La Lombardia apre la via del federalismo in Italia — Lombardi nel Mondo

La Lombardia apre la via del federalismo in Italia

Il Consiglio regionale della Lombardia, con una intensa due giorni di seduta, ha avviato le procedure per dotarsi di autonomia legislativa su determinate materie “in concorrenza” con lo Stato.

Dopo anni di chiacchiere oggi, grazie all’impegno federalista della Regione Lombardia, si apre finalmente un duro e concreto confronto con il Parlamento ed il Governo nazionali. Il federalismo diventa realtà se si attua subito e bene la Costituzione”.

E’ il commento del Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, prof. Ettore Adalberto Albertoni, a margine della seduta del Consiglio che, al termine di due giorni di dibattito, si è dato il compito straordinario e molto impegnativo di essere “Assemblea Costituente” per avviare un processo di autonomia legislativa su determinate materie che non siano in conflitto con quelle di stretta competenza dello Stato.

Aprendo i lavori del Consiglio regionale, il Presidente Albertoni ha infatti ricordato che la riforma costituzionale attuata in Italia nel 2001 riguarda la Seconda Parte-Titolo V che offre, tra l’altro, alcune precise possibilità di avviare processi di autonomia regionale.

L’ampio dibattito a cui hanno partecipato il Presidente della Giunta Regionale Roberto Formigoni ed i rappresentanti di tutti i Gruppi politici consiliari, ha affrontato due grandi nodi: il primo, come dare alla Lombardia uno Statuto di autonomia che abbia la specificità prevista all’art. 116 – III comma della Costituzione; il secondo su come attuare l’art. 119 che prevede la compartecipazione di Comuni, Province e Regione al gettito dei tributi erariali riferibili al loro territorio.

“Tutto ciò sta all’opposto – precisa il Presidente Albertoni – di quello che vorrebbe fare il Governo italiano attraverso la Legge finanziaria in corso di approvazione, facendo imporre a Comuni, Province e Regioni nuovi tributi. I territori, attraverso Comuni, Province e Regioni devono invece compartecipare al recupero di una parte consistente dei tributi raccolti sul loro territorio. Realizzando queste riforme la Lombardia avrà così la possibilità di avvicinare sempre più la sua azione legislativa e di governo a quella delle Regioni a Statuto speciale. Penso a realtà di buona amministrazione come Trento e Bolzano”.
I lavori del Consiglio sono quindi entrati nel merito delle questioni.

Tra i punti principali affrontati quelli di come assicurare la rappresentanza di tutte le Province lombarde nell’Assemblea lombarda attraverso una nuova legge elettorale regionale e di come riorganizzare la Regione dotandola di una nuova “carta costituzionale” (quella attuale è stata scritta nel 1970) con l’istituzione di una Commissione Speciale per la revisione dello Statuto della  nostra Regione.

L’iter istituzionale di questo processo non sarà breve ma l’aspettativa di tutti i gruppi politici rappresentati in Consiglio regionale è quello di stringere i tempi il più possibile per essere quanto prima “autonomi” nella scelte legislative regionali.

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