Il Papa in Messico — Lombardi nel Mondo

Il Papa in Messico

Nel pomeriggio di sabato 24 marzo, il Papa si è recato a Guanajuato, capitale dello Stato omonimo, per la visita di cortesia al Presidente Costituzionale degli Stati Uniti del Messico, al termine della quale si è affacciato dal balcone centrale del Palazzo presidenziale per salutare i bambini e i fedeli radunati nella Plaza de la Paz

León -“Voi occupate un posto molto importante nel cuore del Papa – ha detto Benedetto XVI -. E in questo momento desidero che lo sappiano tutti i bambini del Messico, particolarmente quelli che sopportano il peso della sofferenza, l’abbandono, la violenza o la fame, che in questi mesi, a causa della siccità, si è fatta sentire fortemente in alcune regioni”. Il Pontefice ha ricordato ai bambini che Dio ci conosce e ci ama, e “se lasciamo che l’amore di Cristo cambi il nostro cuore, allora noi potremo cambiare il mondo”. Quindi ha auspicato che “ciascuno si trasformi in seminatore e messaggero di quella pace per la quale Cristo donò la sua vita”. Il Santo Padre ha poi evidenziato: “Ciascuno di voi è un regalo di Dio per il Messico e per il mondo. La vostra famiglia, la Chiesa, la scuola e chi ha responsabilità nella società devono lavorare uniti perché voi possiate ricevere come eredità un mondo migliore, senza invidie né divisioni. Per questo, desidero levare la mia voce invitando tutti a proteggere e accudire i bambini, perché mai si spenga il loro sorriso, possano vivere in pace e guardare al futuro con fiducia. Voi, miei piccoli amici, non siete soli. Contate sull’aiuto di Cristo e della sua Chiesa per condurre uno stile di vita cristiano”.

Domenica mattina, 25 marzo, il Santo Padre si è trasferito in elicottero al Parque del Bicentenario di León per la concelebrazione eucaristica. Nell’omelia il Papa ha indicato il monumento a Cristo Re, in cima al “Cubilete”: “la sua regalità non è come molti la intesero e la intendono. Il suo regno non consiste nel potere dei suoi eserciti per sottomettere gli altri con la forza o la violenza. Si fonda su un potere più grande, che conquista i cuori: l’amore di Dio che Egli ha portato al mondo col suo sacrificio e la verità, di cui ha dato testimonianza… Anche oggi, da questo parco, con il quale si vuole ricordare il bicentenario della nascita della Nazione messicana, che ha unito molte differenze, ma con un destino ed un’aspirazione comuni, chiediamo a Cristo un cuore puro, dove egli possa abitare come Principe della pace”. Benedetto XVI ha quindi avuto parole di apprezzamento per la Misión Continental che si sta portando avanti nel Continente, perché i cristiani e le comunità ecclesiali “resistano alla tentazione di una fede superficiale e abitudinaria, a volte frammentaria ed incoerente.” Al termine della Messa, il Santo Padre ha così introdotto la preghiera dell’Angelus: “In questi momenti in cui tante famiglie si ritrovano divise e costrette all’emigrazione, molte soffrono a causa della povertà, della corruzione, della violenza domestica, del narcotraffico, della crisi di valori o della criminalità, rivolgiamoci a Maria alla ricerca di conforto, vigore e speranza”. Benedetto XVI ha poi affidato a Nostra Signora di Guadalupe, il Messico e tutta l’America Latina e i Caraibi.

Nel pomeriggio il Santo Padre si è recato nella Cattedrale di Nuestra Señora de la Luz a León, per la celebrazione dei Vespri con i Vescovi del Messico e dei rappresentanti delle Conferenze Episcopali dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi. “La situazione attuale delle vostre diocesi presenta certamente sfide e difficoltà di origine molto diversa – ha detto il Papa nell’omelia -. Ma, sapendo che il Signore è risorto, possiamo proseguire fiduciosi, con la convinzione che il male non ha l’ultima parola della storia, e che Dio è capace di aprire nuovi spazi ad una speranza che non delude… Voi non siete soli nelle difficoltà, e neppure lo siete nei successi della evangelizzazione. Tutti siamo uniti nelle sofferenze e nella consolazione”.

Benedetto XVI ha ricordato in seguito: “La fede cattolica ha segnato in modo significativo la vita, i costumi e la storia di questo Continente, nel quale molte delle sue nazioni stanno commemorando il bicentenario della propria indipendenza. E’ un momento storico nel quale ha continuato a splendere il nome di Cristo, arrivato qui per opera di insigni e generosi missionari che lo proclamarono con coraggio e con sapienza. Essi donarono tutto per Cristo, mostrando che l’uomo trova in Lui la propria consistenza e la forza necessaria per vivere in pienezza ed edificare una società degna dell’essere umano, come il suo Creatore l’ha voluto. L’ideale di non anteporre nulla al Signore e di far penetrare la Parola di Dio in tutti, servendosi delle caratteristiche proprie e delle migliori tradizioni, continua ad essere un prezioso orientamento per i Pastori di oggi.” Benedetto XVI ha quindi raccomandato ai Vescovi di “seguire con grande attenzione i seminaristi”, essere vicini ai sacerdoti e alle diverse forme di vita consacrata, “un’attenzione sempre più speciale si deve riservare ai laici maggiormente impegnati nella catechesi, nell’animazione liturgica o nell’azione caritativa e nell’impegno sociale. La loro formazione nella fede è cruciale per rendere presente e fecondo il Vangelo nella società di oggi. E non è giusto che si sentano considerati come persone di poco conto nella Chiesa, nonostante l’impegno che pongono nel lavorare in essa secondo la loro propria vocazione, ed il gran sacrificio che a volte richiede questa dedizione. In tutto ciò, è particolarmente importante per i Pastori che regni uno spirito di comunione tra sacerdoti, religiosi e laici, evitando divisioni sterili, critiche e diffidenze nocive.” (SL)

Links: I discorsi integrali del Santo Padre, in diverse lingue – http://press.catholica.va

Fonte: (Agenzia Fides)

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