008 e ancora non ci sono novità…

R. L’anno passato ho presentato una interpellanza in aula al responsabile dell’area competente e costui ha risposto che il tema era latente e allo studio, e che mentre si prendeva una decisione, avrebbero cercato di migliorare l’organico di queste sedi consolari”.

Pinto assicura che farà tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, poiché “è realmente necessario e urgente” per le due circoscrizioni che contano quasi 3 milioni di abitanti ognuna, dei quali il 40% sono discendenti di italiani e 40.000 fanno parte dell’anagrafe. Anche se consapevole che non sarà un compito facile ribadisce: “non mi fermerò fino all’ottenimento della ricategorizzazione delle Agenzie Consolari d’Italia di Lomas de Zamora e Morón””. (aise)

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