Caracas. Mercosur alla prova del Venezuela — Lombardi nel Mondo

Caracas. Mercosur alla prova del Venezuela

Caracas entra ufficialmente nell’area, al fianco di Argentina, Brasile e Uruguay. Il carattere più politico del “nuovo” Mercosur.

Roma – Dopo sei anni di attesa, il Venezuela entra ufficialmente nel Mercosur. Un ingresso maturato in condizioni rocambolesche e che sembra destinato a inaugurare una nuova fase nella vita dell’organismo internazionale. Il Venezuela affiancherà Brasile, Argentina e Uruguay “grazie” alla sospensione del Paraguay, il cui Parlamento era l’unico a non aver ratificato il trattato di adesione di Caracas, firmato nel 2006. Nato nel 1991 per accelerare le economie dei paesi membri, il Mercosur non ha strappato risultati eclatanti al suo interno e non è riuscito a concretizzare la scommessa più ambiziosa, il negoziato con l’Unione europea per un Trattato di libero commercio. Il “nuovo” Mercosur nasce per l’iniziativa di tre governi a vario titolo espressione della sinistra latinoamericana connotandosi più come blocco politico che economico.

Il principio fondativo del Mercosur è quello dell’abbattimento – con eccezioni – delle frontiere all’interno e della creazione di un dazio unico verso l’esterno. Un meccanismo spesso frenato dalle misure protezionistiche messe in campo dalle varie capitali e che, lungi dal dinamizzare le economie più piccole, sembra aver favorito il colosso Brasile: all’interno dell’area negli ultimi dieci anni Brasilia ha registrato un attivo commerciale pari a 36 miliardi di dollari, contro i deficit oltre i dieci miliardi di Uruguay, Argentina e Paraguay. Non è un caso che, rispondendo alle critiche anche di parte del suo governo, il presidente uruguaiano Mujica ha detto che l’ingresso di Caracas può offrire al blocco l’opportunità di riequilibrare i pesi economici al suo interno.

Fonte: (ilVelino/AGV)

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