Amami sempre come io ti amo – Ottava puntata — Lombardi nel Mondo

Amami sempre come io ti amo – Ottava puntata

Nel 1898 il figlio del nobiluomo lombardo Gaspare Ordoño De Rosales pubblicò molte delle lettere che Giuseppe Mazzini “e alcuni suoi compagni d’esilio” scrissero al padre tra il 1834 e il 1852. Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia la pubblicazione sul portale Lombardi nel Mondo di quest’opera e di queste testimonianze, riporta alla luce la fede per Libertà, Uguaglianza, Umanità, Indipendenza e Unità di un Paese che nel 1861 diventa “nazione”.

La figura del lombardo Gaspare Ordoño De Rosales, ormai cancellata dalla comune memoria, è importantissima non solo per i rapporti con Giuseppe Mazzini, ma per tutti gli altri patrioti costretti all’espatrio e all’emigrazione tra Svizzera, Francia, Belgio, Inghilterra e Americhe. Gaspare Ordoño De Rosales non è solo un personaggio che vive gli ideali mazziniani, che mantiene contatti e rapporti tra le diverse sezioni della Giovine Italia, ma finanzia diverse azioni e aiuta per anni il Genovese e i suoi compagni, seguendone anche i progetti editoriali. Un esemplare rapporto d’amicizia, collaborazione e rispetto.

Nelle lettere mazziniane si scopre quanto profonda fosse la tensione all’Unità nazionale e il rispetto per la dignità umana. In questa corrispondenza è possibile seguire il nascere del “sogno” e ideale mazziniano, rendersi conto dei suoi dubbi e della sfiducia che sembra sommergerlo nel periodo dell’espatrio svizzero e londinese.

L’Unità d’Italia, non solo geografica e politica, ma anche culturale, pulsava Oltralpe e nelle Americhe tra espatriati ed emigrati. Il Portale Lombardi nel Mondo desidera ricordare questo importante aspetto e onorare la memoria di chi arrischiò e offerse la propria vita per quella Terra che si distende dalle Alpi alla Sicilia.

 

Di Mazzini a Rosales

 

(Senza data)

C.A.

Da te nessun cenno di vita – né so se tu riceva Réformateur o altro – lo spero – e se trovi lacune, sappi, che le patisco io pure, sia per sequestri, sia per altro – So, che con un tratto veramente degno del tuo cuore, hai offerto ad Usiglio imprestarmi nuovamente denaro per me, senza ch‘io risapessi la provenienza. – Son grato a te non solo dell‘offerta ma del modo – grato a Usiglio, d‘avermelo fatto indirettamente sapere – Rifiuto – perché non ho bisogno stretto, in questo momento, ma se un giorno l‘avrò, non ricorrerei nell‘emigrazione ad altri che a te – Il modo con cui procedo nella soluzione del mio debito, deve provarti la sicerità, di ciò che ti scrivo, e la confidenza che serbo grandissima nell‘animo tuo – Con te, non ho amor proprio – Ho tirato qualche denaro da casa mia, – ma non bastandomi, com‘io credea, – pagai tutti i debiti che ho contratti, lascio indietro te, e pago gli altri per intero – A te non mando che la metà di ciò che ti devo: sono, parmi, 1700 fr., e te ne mando 850 – Ti prego di scusarmi – avrai gli altri di certo, ma il quando poi, non te lo dico, per non errare, come ho già errato la prima volta – Dimmi se ciò ti va –

Altra prova di fiducia – benché paja piccola – ti vo‘ chiederti francamente, se D.V. può fornirmi, dopo averla letta, la Revue du Nord, alla quale vi credo associati – Ho veduto il 3.° –

Agostino  vorrebbe da te una risposta unicamente per suo discarico, verso non so chi, perché non so cosa t‘abbia scritto – è meco –

Hai tu veduto l‘opera di cui mi parlano di Zaiotti contro Misley?

Addio, ti scrivo in fretta, e nojatello da più cose, anche individuali – Saluta, se ne vedi, gli amici, ed ama sempre il tuo

GIUSEPPE.

7 Agosto

 

Di Mazzini a Rosales

 

(Senza data)

Ricevo la tua del 13 – mi v‘alludi ad un‘altra, nella quale mi parlavi d‘aver trovato gli indirizzi, ma io li ho – Tu sei quel buono ed unico amico, che ho conosciuto fin quasi dal primo giorno – Io non ti faccio ringraziamenti mai, perché ti son troppo riconoscente nel cuore. Ciò che dici dello scrivere a giustificarsi in faccia al popolo Svizzero, io l‘ho pensato, e molto – Avrei già scritto, ed il silenzio è un vero sacrificio ch‘io fò. –

Bensì questo sacrificio lo devo – I miei due amici si sono opposti – Han creduto vedervi un nuovo motivo di recrudescenza nella inchiesta a mio riguardo, un porsi a capo, un cacciare il guanto – Qualunque sia la mia opinione, dacché  l‘unico tuo motivo, è la mia sicurezza, od i timori forse esagerati dell‘amicizia di ciò che possa accadermi, ove io sia preso, le condizioni tue aggravate per me, e senza ch‘essi vi pensino e mostrino avvedersene, mi ho imposto questo sacrificio, e mi taccio –

Bensì, mosso dalla mia istanza, l‘avv. Mandrot, credo, stampa a giorni una difesa formale, dietro note etc. suggerita da me, e dove, s‘ei non mi manca d‘animo nel migliore punto, verrà inserito il patto di fratellanza, istruzione etc. della G. E. a mostrare che cosa è etc. Faremo sia tradotto in tedesco lo scritto, e stampato e diffuso – Se avrà luogo, ricorrerò anche a te per la diffusione – e per cercare che serva di testo ai fogli, onde venga sempre più dichiarata l‘opinione – Se ci lasciasse il lavoro, o non adeguasse l‘intento, io od altri faremo – A me personalmente, questo tacerci in faccia alla gente, come se tremassimo, rode l‘anima in un modo che non posso dirti – del resto, vedremo – Le cose si complicano assai per la Svizzera, e più che non pensano, e non vedo come potremo escirne – Una crisi del genere di quella alla quale ho sempre pensato, non è impossibile – né ti celo che anche questa è una ragione del mio ostinarmi a stare – Se ci pigliano, finisce tutto per ora – Se nò – vedremo, che se mai  una crisi venisse, o gli svizzeri, com‘è probabile, non sappiano fare, e perirà la loro libertà, e noi con essa: e questo è fermo nell‘anima delle potenze, che ora non fanno se non seguire il loro vantaggio – e sarà bene – o sapranno fare, cioè faranno ciò che noi diremo, e potrebbe nascere, a dispetto della viltà degli uomini, quel che ora neppure osiamo intravvedere. Comunque, da ché noi indirettamente, avremo fornito pretesti alla Svizzera, avremo tanto più obbligo di far quanto è in noi per giovarle – e, se l‘occorrenza verrà, rivivrò per un po‘ di tempo galvanicamente all‘antica energia e alla vita che non ho più. Allora riparleremo – Ora son chiacchiere ed utopie – Dovendo scrivere a Ugoni, come dovrò fare? dovendo a te come potrò fare? – indirizzi – indirizzi – non son mai troppi – Vedrò i passaporti – credo potrò o rimandarti quel di Staf.  o serbarlo almeno inviolato – che ho a fare dei passaporti? Per noi, i pericoli son ne‘ viaggi – poi abborro le locomozioni – Come finirà, non so dirti – Io potrei ben vivere tutta la mia vita chiuso in una camera, purché per altro avessi tutti i miei libri vicini; così, senza libri, senza chitarra, senza cielo; è troppo – Ma i due?  Han bisogno di moto: non so cosa pagherei perché essi potessero ottenere una cittadinanza, una tolleranza almeno di circolazione in un Cantone – io benedirei quel momento: una cittadinanza a me nocerebbe oltremodo, perché mi torrebbe di poter vivere rinchiuso, senza veder anima viva al mondo – Io, celato a quel modo, essi liberi: sicurezza per un anno, almeno dal cholera od altro pei pochi che amo – ecco l‘ideale – Concepisce tu una vita di gioventù a quel modo? – bene, è oggi un ideale per me – A Parigi intraprendono assolutamente, un‘edizione completa del Foscolo; con lusso, ritratto; edizione all‘inglese, per livraison. Avranno probabilmente i manoscritti ch‘or sono a Livorno ed altri – Io sono pregato di dirigere l‘edizione – di scriverne una vita, o di dar tutte le traduzioni, i discorsi etc. E lo faccio volentieri perché riescisca una bella cosa, d‘onore all‘Italia e alla memoria del Foscolo – Hanno scritto, mi dicono, al Ruggia – Ha egli risposto? non lo so – Sarebbe bene ch‘ei cercasse piuttosto di unirsi: cederci manoscritti, se ne ha – a me le memorie ch‘ei dice raccolte per servire alla vita non so da chi – faccia patti con essi, se vuole: entri a parte di lucro – Vorrei s‘unissero, perché se no invece di una bella edizione ne verranno due cattive – e guadagno a nessuno – Io come ti ho detto, starò con chi avrà prima i manoscritti – Tu vedi se puoi ridurre a bene il Ruggia.

Se io avessi poi, com‘è probabile, da scrivere questa vita, e dirigere l‘edizione, avrò bisogno degli ajuti degli amici – bisogno d‘Ugoni, che mi ha detto aver modo di chieder notizie al fratello di Foscolo, e in Inghilterra – bisogno della vita di Pecchio, scritta da Camillo Ugoni, e contenente più pagine sul Foscolo. Bisogno di Orelli, che conobbe Foscolo, che forse ne ha lettere, che potrebbero almeno somministrarmi ragguagli intorno al tempo che Foscolo passò in Isvizzera, o intorno alle persone colle quali ei fu legato. Bisogno di lui, anche per trovare in Zurigo, dove certo ora sono, una copia dell‘edizione stampata ivi, con falsa data di Londra, dell‘Ortis, unica che possa considerarsi genuina – una copia, in prestito almeno, dell‘Hipercalipis, o meglio, perché ho l‘Hipercalipsi – della chiave, che fu annessa a sole 22 copie, credo, e che ha da trovarsi nella biblioteca – e via così – bisogno di un certo scritto inserito dal Foscolo sulla gazzetta di Lugano, scritto ch‘io ti indicava altra volta, e che, occorrendo, ti indicherei nuovamente con esattezza – ti ricordo tutte queste cose perché tu ne‘ tuoi giri, te ne sovvenga, onde, se ti s‘affacciassero occasioni, te ne giovassi, e me ne giovassi.

Scalvini, vorrebbe poi che Orelli – gli facesse il favore di rivedergli, come ha fatto, credo, per una parte, tutto il Fausto tradotto, ch‘ei vorrebbe ristampare, cosa a che forse lo ajuterei – Se vedi Orelli, pregalo di questo, se accetta, avrà il manoscritto da Scalvini, da Ugoni, o da me. –

Un‘altra inchiesta: mi parlavi un giorno d‘un tale italiano, che riceve in Zurigo, e fa leggere, per abbonamento, alcuni giornali letterari italiani, ed altri – Potresti dirmi, che cosa ei fa spendere, per quali giornali, e s‘ei potrebbe accettarmi per abbonato? S‘ei riceve p.e. i giornali di Lombardia, Biblioteca Italiana, Indicatore e Raccoglitore, con qualche altro d‘un‘altra parte d‘Italia, io potrei averli per alcuni giorni, un mese dopo – ei non farebbe che un invio per mese – a Grange, ben inteso, fino ad ordini nuovi etc. – Insomma dimmene qualche cosa – Nella penuria io ch‘io sono di libri, scrivendo pure sull‘Italiano, e volendo anche addormentare i pensieri, i giornali mi servirebbero di distrazione potente – Rimando dopo domani tutti i giornali inglesi ad Ugoni – ei deve scusarmi dei ritardi – attese le circostanze stranissime, ch‘io non poteva prevedere, – i libri rimasero lontani da me, compresi cogli altri: presso gente che non sapeva discernere – Per questa circostanza appunto, spero ch‘ei vorrà farmi scusato, presso chi gli dè, ed assicurare, ove volessero continuare l‘invio, dei due Westminster, Foreign, Quarterly, sollecitudine per l‘avvenire.

Abbi pazienza se oltre le gravissime, ti do anche le piccole seccature: abuso di te, ma tu devi pagare la pena d‘essere sì buono. –

Hai regolarmente l‘Italiano? Bisognerebbe pur che Scalvini, Berchet etc. etc. lo ajutassero – Perché s‘ha da fare un giornale italiano mediocre o cattivo, quando con pochi aiuti, gli esuli potrebbero farne uno buono? Si tratta, non più di politica, ma di letture d‘educazione intellettuale, progressiva, lenta – Va in alcune parti d‘Italia, Toscana, Stati Romani etc. – Può giovare – Io non capisco Ghiglioni che collaborava, è a Londra – Come ho a far io, senza libri, perseguitato, martoriato nel morale etc. a reggerlo?

Per la Sid. non ho a temere una sola, ma due cose: il cholera e la prigione del Duca  – ora temo più del cholera, che d‘altro – la prigione, sarebbe almeno vicina a‘ suoi figli: e poi, finirebbe forse per escrine, e rimanere nella città. –

Io avrei perduto tutto di lei, ma un de‘ miei primi voti – un conforto suo – sarebbe adempiuto–

Una curiosità – Conosci tu, o puoi chiedere, se esista una biografia – di Weber?

Addio – Abbraccia Imperatori per me; Mad. Anne mi scrive ch‘è incantata di lui, e che spera ch‘io le sia amico. Tu amami sempre e credi all‘amore del tuo

GIUSEPPE

 

P.S. – Sai cosa sia di G… è stato molestato? Vedi Hegy? che dice egli? Scrivimi – Sai tu se l‘Italiano sia stato introdotto in Lombardia? Di ad Ug. che gli rimanderò separato il volume del Botta: e se avrei modo di ricevere gli altri – gli scriverei ma sento che, afflitto com‘egli è – lo annojerei. –

 

 

Di Mazzini a Rosales

 

(Senza data)

Fratello,

È detta – Io non ne intendo più nulla – cos‘è tra noi – perché non mi scrivi – Chiedo a tutti di te – Scrivi a Us. ricevo lettera di Scotti e mi dice di averti veduto – a noi neppure una sillaba – da quella lettera in poi, che mi scrivesti da un pacchetto prima che giungesse D.V. – Dopo t‘ho scritto – t‘ho mandato la brochure; ils sont partis – un pacco fascicoli del VI: tutto ciò all‘indirizzo Negri – Tu non m‘hai accennato nemmeno ricevuta – Pure ho scritto, mandato pacchi al Ruggia, a Gualtiero, e hanno avuto ogni cosa – dunque, tu parla allora, perché non scrivi? E se anche tu nulla avessi ricevuto, perché il mio silenzio non ti parrebbe sì strana cosa, da lagnartene meco – e se tu hai scritto, come non mi giugnono le tue lettere? me ne giungon pur dal Ticino – da tutte le parti – agli stessi indirizzi – e dunque, anche una volta? mi nascono de‘ strani sospetti – t‘abbiano svolto? – Allora rinnegherei natura umana e patria, e libertà – ma impossibile – Pure i casi m‘han reso sospettoso, e di tutti – penso a Giudici – e Giudici è anzi partito da Zurigo, concorde con noi – chi altri v‘è? malato non sei perché scrivi ad altri: bensì da molto io non ti scrivo, ma ho da scrivere, quando non ricevo mai una risposta? quando non so se ti sien giunti i pacchi? – pure, ti ho indirizzato un nostro G. E. tedesco, con un pacchetto di carte per te – e per Giudici – ma scrivi, per Dio, per dirmi, che non vuoi più scrivere – che non vuoi saper oltre di me, e delle cose mie – Sii schietto meco, qualchecosa, io non intendo, ha pur da esserci – Sei scontento di me? Scrivi, te ne prego: scrivi a M.lle Saury Delisle – Rue du Bourg sotto coperta. Mad. Pellier – o a Mad. Elise Monty à la Palud – sotto coperta – M.lle Altici-

Ma scrivi – Io non ti dico nulla delle cose nostre, perché ho bisogno di aver tue lettere – Saluta chi è teco ed ama il tuo fratello

STROZZI.

8. agosto. –

 

Di Mazzini a Rosales

 

(Senza data)

C.A. – Perché scrivere così sovente, dirai? perché con una indiscrezione mai più vista far d‘ogni lettera un tormento di commissioni? La mia penultima chiedeva denari – la ultima diecimila commissioncelle, nojose una più dell‘altra – e questa una giunta – Ti do la mia parola d‘onore, che penso spessissimo a questo, e che mi dico – non chiederò più nulla; poi, penso anche che per la stessa confidenza che mi rende indiscreto, tu mi dirai un giorno – va al diavolo – né io per ciò mi sdegnerò contro di te. – Dunque procedo – Un tempo m‘hai fatto aver la Madre de‘ Maccabei, del Werner – io l‘ho resa . ma non ho potuto allora farne quell‘uso che ne volevo – ed era questo – V‘è in cima una poesia alla madre – A me questa poesia, importerebbe averla tradotta – perché è l‘unica cosa che mi manchi a completare un volumetto da stamparsi a Parigi, e che forse potrà fruttare qualche cosa – Allora Ugoni, o Passerini, m‘avevan fatto sperare di tradurla – poi, o non piacque loro, o confusero, per mia colpa, colla prefazione che è in prosa, e non val niente – sicché ricusarono – Io ti direi – cerca il volumetto e tentane tu per me la traduzione – bensì, comeché io m‘abbia opinione del tuo saper tedesco, t‘avverto ch‘è difficile, misteriosa, intricata assai – come tutte le cose di Werner – ma forse, o consigliandoti col tuo maestro, o con altri, potresti rendermi questo servizio – Se puoi fallo –

Vorrai tu nello stesso tempo, che t‘informi d‘altra cosa alla Biblioteca, informarti pure, se tra le collezioni dei giornali, che devono avere, avessero una collezione del Globe, Journal Saint Simonien, che legata probabilmente in volumi, potrebbero imprestare? Se tu concreti qualche cosa per giornali con Gidoni,  o chi è, avverti sempre che gli invii mensili, avrebbero a farsi, sempre come tutti invii, di soli libri e giornali, ai bagni, dovunque io mi trovassi –

Dacché tu mi hai scritto d‘Aarau a d‘Ang: che doveva vederti, non so più nulla di lui, né di quanto si concretò con lui – non so s‘egli abbia avuto lettere mie, non so se l‘abbiamo subitamente cacciato – sono da un pezzo in qua ermeticamente bloccato –

Non so quindi gran cose, della cosa – Hai veduto il rapporto di Monnard e il discorso di Chembrier? Han tanta conoscenza di ciò che dicono, che da un lato affermano tutti la G. E. aver centro in Parigi, e fondamento la dichiarazione dei diritti del 93, mentre la G. E. è fondata in emancipazione della Francia, ed in opposizione della scuola dei diritti – dall‘altro affermano per.es. che i fratelli Brendenstein hanno dovuto fuggire, per sottrarsi colla fuga, ad una sentenza di morte, mentre sono stati condotti in Inghilterra, legati da gendarmi bernesi prima, francesi poi. – Riunioni a Zurigo – riunioni a Soletta – vedremo – Bada: non ho voluto porre, l‘indirizzo di Ugoni, al pacco dei libri, che vanno alla Biblioteca, ma ignorando a chi, ho posto l‘indirizzo Orelli – Avvertilo – Ho però fatto affrancare il pacco –

Rispondimi, ti prego a tutto, – e senti un‘altra cosa: nella mia prima lettera, avevo qualche cosa scritta col latte: niente d‘importante, ma siccome v‘è un nome, devi trovarlo? Cura le mie commissioni letterarie come cureresti la mia salute – Solo, chiuso, lontano dai libri miei, qualche invio mensile, qualche giornale inglese etc. mi sono vere distrazioni – Se no, pensando impazzisco.–

T‘abbraccio.

(Sigla)

 

 

Di Mazzini a Luigi Imperatori 

 

 

A Süvers (Senza data)

Caro Imp.,

Dall‘acchiusa a Ros., vedrete ch‘io non posso accettare e gliel dico con rincrescimento vero, e a voi pure, perché so con quanto core mi son fatte le offerte; ma non posso altrimenti.  Credo del resto, che riesciremo – anche uniti, a schermirci, per qualche tempo almeno – Vedremo poi –

Suppongo e spero, ripassiate per Berna; però vi mando qualchecosa per Usilio – Ciò che ora mi preme da voi, è dapprima che chiediate alla signora di darvi, qualche indirizzo che ella ha per Grange, e qualcheduno di suo – conviene trasmetterli a Ros., onde ei possa scrivermi subito, e fin che io glie ne cerchi anche un migliore – che se egli ha cosa gelosa, scriva, facendo la prova del latte: farò escire lo scritto:  voi che diate a me, se ne avete, un indirizzo un po‘ sicuro per Rosales. – Ho più cose a dirgli, e non ho il tempo ora – Perché non potreste convincere Usilio che se v‘è modo per lui, mercé le cure vostre e di Ros., di vivere ritiratamente a Zurigo o altrove nella Svizzera, ei deve preferirlo a qualunque soggiorno, gli concedessero in Francia? In Isvizzera, cotesta condizione di cose non può durare, e le potenze, come io credo, hanno mire, alle quali noi non siamo che pretesto, e ponendole ad effetto, meglio è trovarsi qui dove o soccomberemo, o vinceremo uniti: o le cose non hanno altro sviluppo, e tutte persecuzioni, per lui specialmente, mutato Cantone, si spegneranno a poco a poco nella tendenza all‘inerzia peculiare, agli Svizzeri e ai loro Governi. – Durando ad ogni modo fino al nuovo anno, avremo mutamenti sia pel Vorort, trasportato in Lucerna, sia per la revisione, che giunge coll‘anno, d‘alcune delle Costituzioni Cantonali – Io l‘ho già detto a Usiglio: ma non mi ha risposto – Ripeteteglielo – m‘increscerebbe assai perderlo – a me e a tutti noi – Un‘altra cosa – a qualunque evento, noi non siamo ben forniti di passaporti – Ed è un ricordo generale agli amici: un passaporto nel caso nostro, è cosa preziosa. –

Amatemi, ed abbiate tutta la nostra riconoscenza, e la mia singolarmente, per ciò che fate a mio prò – non posso ricambiarvi che con un abbraccio, ma questo abbiatelo di cuore dal fratello vostro

GIUSEPPE.

P.S. Le lettere per Berna premerebbero – Vorrei vi ripassaste – Esigo troppo?

 

Di Mazzini a Rosales

 

(Senza data)

C.F. – Ho ricevuto la tua degli 8, e i sigari – Ti son grato dell‘una e degli altri – Io t‘avrei scritto di tempo in tempo, ma era incerto del dove tu fossi – Poi, del mio affetto sei certo, ed altro non è da parlarne – Siam qui tre, soli: noiati a morte il più delle volte, perché difficilmente capaci di vivere nell‘intelletto e di cacciarci a corpo morto sopra studi e lavori che intrapresi, potrebbero occuparci gran parte del tempo: però beati, del noiarci soli, e studiando da mane a sera i modi d‘evitare le poche visite, che l‘esser qui io palesemente, e senza mistero, ci chiama di tempo in tempo d‘attorno gente, che viene per veder l‘orso – gente che propone gite all‘isola di S. Pierre, a Friburgo etc. – gente che vorrebbero ciarlar di politica e simile – ma perché tu sei tra gli eletti, vieni – ti porremo in quarto, e per quanto tempo vorrai, nella nostra vita romitica. – Parliamo sovente di te, ed io avrò gioia in vederti – gioia intendi? – e non è poco, perché da Giovanni Ruff: in fuori, non ho altri, che mi dia gioia venendo. Vieni dunque, e quanto più presto puoi – non ch‘io creda a cose che ci chiamino altrove per far bene: ma tempo persecuzioni individuali che potrebbero snidarmi, anche da qui. – Montebello  verrà con reclami, minacciano la G. Sv. e cercheranno forse abbatterla, cacciando me – Mi scrivono da Bruges, nel Belgio, ch‘ivi è già dato il mio signalement nel caso ch‘io, forzato ad escir di Svizzera, cosa che per essi è fuor di dubbio, volessi ricoverarmi nel Belgio – Vedremo – Le cose di Spagna andranno, fuor di dubbio, per le mille cagioni di guerra civile, di finanze rovinate, di necessità prepotente – non perché gli Spagnoli sian molto innanzi – Conosco personalmente Las Navas Moralis e i… di Catalogna – mancano tutti di genio politico, che a rifare una nazione è pur necessario – Sicché l‘ispirazione rivoluzionale non può venir loro che dall‘ingiù, dal popolo irritato della guerra civile, e suscitato da un‘idea nazionale. – Credo, che vi sarà ora un intervallo di calma – che poi torneranno ai tumulti – che presto o tardi, la Francia sarà forzata all‘intervento – e che il momento dell‘intervento sarà quello di una dimostrazione repubblicana. – Allora ci cacceremo tutti in Ispagna – e se ottenevamo ne‘ primi momenti di fermento che la giunta barcellonese, autorizzasse la formazione d‘un corpo di profughi, formato sotto la nostra influenza, io v‘era a quest‘ora – per altro ora non v‘andrei – perché, sappilo bene, quantunque io ami l‘umanità o per meglio dire, credo nell‘umanità, concetto fondamentale dell‘epoca nostra, non mi sento trascinato all‘azione, che dal pensiero italiano – pensiero incarnato, e che non deporrò se non colla vita – del resto, oggi è inutile l‘intrattenervisi sopra – Vo‘ scrivendo, come sai, alcuni articoli sulla Giovane Sviz. – Scrivo e stampo una brochure politica che sarà finita, Dio sa quando, perché se ne stampa una pagina di tre in tre giorni al più. – Macchiniamo una Rivista Straniera di letteratura, storica, filosofica, che si stamperebbe di due mesi in due mesi, a Genova, dove abbiamo già inviato il manifesto – Si sta stampando, cessato quasi il cholera, il Chatterton a Genova – tutte queste cose per cercar in parte di cacciare qualche verità nella gente, in parte per tentar modo di far fronte alla miseria crescente – miseria mia – miseria dei Ruff. – miseria di Usiglio, di Gustavo, di sua moglie, di tutti – miseria che finisce per ringrettirmi nella risorsa dei mezzi, e d‘irritarmi nella impotenza – perché volendo anche lavorare per pochi scudi, non trovo – Tu che fai? del tuo morale so, e indovino ciò che non so – e ti compiango, e t‘ammiro – ma, che fai materialmente? leggi? che cosa? commerci? con che successo? ti stanchi a caccia? Sai nulla d‘Italia, dell‘Italia letteraria vo‘ dire? Ciani m‘aveva promesso un‘Indicatore Lombardo, o Ricoglitore che si stampa novellamente – poi, mi ha deluso, non trovando, a suo giudizio, cosa che meritasse la lettura – Qui, dove siamo, non abbiamo libri se non comperandoli: ragione perentoria per non averne – È colpa mia tutta, se non hai ricevuto l‘espressione della gratitudine di Ghiglione per l‘imprestito fattogli: io me n‘era incarito – poi non ti ho scritto, né di lui, né d‘altro. –

Il dramma si va stampando lentissimamente – È finito, credo, il secondo atto – Dovunque sarai, riceverai, dramma, brochure etc. appena finita la stampa – T‘abbraccio – T‘abbracciano i due.

(Sigla)

 

Di Mazzini a Rosales

 

Bienne, 24 Gennajo 1836

Ho ricevuto la tua dei 19 – Tu ne avrai una mia a quest‘ora: partita da qui prima che giungesse la tua – Aspetto risposta perché parlava di cose importanti, del cane p.e. – Scrivimene, te ne prego – Dichiarando primieramente che non intendo difendere quella qualunque oscurità o inesattezza che potesse trovarsi in quel passo del mio scritto foi et avenir; dico, che il senso di quella frase non parmi da giudicarsi isolatamente, ma dal contesto di tutto quanto il paragrafo a provare che pousser une royauté dans l‘abîme, non vale estinguere la royauté, scopo nostro, bisognare portare in mezzo un esempio della facilità con che s‘impastano le monarchie – e questo è Napoleone; poi uno della facilità con cui si mandano sossopra – e questo è nelle tre giornate.  In tesi generale poi, una cosa che si fa, e si disfà con tanta facilità, dovrebbe non poter aver vita sì lunga e sì tenace se non vi fosse un equivoco dominante in chi fa o disfà, ch‘è quello che tutto il libretto combatte – accessoriamente, quando si possono pétrir in brev‘ora dieci monarchie da un uomo, certo non si viene a dar gran prova di vitalità propria in quelle stesse monarchie – e da ultimo pétrir non vale edificare, che darebbe inizio di durata e solennità, ma impastare, che non da, come dissi, altra idea se non quella d‘assenza di vita propria – del resto mi par tanto coonestato da quel combien de temps en coute-t-il poru faire ou défaire une royauté? ma forse ho torto. –

Avrai veduto i ripetuti e villani assalti di Fazy – Il più che m‘annoia è il rumore che se ne fa – e l‘insistere di cento seccatori, perché io risponda. – Cosa interessa a me di rispondere? Io scrivo quel che mi pare esser la verità; chi vuole, l‘adotti; chi no, si stia – Forse se il giornale fosse italiano, e si stampasse in Italia, avrei stimolo per rispondere – ma in Isvizzera? Credo ora si stiano facendo alcune trattative per fondere l‘Helvétie e la G. Suisse – vedremo che ne escirà.

Mi dicono che sulla Revue des D. M. un articolo di Mad. Sand dica cose mirabili sull‘Italia come iniziatrice etc. è vero? l‘hai letto? – Silvestri Castiglioni sta per morire – Le varie copie di Foi et Avenir, mandate in Francia, sono sparite: non si sa neppure dove sieno. – Non si può dire che quello scritto non abbia fatto il suo effetto – davvero – Al Dramma c‘è un‘errata corrige de‘ più grossi errori – Figurati le idee di Dervary, un nulla appetto di quelle che mi son venuti a proporre da parte dei Corsi in questi giorni – So nulla di Barcellona da quel che ne dicono i giornali in fuori. Mi dispiace seccarti, ma tu devi farmi il quattrocentomillesimo piacere. – Trovami in qualche modo, per qualche giorno, imprestito Il 24 Febbraio, dramma di Werner in tedesco – Ne abbiamo vero bisogno per far rivedere a Mathey l‘italiano, e non sappiamo ove prenderlo – Abbia pazienza ancora per due o tre giorni, quanto al pacco per la Biblioteca. – Bada: t‘indirizzo pure un pacco, contenente libri, che mi dà Harro, al quale ho fatto noto il biglietto di Gessner – Vi sono anche moduli d‘associazione – Più, un biglietto indicante i prezzi dell‘opere contenute nel pacco: una commissioncella: se Gessner può venderne in Zurigo, farà un beneficio ad un proscritto che non ha un soldo; se no, pazienza – la tenga ad ogni modo, la dia a un librajo, faccia come vuole. – Vai proprio a Manheim? – Villani è andato al Messico, con una cantante, l‘Aldini mi pare. – I Cristini hanno fucilato un Cecconi, capo carbonaro – nei Carlisti – Snell, non ho bisogno di dirtelo, non m‘ha mandato nulla. – Se vai via da Zurigo, come potrei far io a rimanere in contatto con qualcheduno per prevalermi, occorrendo dell‘ottime disposizioni dell‘Orelli? Se sapessi qualche libro italiano che la Biblioteca non avesse, e ch‘io avessi, o qui, o a Genova, glie lo darei.

Non dimenticare, se mai tu t‘abbattessi in qualche matto inglese, che la più bella cosa del mondo è quella d‘andarsene in Italia a morir guerrigliando – ed ama il tuo

GIUSEPPE.

 

P.S. – La Biblioteca avrebbe mai tutta la collezione della Rivista di Edimburgo? In questa, e forse su qualche altro giornale che ignoro, come il Westminster Review, o altro, sono diversi articoli di Foscolo, uno sulla Visione di Frate Alberico, pubblicato in Roma dall‘abate Cancellieri – un altro su Dante, un altro su Venezia nel Medio Evo etc. etc., e chi potesse averli, e tradurli, con una prefazione etc. poi stamparli in un volumetto o dal Ruggia o d‘altri, sono convinto farebbe bene e frutterebbe – tutte le cose di Foscolo saranno comprate in Italia – Chi sa che parlandone con Ugoni od altri, non eccitino questo pensiero?

Ricevo la tua dei 20 – riscrivo in fretta – Bene per l‘amnistia – venisse almeno presto e completa!

E che vuoi tu che si senti, in modo che quei poveri diavoli dello Spielberg, non abbiano tempo di finire i loro affari? – non temere: avranno tutto il tempo – Ciò ch‘io chiedeva a Snell, oltre Il 24 Febbraio di Werner era la Vita di Werner scritta da Hetzig – poi il libriccino di trenta pagine incise di Lessing sull‘educazione del genere umano – ma questo son convinto possa trovarsi anche altrove; forse Passerini o Ugoni l‘hanno.

Poi, vorrei a modo di cognizione soltanto, sapere se la Biblioteca ha, per un caso che potesse venire, gli altri drammi di Werner, per es. Das Kreuz an der Ostsee rtc. – Vedi quante commissioni letterarie – Vedo di Ruggia, e gli scriverò io stesso – Aiuta se puoi, la G. Sv. al morale, procacciandole ajuti, elogi, simpatie – al materiale procacciando abbonati etc. questo in via di ricordo generale – Scrivo perché mandino a Gessner etc.

Se verrai, parleremo della R.  – ora non saprei che dirti – A Ciani non dimanderò – pensando meglio – al diavolo l‘Europa Centrale – Se Ruggia vuol giornale letterario, o scritto a quel modo, lo stabilisca, paghi qualche cosa, i collaboratori ci sono: se no, non ne parliamo più per ora. – T‘abbraccio, ed Agostino con me.

(Sigla)

 

a cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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