La manovra “Salva Italia” vuole uccidere l’agricoltura? — Lombardi nel Mondo

La manovra “Salva Italia” vuole uccidere l’agricoltura?

Commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, sull’impatto della manovra economica del governo Monti sull’agricoltura. L’agricoltura non solo è la grande assente dalle preoccupazioni di Monti & friends, ma ne esce ulteriormente indebolita a seguito dell’introduzione della IMU, della rivalutazione catastale e della tassazione degli immobili rurali.
La manovra “Salva Italia” vuole uccidere l’agricoltura?

L’Assessore Giulio De Capitani

In Italia il settore agricolo purtroppo non è mai stato considerato, in particolare negli ultimi cinquant’anni, meritevole di attenzioni speciali, sia da parte degli organi d’informazione (a parte quelli di settore), sia da parte dell’opinione pubblica.
Si parla d’agricoltura quasi sempre in presenza di fattori negativi (mucca pazza, aviaria, mozzarella blu, ecc…) anche quando trattasi di fenomeni minimali ovvero appartenenti a realtà territoriali molto distanti. In questi casi scatta immediatamente una sorta di terrorismo mediatico, e solo in questi casi l’agricoltura conquista la prima pagina, come alcuni mesi fa quando il cosiddetto “batterio killer” (mai rilevato dalle nostre parti) ha causato pesantissimi danni sulle filiere di molti prodotti agricoli, anche in Lombardia.
Però l’agricoltura viene considerata un’attività economica “anticiclica” nel senso che non segue i flussi e i diagrammi ordinari degli altri settori economici e quindi, quando il resto dell’economia è in crisi o peggio in recessione, l’agricoltura appunto costituirebbe un elemento di stabilità e di progresso.
Concetto non sempre facile da spiegare alla “casalinga di Voghera”, invero poco assimilato negli ultimi anni anche dai titolari delle imprese agricole (che di cicli positivi fanno fatica a ricordarsi), ma che dovrebbe essere invece di facile acquisizione e dominio da parte di chi dice d’intendersi di economia, in particolare da chi pretende anche d’insegnarla ad altri, i “professori” d’economia (e non solo) appunto.
L’attuale governo italiano è denominato “dei professori e dei banchieri” e ovviamente sarebbe scontato attendersi da loro un’attenzione mirata ai settori economici forieri di fattori positivi e d’inversioni di tendenza (altrimenti come si “salverebbe l’Italia”?), ad esempio partendo anche dall’anticiclico settore primario.
E invece cosa si scopre nella manovra economica proposta dal governo Monti ed approvata dai partiti che incredibilmente lo sostengono?
L’agricoltura non solo è la grande assente dalle preoccupazioni di Monti & friends, ma ne esce ulteriormente indebolita a seguito dell’introduzione della IMU, della rivalutazione catastale e della tassazione degli immobili rurali.
Difficile al momento fare delle stime sull’effettivo impatto della manovra (si parla comunque di alcuni miliardi di tasse a carico delle imprese agricole), ma è assolutamente indispensabile denunciare fortemente l’accaduto e attivarsi affinché nell’annunciato e prossimo (?) decreto sviluppo ci sia un preciso riferimento all’agricoltura, supportato da un’azione sinergica di tutto il settore, già pesantemente penalizzato nel recente passato dall’azzeramento dei trasferimenti statali che finanziavano funzioni obbligatorie a suo tempo a carico statale, poi trasferite alle regioni e ora private di qualsiasi copertura economica e quindi rimaste a completo carico degli enti territoriali.

Giulio De Capitani, assessore all’agricoltura della Regione Lombardia                                                                                       

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