Protesta contro la chiusura del consolato nel South Australia e Brisbane — Lombardi nel Mondo

Protesta contro la chiusura del consolato nel South Australia e Brisbane

Sabato ad Adelaide la manifestazione di protesta contro la chiusura dei consolati: approvato un odg per il mantenimento delle due sedi in Australia

ADELAIDE\ aise\ – Promossa dal Comites, si è tenuta sabato scorso, 18 luglio, di fronte al Consolato di Adelaide la manifestazione di protesta contro l’annunciata chiusura della sede nel South Australia e di quella di Brisbane. Organizzata in collaborazione dei parlamentari italo-australiani e di alcune associazioni locali, alla manifestazione hanno partecipato numerosi connazionali sotto lo slogan “NO alla chiusura del Consolato”.

Il presidente del Comites, Vincenzo Papandrea, ha riassunto le iniziative prese, sottolineando la straordinaria partecipazione della comunità, l’impegno dell’on. Marco Fedi (Pd) e dei parlamentari locali. “Questa è una battaglia che possiamo e dobbiamo vincere – ha ribadito Papandrea – e dobbiamo farlo perché la chiusura del Consolato di Adelaide rappresenterebbe un grave errore politico e un’offesa alla comunità italiana che viceversa merita, da parte italiana, un riconoscimento per aver promosso per decenni il Made in Italy senza ricevere niente in cambio”.Consigliere del Cgie, Daniela Costa ricordato la netta posizione dell’ente che rappresenta contro la chiusura e contro le modalità del Sottosegretario Mantica nell’elaborazione della proposta di “razionalizzazione della rete consolare”.

Vini Ciccarello, membro del parlamento statale, nel suo intervento ha tenuto a sottolineare quanto è stato fatto dal parlamento e dai singoli parlamentari di tutti gli schieramenti per far riconsiderare al governo italiano la chiusura del Consolato. Ha poi ricordato l’impegno del Premier, Mike Rann che ha già espresso i sentimenti del suo governo, considerando la proposta della chiusura “un colpo basso per la comunità italiana, che ha contribuito in maniera significativa allo sviluppo del South Australia, e un impatto negativo su tutta una serie di servizi messi a disposizione dal Consolato stesso”.Il parlamentare federale Christopher Pyne, anch’esso presente alla manifestazione, ha ribadito quanto già affermato in un articolo sul “Sunday Mail” e cioè che “la chiusura del Consolato non ha alcun senso. È importante far capire al governo italiano il significativo ruolo che il Consolato italiano svolge ad Adelaide”.

A margine della pacifica manifestazione, i partecipanti hanno pure approvato – per alzata di mano – un ordine del giorno in cui si impegna il Governo a non chiudere i due consolati d’Australia.

Ne pubblichiamo il testo integrale: “La comunità di Adelaide partecipante alla protesta del 18 luglio 2009conferma il proprio “no” alla proposta del governo italiano di chiudere i Consolati di Adelaide e Brisbane.

La prevista chiusura di numerose rappresentanze consolari costituirebbe un duro colpo per gli interessi strategici italiani nel mondo, in particolare in termini di supporto al nostro sistema economico-imprenditoriale e linguistico-culturale.In Australia in modo particolare, i Consolati rappresentano tuttora un punto di riferimento indiscusso per i cittadini italiani, per la comunità in generale e per le autorità locali. Il Consolato, non solo provvede ad una serie di servizi, tra cui rilascio e rinnovo del passaporto, procure, atti notarili, iscrizione all’AIRE, ma è anche firmatario di accordi bilaterali tra l’Italia e le Regioni da una parte e lo Stato del South Australia dall’altra, che regolano i visti per vacanze/studio e vacanze/lavoro, l’insegnamento della lingua e cultura italiana, gli scambi culturali, quelli commerciali e scientifici, ecc. È chiaro che nel disegnare una nuova mappa dei Consolati italiani nel mondo non si sia tenuto conto di questa realtà e neanche della vastità del territorio australiano e di conseguenza di quella delle circoscrizioni consolari in rapporto al territorio. Come non si è tenuto conto dei costi di alcuni Consolati, i cui affitti sono superiori alle spese complessive di altri Consolati. Oltre alla questione delle distanze, fattore non trascurabile, c’è da tener presente che l’Australia è una Federazione suddivisa in 6 Stati e 2 Territori: New South Wales, Queensland, South Australia, Tasmania, Victoria, Western Australia, Northern Territory e Australian Capital Territory. Ogni singolo Stato e Territorio ha un proprio governo e una certa autonomia in diversi settori, tra cui industria e commercio, edilizia, pubblica istruzione (scuole, collegi di formazione tecnica, università), pubblica sicurezza, ospedali, trasporto, agricoltura, ecc. e quindi la presenza del Consolato nei singoli Stati assume un ruolo centrale indispensabile.

Per tutti i suddetti motivi, la comunità del South Australia chiede al Presidente della Repubblica Italiano, S.E. Giorgio Napolitano, al Primo Ministro On. Silvio Berlusconi, al Ministro per gli Affari Esteri On. Franco Frattini, al Senatore Mantica e al governo italiano di mantenere le strutture consolari di Adelaide e Brisbane come parte di una moderna e efficiente rete diplomatica in Australia”. (aise)

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