L’italia celebra i primi 150 anni: on line un nuovo documento dell’Archivio Storico Mae — Lombardi nel Mondo

L’italia celebra i primi 150 anni: on line un nuovo documento dell’Archivio Storico Mae

Si tratta dei manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestarono 150 anni fa l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano e che rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario del 17 marzo 1861

Roma: – È disponibile on line sul sito Internet della Farnesina, www.esteri.it, un nuovo documento ufficiale, il 19°, sul riconoscimento dell’Italia quale nuovo Stato nazionale. Prosegue così l’inziativa del Ministero degli Affari esterui, che, in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ha deciso di pubblicare, per tutto il corso dell’anno, una serie di documenti custoditi presso il proprio Archivio Storico.

Si tratta dei manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestarono 150 anni fa l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano e che rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune.

Tributo alla memoria del momento fondativo del nostro percorso unitario e vivida testimonianza della centralità della dimensione internazionale per la vicenda nazionale, le pubblicazioni che accompagneranno, settimana dopo settimana, la presentazione di tutti gli eventi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, rappresentano un modo, fra i tanti, scelto dal Ministero degli Affari Esteri per augurare all’Italia “buon compleanno”.

Oggi è dunque la volta della lettere che il Re di Prussia, Guglielmo I, scrisse al Re d’Italia, Vittorio Emanuele II il 21 luglio 1862 da Berlino.

A fronte degli eventi che condussero alla proclamazione del Regno d’Italia, il re di Prussia Guglielmo I, come lo zar alfiere del legittimismo e dello spirito reazionario, aveva deciso di negare la concessione del riconoscimento, procedendo di concerto con la Russia. Quando, nella tarda primavera del 1862, il gabinetto di Pietroburgo si risolse a normalizzare le sue relazioni con la corte di Torino, Berlino non venne preventivamente informata. Volendo evitare di rimanere isolata rispetto alla maggior parte dei componenti del concerto europeo, la Prussia si trovò in un certo modo costretta a procedere d’urgenza, concedendo a sua volta il riconoscimento. La diplomazia italiana comprese che il momento era propizio per dare notifica ufficiale della proclamazione del Regno, con una lettera personale del Re Vittorio Emanuele a Guglielmo I, consegnata dal rappresentante italiano a Berlino, conte Edoardo de Launay. Il sovrano prussiano rispose con una missiva nella quale venivano rinnovati gli attestati di stima e di amicizia, rimasti immutati nonostante i cambiamenti che avevano interessato la penisola italiana.

Il documento, il cui testo riportiamo di seguito, è tratto dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia 1861-1887” b. 1590, f. “Lettere indirizzate al Re da vari Sovrani e personalità estere 1861 – 1865”.

“Berlino, 21 luglio 1862”

Signore mio fratello,

ho ricevuto oggi dalle mani del Conte di Launay la lettera, in data 9 di questo mese, tramite la quale Vostra Maestà mi ha ben voluto notificare che Egli ha ricevuto per Sé ed i suoi Successori il titolo di Re d’Italia, e nella quale Egli si dice allo stesso tempo persuaso che io gli darò una nuova solenne testimonianza d’affetto riconoscendo il titolo che Egli ha preso. Vostra Maestà rende, in effetti, giustizia ai sentimenti che mi hanno sempre animato verso di Lui ed i Suoi popoli, ricordandomi che gli avvenimenti che hanno cambiato la faccia della Penisola Italiana, non hanno influenzato i rapporti d’amicizia esistenti tra le nostre due Corti. Io non faccio che regolarizzare questi rapporti riconoscendo oggi il titolo di Re d’Italia, secondo il desiderio di Vostra Maestà. Il mio inviato, il Conte Brassier di Saint Simon, avrà l’onore di rimettere questa lettera a Vostra Maestà e di rinnovargli nel mio nome le espressioni della mia alta considerazione e della mia amicizia costante con le quali io sono, Signore mio fratello, il buon fratello della Vostra Maestà. Guglielmo”.

 

L’Unità per la documentazione storico diplomatica e gli archivi cura la ricerca e l’elaborazione del materiale storico sulle questioni di politica estera; custodisce gli atti internazionali in possesso del Ministero e raccoglie i fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all’estero, garantendone l’accessibilità; provvede al funzionamento della biblioteca e alla pubblicazione della collana organica di volumi annuali “La politica estera dell’Italia: testi e documenti”. L’Unità è articolata in quattro sezioni: I Affari generali e relazioni esterne, II Archivio storico diplomatico, III Biblioteca e documentazione, IV Iniziative culturali. La sezione Archivio Storico Diplomatico si occupa della conservazione, del riordinamento e dell’inventariazione della documentazione storico diplomatica prodotta sia dagli Uffici centrali del Ministero sia dalle Rappresentanze all’estero e ne assicura la consultabilità. Conserva gli originali degli atti internazionali. La sezione Biblioteca e documentazione cura la gestione del patrimonio librario e di emeroteca storico e corrente. Effettua servizio al pubblico. Provvede alla pubblicazione del volume “Politica estera dell’Italia: testi e documenti”, sull’attività dell’amministrazione.

Fonte: aise

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