Alitalia, ma anche SEA — Lombardi nel Mondo

Alitalia, ma anche SEA

I destini di Alitalia e SEA, un tempo strettamente incrociati, sembrano divergere senza dare a nessuno dei due la sensazione di essere sulla via della ricostruzione.

Secondo voci ricorrenti, nel 2013  Air France e KLM sono intenzionate all’acquisto di Alitalia attraverso uno scambio di azioni..

In ogni caso l’utilizzo di azioni al posto del contante per finanziare l’acquisizione richiederà un rimbalzo delle azioni scambiate oggi attorno ai 4 euro, e la veloce esecuzione del piano triennale di trasformazione per riportare l’azienda in nero.

AF e KLM pubblicheranno i risultati annuali in questi giorni e gli analisti prevedono che il gruppo annuncerà una perdita. Il debito del gruppo si aggira sui 6.5 miliardi di euro.

Il gruppo franco-olandese ha acquistato il 25% delle azioni Alitalia agli inizi del 2009, dopo la ristrutturazione e il rilancio di Alitalia in mani private. AF e KLM hanno ottenuto l’opzione, a certe condizioni, di acquisire altre azioni a partire dal 2013.

Il controllo totale di Alitalia è una delle preoccupazioni di Jean-Cyril Spinetta, secondo il giornale francese La Tribune, che fa pure parte del consiglio di amministrazione di Alitalia.

AF e KLM si servirono di un’offerta di scambio per la fusione del 2004 e vorrebbero usare lo stesso meccanismo per conservare la posizione limitata di contante di Alitalia, ma se il prezzo delle azioni rimane sui livelli attuali l’operazione diventa impossibile. Alcuni analisti avvertono che gli azionisti italiani preferirebbero probabilmente contanti alle azioni di una compagnia in perdita.

Gli analisti accennano pure alla possibilità che gli azionisti italiani si rivolgano a Lufthansa che ha i mezzi per pagare in contanti, e possano quindi usare la carta tedesca per alzare il prezzo. Nel 2008 Lufthansa fu in competizione con AF e KLM per diventare il nuovo investitore/partner strategico di Alitalia, e la scelta preferita dell’allora premier Silvio Berlusconi.

Per il 2011 Alitalia ha annunciato una perdita netta di 69 milioni di euro, un miglioramento di quasi il 59% rispetto al deficit di 168 milioni di euro del 2010. La perdita operativa è stata ridotta da 106 milioni di euro a a 6 milioni di euro con un margine negativo dello 0.17% sui ricavi, in linea con gli obiettivi di pareggio di bilancio.

La nota stonata  riguarda, invece, lo storico sorpasso di Ryanair che nel  2011 ha trasportato 28.1 milioni di clienti contro i 25 milioni di Alitalia, argomento che mantiene in primo piano la grande sfida del mercato low-cost. Nel 2012 dopo la nomina di Andrea Ragnetti al vertice della compagnia si prevede la fusione con Wind Jet e Blue Panorama, i due vettori low – cost italiani, che con i loro 5 milioni di clienti l’anno aiuterebbero Alitalia a mantenere il predominio sul mercato italiano.

Sullo sfondo la messa in vendita  da parte del Comune di Milano di un’altra quota azionaria di SEA, magari con un’asta globale internazionale con la presenza di un vettore forte e interessato, visto che Alitalia non sembra intenzionata a riprendere la posizione di qualche anno fa. Resta cosi sempre in gioco il destino del sistema aeroportuale milanese, sempre alla ricerca di un cavaliere bianco, non facilmente individuabile.

Nel 2011 lo scalo di Malpensa ha registrato circa 19 milioni di passeggeri  (+2%) mentre Linate si è attestata a poco più di 9 milioni ((+9.2%) con Bergamo a (.4 milioni (+9.7%). Roma Fiumicino e Ciampino, meno drenate dal traffico di aeroporti regionali come Milano ha avuto quasi 43 milioni .

Per ora, oltre ad avere una ex-compagnia di bandiera con le ali controllate da AF e KLM  che fatica  a ritrovare la via del nord, abbiamo pure la bandiera bianco rosso verde, irlandese però, di Ryanair che ci sventola in faccia.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

8 marzo 2012

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento