“Asia Maior” e la domanda di conoscenza dell’Asia contemporanea in Italia — Lombardi nel Mondo

“Asia Maior” e la domanda di conoscenza dell’Asia contemporanea in Italia

Asia Major venne concepita da Giorgio Borsa nel 1989. Giorgio Borsa (1912-2002) – che è poi stato il vero iniziatore degli studi dell’Asia moderna e contemporanea in Italia – era convinto che gli eventi del 1989 non solo rappresentassero una svolta storica di cruciale importanza per l’Europa, ma che fossero destinati a ripercuotersi in Asia.

Originariamente, l’area analizzata in Asia Major coincideva con l’Asia monsonica (subcontinente indiano, Sud-est asiatico, Estremo Oriente); gradualmente, l’area in questione si è estesa verso occidente, venendo tendenzialmente a coincidere con i confini politici rappresentati da quelli orientali del mondo arabo e da quelli meridionali della Russia asiatica. Così, ad esempio, Asia Major ha preso ad analizzare l’Afghanistan da ben prima dell’11 settembre e l’Iran da ben prima dello sviluppo della crisi in corso.

 

Il fine di Asia Major è sempre stato quello di analizzare il dispiegarsi dei processi di modernizzazione in corso in Asia, concependo il presente come un processo in divenire e articolando l’analisi intorno agli sviluppi che, di anno in anno, potevano essere visti come quelli nodali di una longue durée. Un approccio che, come si vede, è quello tipico dello storico ma che fu utilizzato con successo anche da quei collaboratori di Asia Major che tali non erano (in Asia Major vi è sempre stata la presenza di alcuni economisti e di alcuni giornalisti). Il risultato è che, a 15 anni dall’inizio della pubblicazione di Asia Major, i saggi che la compongono mantengono intatta la loro capacità euristica.

 

 

Il network di studiosi e esperti dietro ad Asia Major

 

 

 

Giorgio Borsa fu non solo l’ideatore, ma, fino alla sua scomparsa nel giugno 2002, il leader e l’anima dell’impresa. Il nucleo duro dei collaboratori di Asia Major, da lui raccolto, fu originariamente rappresentato dai suoi discepoli, a partire da Gian Paolo Beonio Brocchieri, da Enrica Collotti Pischel, da Michelguglielmo Torri, da Rosella Idéo e da Simonetta Casci. Con la prematura scomparsa di Beonio Brocchieri e con quella di Enrica Collotti Psichel (avvenuta a circa un anno di distanza da quella di Borsa), unitamente all’abbandono di Simonetta Casci, il gruppo originario si è notevolmente modificato. Attualmente, i membri del comitato direttivo di Asia Major sono, oltre a Michelguglielmo Torri, Corrado Molteni, Francesco Montessoro e Elisa Giunchi. Questo sta a dimostrare un altro elemento di forza del progetto: nel tempo, infatti, Asia Major è sempre più diventata una sorta di rete informale di studiosi, rete che, man mano, ha raccolto alcuni dei più validi asiatisti della generazione successiva a quella di Enrica Pischel e alcuni fra i più brillanti giovani studiosi che si sono affacciati a questo campo d’indagine nell’ultimo decennio.

 

 

 

 

La società italiana e la crescente richiesta di informazione sull’Asia

 

Come sostengono i cinesi, una crisi rappresenta sempre anche un’opportunità. È questa opportunità che dobbiamo cogliere se intendiamo non solo portare avanti la pubblicazione del volume annuale, ma trasformare l’intera impresa di Asia Major in modo da raggiungere gli obiettivi posti a suo tempo da Giorgio Borsa, cioè favorire la conoscenza in Italia della realtà asiatica quale si sta dispiegando sotto i nostri occhi. Da questo punto di vista è appena il caso di ricordare che in questi ultimi anni, nella società italiana, sta emergendo in modo sempre più percepibile una richiesta di conoscenza del mondo oltre i confini di casa nostra che va ormai ben oltre le sponde del Mediterraneo. Si tratta, ovviamente, di un fenomeno legato alla percezione – a volte ancora indistinta, ma sempre più chiara – che il rapido aumento di potenza economica di una serie di nazioni extra-europee si sta traducendo in un altrettanto rapida crescita di potenza politica e che entrambi i fenomeni stanno già in questo momento alterando gli equilibri internazionali a cui eravamo abituati. In Asia, segnatamente, questo processo, in corso da diversi anni (ma percepito con più o meno chiarezza dall’opinione pubblica italiana solo da pochi anni), sta conoscendo una velocità sorprendente. Di fronte a questo mondo in rapido cambiamento, la domanda di una sempre maggior conoscenza dell’area da parte del pubblico italiano richiede una risposta che deve essere articolata da studiosi ed esperti italiani. In caso contrario, il pubblico italiano sarà costretto a continuare a rifarsi (sempre che abbia un’adeguata abilità linguistica) a fonti in lingua inglese. Queste ultime, oltre al già ricordato svantaggio della lingua, ne presentano uno ancora più importante legato al fatto che, per forza di cose, la visione politica di fondo espressa da tali fonti non è necessariamente coincidente con gli interessi dell’Italia o del pubblico italiano. Questo pubblico è composto da diversi attori della società: imprenditori, studiosi, operatori dei media, decisori, studenti. Un pubblico che sembra richiedere – lo confermano i successi di riviste come «Limes» o «Aspenia» o di rassegne selezionate come «Internazionale» – non solo maggior informazione, ma informazioni e analisi puntuali e meditate sul mondo extra-europeo, in particolare asiatico. Si tratta di un tipo di analisi che, in Italia, sono di difficile reperimento sia sulla stampa generalista, sia su quella specializzata.

 

Questa richiesta di informazione è al contempo una richiesta di  frattura dei numerosi steccati, ormai fortemente anacronistici, che tradizionalmente frazionano il sapere nel nostro paese: la chiusura del mondo accademico, la gelosia dei giornalisti nella gestione della comunicazione di massa, la distanza tra il mondo della diplomazia dagli strumenti della ricerca,  la compartimentazione specialistica.

 

 

Il futuro di Asia Maior

 

Una proposta operativa sul futuro di Asia Maior

 

In realtà, fin dall’inizio la pubblicazione di Asia Maior intendeva rispondere alle esigenze di cui si è parlato nella precedente sezione. La sua azione passata è però stata condizionata in maniera negativa da due elementi: il primo è stato il fatto che le esigenze sopra delineate erano, ancora per gran parte degli anni 90, percepite in maniera assai più confusa dal pubblico italiano; il secondo è stato che, in assenza delle tecnologie informatiche, diffusesi a livello quasi di massa solo negli ultimissimi anni 90 e all’inizio del decennio in corso, la diffusione di Asia Maior è risultata limitata. Oggi, invece, gli strumenti di diffusione telematica che abbiamo a disposizione e la possibilità di interventi ragionati quasi in tempo reale, grazie alla velocità di circolazione delle comunicazioni, consente di pensare a un progetto più ampio, del quale Asia Maior intende farsi motore e volano, a partire dalla costituzione di Asia Maior in associazione (avvenuta nell’ottobre del 2006). In questa prospettiva il progetto a cui pensiamo, destinato ad esaminare quella parte dell’Asia contemporanea che, geograficamente, si estende a sud della Russia e ad oriente della Turchia e del mondo arabo, si articola in momenti e livelli diversi, delineati qui di seguito.

 

La pubblicazione annuale: spina dorsale di Asia Maior

 

 

 

 

La pubblicazione di Asia Maior, come contributo editoriale annuale di larga diffusione rimane la spina dorsale dell’attività del gruppo. Tale pubblicazione, come in passato, si pone l’obiettivo di registrare ogni 12 mesi i cambiamenti del continente, documentandone i passaggi e analizzandone in maniera non superficiale le luci e  le ombre, anche in rapporto agli interessi geopolitici del nostro paese. Come negli ultimi anni, un corposo saggio introduttivo individuerà gli sviluppi chiave che caratterizzano l’evoluzione dell’area nel suo complesso.

 

 

Il sito web: l’aggiornamento quotidiano

 

 

Un sito web-testata telematica quotidiana con aggiornamenti in tempo reale sulle notizie più importanti (non per forza quelle riportate dalla stampa generalista), l’indicazione di fonti da consultare,  commenti e analisi di specialisti (non solo di Asia Maior) sui fatti in essere e a venire (contributi scritti e in audio), la traduzione in italiano di documenti significativi, la pubblicazione (costruzione di un archivio virtuale) di Asia Maior (in abbonamento per il primo anno e libera negli anni a seguire). Il sito, gratuito, conterrà ovviamente recensioni e segnalazioni dei libri usciti in italiano e in altre lingue e una selezione di appuntamenti sull’Asia. Ospiterà i commenti di  personaggi autorevoli sulla politica estera, spazio di riflessione – sempre mirato all’Asia – che faccia di Asia Maior il tramite per allargare il dibattito e le conoscenze sull’Asia

 

 

La ricerca

 

 

L’Italia – a differenza di quanto avviene in altri paesi (basti pensare all’autorevole International Crisis Group) – produce poca ricerca focalizzata sui paesi dell’Asia, ma soprattutto non produce ricerca e analisi sulle situazioni contingenti. Si tratta di un lavoro non facile, che richiede sia competenze diverse (la conoscenza diretta sul campo, l’analisi delle fonti, una conoscenza non superficiale del passato storico dell’area da analizzare, la raccolta di interviste mirate) sia la capacità di coniugarle e di sistematizzarle in studi-paese che possano essere di supporto alla nostra diplomazia, di stimolo all’imprenditoria italiana, di aggiornamento per studenti e studiosi e, infine, di approfondimento per la pubblicistica non solo specialistica. In questa prospettiva, il gruppo di Asia Maior intende diventare il catalizzatore di forze diverse, organizzandone sinergicamente le competenze e mirando a produrre analisi che abbiano sia il pregio dell’accuratezza scientifica sia la capacità di dare risposte non superficiali agli stimoli della domanda di informazione. In questa prospettiva, Asia Maior intende non solo focalizzare la propria attenzione sui paesi che sono visti, per una ragione o per l’altra, come i paesi chiave, ma anche per quei paesi o quelle aree dell’Asia sottostimate o in via di crescita silenziosa o potenzialmente importanti dal punto di vista strategico. In ogni caso, questa attenzione – e gli studi e approfondimenti che ne deriveranno – avranno come oggetto privilegiato l’individuazione delle forze democratiche già esistenti e attente alla tutela dei diritti, forze che spesso si muovono timidamente e con difficoltà, ma che meritano di essere conosciute e sostenute.

 

 

La lista telematica: il piccolo veicolo

 

 

Asia Maior intende gestire una lista telematica ad abbonamento gratuito col compito di allertare in tempo reale gli iscritti sulle novità presenti sul sito web, compresa l’agenda degli appuntamenti, le segnalazioni delle uscite editoriali, in Italia e all’estero, e l’indicazione di ogni altro evento che possa essere giudicato rilevante per gli osservatori dell’area di studio. Si tenga conto che, create e dirette da Michelguglielmo Torri, esistono già ora tre liste telematiche, una focalizzata sul Grande Medio Oriente (Apriti Sesamo!), una sull’Asia Meridionale (Italindia2000) e una sull’Asia Centrale (Info-Asiac) che già ora raccolgono diverse centinaia di iscritti (studiosi, studenti, alcuni giornalisti e alcuni diplomatici). Costruire quindi una nuova lista, partendo dalla base già esistente non dovrebbe comportare nessuna particolare difficoltà.

 

 

Altre attività del gruppo

 

Oltre a quelle fin qui elencate, Asia Maior intende portare avanti una serie di altre attività, cioè:

 

 

a) 1’alleanza editoriale con riviste o quotidiani interessati a veicolare Asia Maior come valore aggiunto della propria pubblicazione;

 

b) 1’articolazione delle presentazioni di Asia Maior nelle principali città italiane e sedi universitarie non solo come semplice strumento di reclame del saggio annuale, ma anche – forse, soprattutto – come momento di dibattito su temi importanti della politica estera;

 

c) la traduzione di saggi italiani in lingua inglese (sarebbe ovviamente interessante pensare a una parte del sito Internet in lingua inglese perlomeno a medio lungo temine), utilizzando il world wide web come strumento per diffondere il lavoro di riflessione prodotto anche in Italia.

 

d) la progettazione di uno o più eventi a tema, nei quali dialoghino col pubblico i diversi attori che si muovono nel mondo dell’imprenditoria, della cultura, della diplomazia, dell’accademia italiana. Proprio in omaggio al desiderio di superare steccati e corporazioni.

 

 

 

 

Un approfondimento sull’articolazione del sito web di Asia Maior

 

 

 

 

Da quanto fin qui detto dovrebbe esser risultato chiaro che se la pubblicazione annuale in forma cartacea continua a rappresentare, come già in passato, una delle strutture portanti dell’impresa, ad essa viene ora affiancata come seconda struttura portante la gestione di un sito telematico, che sarà registrato come testata giornalistica. A sua volta la corretta organizzazione e gestione del sito presuppone la presenza qualificata di un ricercatore-giornalista in grado di trasformare – per così dire in tempo reale – le segnalazioni/suggestioni dei membri del gruppo in messaggi per il pubblico attraverso:

 

 

 

 

– una rassegna stampa quotidiana dai principali quotidiani-riviste-web magazine entro la mattinata;

 

– sezioni tematiche o geografiche per paese  che ospitano contributi scritti, abstract in italiano di articoli dalla stampa estera, articoli interi di particolar interesse dalla stampa internazionale specie di quella asiatica;

 

– sezioni di link commentati per paese alla stampa locale, a fondazioni o centri di ricerca, think tanks, siti internazionali che trattano argomenti asiatici;

 

– una rubrica di recensioni segnalazioni editoriali;

 

– una rubrica di appuntamenti italiani e internazionali (convegni, seminari etc)

 

– una rubrica di appuntamenti politici (incontri organismi regionali, summit etc);

 

– osservatorio sulla stampa italiana per correggere inesattezze e suggerire spunti;

 

– interviste in real audio sui fatti del giorno (facilmente utilizzabili come commento dalle stazioni radiofoniche);

 

– il posizionamento del sito come stanza virtuale di riferimento rivolta alla stampa generalista per avere indicazioni su come e dove documentarsi, quali persone contattare

 

– il sito testata telematica registrata potrà produrre anche materiale cartaceo.

 

E’ inteso che i materiali pubblicati sul sito saranno resi disponibili per l’utilizzo pubblico con l’unica avvertenza della citazione della fonte (Asia Maior).

 

*Asia Major è la dizione con cui sino ad ora sono comparse le pubblicazioni ideate e volute da Borsa alla fine degli anni Ottanta. L’attuale dizione Asia Maior, scelta per la costituzione dell’associazione omonima, segna dunque una continuità col passato ma anche il passaggio a un nuovo tratto di cammino, col quale di fornire un sempre più vasto contributo di conoscenza in Italia del mondo asiatico

 

 

Giorgio Borsa, già professore ordinario di Storia Politica e diplomatica dell’Asia Orinetale e direttore del Centro Studi Popoli Extraeuropei dell’Università di Pavia. Oltrecchè di numerosi saggi e articoli, è autore dei volumi: La nascita del mondo moderno in Asia Orientale, Milano, 1977 (Premio D’Annunzio per la saggistica storica  1977, Premio Okano 1987 per il miglior libro sul Giappone pubblicato in Italia negli ultimi dieci anni); Gandhi, Milano, 1983 (Premio Comisso per la biografia 1983); L’Estremo Oriente tra due Mondi, Bari, 1961; Italia e Cina nel secolo XIX, Milano, 1961; Dieci anni che cambiarono il mondo: 1941-1951. Storia politica e diplomatica della guerra nel Pacifico

 

 

 Giorgio Borsa e la sfida asiatica

 

Sui rischi, o almeno le conseguenze dell’ odierno «unilateralismo americano» continuiamo a discutere e polemizzare, soprattutto da quando – nel marzo dell’ anno scorso – è scoppiato il conflitto in Iraq. Ma troppo spesso, almeno qui da noi, pretendiamo di giudicare, guardando solo coi nostri occhi (o, talvolta, paraocchi) occidentali, quasi che l’ Europa rappresenti ancora l’ ombelico del mondo. Se n’ è discusso ieri alla Facoltà di scienze politiche dell’ Università di Pavia in un convegno dedicato a Giorgio Borsa (1912-2002), forse il primo, e certo il più autorevole fra gli studiosi italiani, che già dal secondo dopoguerra aveva insistito che occorreva una coraggiosa «rivoluzione copernicana», per conoscere e capire la realtà dei nuovi Paesi asiatici e africani. Nel senso che bisogna farla finita con la vecchia abitudine di privilegiare il cosiddetto eurocentrismo. Ecco perché, fin dal 1990, Borsa – insieme a Paolo Beonio-Brocchieri e a Enrica Collotti Pischel – ha dato vita a un originale «annuario», intitolato Asia major e promosso a Pavia dal Centro studi per i popoli extraeuropei Cesare Bonacossa, col proposito di offrire ogni anno una «elaborazione e interpretazione» dei grandi eventi «in quell’ area che va dal Pakistan al Giappone». Adesso esce l’ ultimo numero di Asia major, dedicato a «Le risposte dell’ Asia alla sfida americana», che sarà presentato oggi pomeriggio all’ Ispi di Milano dai curatori Corrado Molteni, Francesco Montessoro e Michelguglielmo Torri, che ne discuteranno con Sergio Romano e Giampaolo Calchi Novati. La panoramica è molto vasta – dall’ India all’ Afghanistan, dalla Thailandia alla Malaysia, dalla penisola coreana alla Cina -, e i contributi ben documentati degli specialisti di Asia major servono efficacemente a mettere in luce il forte dinamismo, anche economico, di non pochi di questi lontani Paesi, e altresì ci aiutano a verificare la sostanziale convergenza su un comune progetto, teso a ricostruire insieme un nuovo mondo multipolare. Speriamo meno inquietante dell’ attuale. Arturo Colombo Il volume di «Asia major 2003», intitolato «Le risposte dell’ Asia alla sfida americana» (edito da Bruno Mondadori, pp. 261, 18) sarà presentato oggi, martedì, alle ore 17.30, all’ Ispi di Milano (via Clerici 5)

 

Colombo Arturo

 

 (12 ottobre 2004) – Corriere della Sera

 

 

 

 

 

http://www.asiamaior.org/progetto.html

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martedì 28 Gennaio, 2020