«Il sogno? Parco eolico lungo l’autostrada» — Lombardi nel Mondo

«Il sogno? Parco eolico lungo l’autostrada»

Parla l’amministratore delegato di «Atea», l’impresa con soci veronesi e che ha avviato un progetto sperimentale che interessa l’Enel: “Tra due mesi una nuova turbina a Desenzano per sfruttare il vento dei Tir. Poi possiamo installarne 10 in fila. Pronti per l’Expo 2015”.

Costruire lungo la Brescia-Padova, nei pressi di Desenzano il primo parco eolico autostradale d’Europa da portare come esempio concreto all’Expo del 2015: sfruttare il vento dei Tir, come abbiamo anticipato ieri, per produrre 3 Megawattora l’anno per turbine. Dieci turbine in fila a 50 metri di distanza producono un totale di 30 Megawattora, l’equivalente di quanto consumano di energia elettrica 30 famiglie medie in un anno. È questo il sogno nel cassetto della società Atea acronimo di Applicazione tecnologica energia alternativa di La Spezia che vede coinvolti ingegneri appassionati di energie verdi e targati Verona, Livorno, Milano, La Spezia che si sono appoggiati alla società autostradale Serenissima (in particolare alla controllata Serenissima Trading) per condurre le prime sperimentazioni. Esperimenti che hanno suscitato l’interesse di Enel che entrerà in società al punto che Artea potrebbe rientrare nell’orbita di Enel Green Power, il ramo che si occupa delle energie alternative e verdi. LA CENA A VERONA. Obiettivi ambiziosi quelli che spiega a L’Arena l’amministratore delegato, ingegner Stefano Sciurpa, che anticipa le prossime mosse dopo l’ormai nota cena veronese alla trattoria La Colonna. «L’idea è nata nel corso di una cena tra amici a Verona, davanti a cotolette enormi, e ci siamo inventati un sistema di misurazione del vento prodotto dai camion in autostrada». Alla cena ci sono Sciurpa, Gianluca Gennai e il veronese Giovanni Favalli, non tre semplici ragazzini, ma gente del mestiere e appassionata. Al punto che Favalli, vasta esperienza nel mondo dei metalli e di cui già si parlò 20 anni fa (vedi box) mette nella società i suoi tre figli (lui non è socio). «Lungo l’autostrada, nei pressi di Brescia», prosegue Sciurpa, «piazziamo dieci anomemtri a 30 centimetri di altezza collegati a microcomputer per registrare la velocità media del vento che ovviamente di notte, il sabato e la domenica è quasi assente perché non circolano i mezzi pesanti. Analizziamo i dati per due mesi e mezzo e capiamo che i valori in gioco sono addirittura pari a quelli che giustificano l’installazione delle pale eoliche». TRE MEGAWATTORA L’ANNO. Insomma, i nostri pionieri capiscono che c’è qualcosa su cui lavorare. «Su questi dati costruiamo un modello matematico e studiamo la costruzione di una turbina che sia la più adatta per sfruttare questo tipo di vento e optiamo per la forma verticale, a spirale. La installiamo in via sperimentale, su un carrello lungo l’autostrada e ci rendiamo conto che la produzione di energia c’è; la modifichiamo, la incliniamo per sfruttare al meglio la forza del vento e alla fine ci rendiamo conto che la produzione reale di energia arriva in via sperimentale a 3 Megawattora l’anno. Un grande risultato». IL PREMIO DELL’ENEL. Un risultato che permette di fare strada e non solo autostrada: «Partecipiamo al concorso di Enel lab e veniamo premiati con 250 mila euro come una delle sette aziende più innovative. Ora abbiamo tolto tutto dall’autostrada, ma con Serenissima abbiamo sempre un accordo tra gentiluomini e li ringraziamo sempre per la disponibilità dimostrata perché non ci hanno presi per matti, e stiamo realizzando in cantina una nuova turbina che sarà molto più potente della prima. Prevediamo di collocarla nei pressi del casello di Desenzano tra un paio di mesi». LA SICUREZZA. La seconda fase dovrebbe essere quella «di collocarne 5 o 10 a distanza di 30 o 50 metri l’una dall’altra per realizzare il primo parco eolicon autostradale da portare come progetto d’avanguardia a Expo 2015». C’è un aspetto di sicurezza da rispettare, perché a norma di legge le installazioni lungo l’autostrada devono essere a 2,10 metri di distanza all’esterno dal guard rail (che si deforma in caso di urto e deve quindi avere spazio) . «Quando abbiamo collocato la turbina sperimentale eravamo in un’area di sosta e quindi la distanza era già corretta». Enel è sempre più interessata: «L’anno prossimo sono previsti altri 400 mila euro perché Enel intende entrare in società con noi al 30%. Per noi si realizza un sogno». Ma perché non puntare sui pannelli solari, come hanno già fatto altre autostrade? «I pannelli solari producono energia con il sole, noi invece anche di notte. I pannelli in autostrada si sporcano e quindi rendono meno, noi non siamo condizionati dagli agenti atmosferici. I pannelli solari con le alte temperature rendono meno, mentre le turbine non hanno modificazioni di rendimento e inoltre non dobbiamo smaltire il silicio». Fin qui Artea con il suo progetto Ser-Vento, cioè Serenissima Vento. Ma non è da quest’anno che la società autostradale Brescia-Padova si occupa di energie alternative: un esperimento simile era stato impostato anni fa dal Politecnico di Milano ma poi non se ne è fatto nulla. Con questo progetto invece la Serenissima si è impegnata anche con 50 mila euro iniziali.

fonte: l’arena

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