Simem promuove il modello di una città italiana in India — Lombardi nel Mondo

Simem promuove il modello di una città italiana in India

Missione di Confindustria a Delhi e Chennai. Presente anche il presidente Andrea Bolla. L’azienda di Minerbe tra i protagonisti del progetto urbanisitico e infrastrutturale «made in Italy» da realizzare in cooperazione con enti e governo del Paese asiatico

I mercati emergenti continuano a marciare sulla strada della crescita al ritmo di +8/10% del pil e le aziende venete e veronesi, in particolare, vogliono agganciarla. In occasione della missione in India di Confindustria, Abi e ministero dello Sviluppo Economico (31 ottobre-4 novembre), è stato presentato a New Delhi un progetto urbanistico, un modello di città sostenibile made in Italy, da realizzare in cooperazione con governo e realtà locali.
E tra promotori di questo progetto, chiamato Legem (Lifespace, Energy, Governance, Environment, Mobility) c’è anche un’azienda scaligera, la Simem di Minerbe, che produce impianti e macchine per le costruzioni oltre che impianti per l’ambiente. A presentarlo, il primo novembre scorso a New Delhi, sono stati gli architetti Antonio Gnisci di Fg Tecnopolo e Massimo Roj dello studio Progetto Cmr, introdotti dall’Ambasciatore Italiano in India, Giacomo Sanfelice di Monteforte, con il direttore generale di Simest, Massimo D’Aiuto. A coordinare i lavori, e soprattutto il progetto, il presidente della camera di commercio italo-indiana a Bombay, Cesare Saccani. Ha introdotto l’iniziativa il vicepresidente di Confindustria con delega alle Infrastrutture, Cesare Trevisani. Molte le presenze e i contributi di autorità amministrative locali e nazionali dell’India.
CITTÀ «MADE IN VERONA». L’obiettivo era quello di presentare l’idea di una «città sostenibile» da realizzare attraverso una collaborazione italo-indiana e fondata sulle eccellenze del sistema Italia nei settori dell’architettura, delle infrastrutture e delle costruzioni in grado di suscitare l’interesse dei media locali e di potenziali partner indiani. Obiettivo centrato a sentire Federico Furlani, amministratore delegato di Simem, presente alla missione indiana con il presidente di Confindustria Verona, Andrea Bolla. «Appena tornati dalla missione abbiamo già avuto manifestazioni d’interesse da parte di grosse realtà indiane», spiega Furlani, «per ora sono una decina le aziende italiane promotrici e l’idea è di costituirci in un consorzio».
I temi delle infrastrutture e dello sviluppo urbano sono molto sentiti in India a livello governativo. «C’è la necessità di costruire città e di collegare i due grandi centri Bombay e Delhi con la creazione di un corridoio di infrastrutture», spiega Furlani, «il governo indiano sta investendo diverse centinaia di miliardi di dollari in questo piano e c’è una grande attenzione alla tematica ambientale e allo stile italiano del costruire; vogliamo per questo proporre la “qualità di vita italiana” in India creando una piattaforma urbana caratterizzata dalla nostra qualità sia nei prodotti che nel processo costruttivo, dall’organizzazione del cantiere alla produzione del calcestruzzo, dal design alla prefabbricazione, con particolare attenzione all’isolamento acustico e termico».
CRESCITA E AMBIENTE. La Simem (fatturato 2010 di 34 milioni di euro, 95% del quale realizzato all’estero) esporta in India dal 1992 e tre anni fa ha deciso di aprire una propria filiale, dove lavorano settanta dipendenti. «È un mercato in forte crescita con una grande necessità di infrastrutture», continua Furlani, «e dove il 10% della popolazione di quasi 1,3 miliardi di abitanti ha un reddito medio superiore a quello europeo. Penso che un modello di città come quello che proponiamo con Legem risponda alle esigenze della società indiana, ed è inoltre un format che può essere replicato nel territorio dell’India, che è una federazione di Stati».
La selezione delle imprese che faranno parte del progetto è affidata a Confindustria che si avvarrà del supporto delle associazioni di categoria e di altri enti, primo fra tutti la camera di commercio indo-italiana. Missione positiva quindi quella di Confindustria in India.
«Sicuramente, la cosa più importante è stata ed è», ha concluso Furlani, «l’affiatamento tra aziende e istituzioni; questo è il modo migliore per approcciare un paese come l’India, dove dobbiamo consolidare l’immagine e la presenza del sistema Italia».

Paolo Dal Ben
www.larena.it

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