Commento alle avvertenze per chi emigra negli Stati Uniti e Canada nel 1904. — Lombardi nel Mondo

Commento alle avvertenze per chi emigra negli Stati Uniti e Canada nel 1904.

La pubblicazione in tre puntate delle avvertenze agli emigranti, soprattutto relative alle società di patronato, ha generato delle considerazioni sul tema sempre scottante dell’assistenza agli immigrati.

Il Regio Commissariato dell’Emigrazione fu costituito soltanto nel 1901 contemporaneamente ai comitati locali. La migrazione spesso definita “La grande migrazione” era in corso da molti anni :

ad essa si dedicavano, per fortuna, diverse istituzioni come l’Opera Bonomelli, attiva specialmente nel contesto europeo, la compagnia dei missionari di san Carlo fondata da padre Giovanni  Battista Scalabrini, nativo di Fino Mornasco in provincia di Como, la Società Umanitaria di Milano fondata dal mantovano Prospero Mosè Loria e la Dante Alighieri, che assisteva i figli e i nipoti dei migranti nei luoghi di lavoro salvaguardandone sia la lingua e la cultura sia le tradizioni del paese.

Il fenomeno migratorio è stato quantificato a partire dal 1876.

La media degli espatri verso il nord America  tra il 1876 e il 1885 è di poco meno di 9.000 persone l’anno. Cifra che aumenta considerevolmente nella decade successiva raggiungendo 39.000 persone l’anno. Il periodo che va dal 1896 al 1905 si incrementa fino a oltre 133.000 migranti l’anno, che arrivano almeno per l’80% a New York prima di stabilirvisi oppure di proseguire per altre destinazioni interne.

Quando il regio Commissariato dell’Emigrazione pubblica le avvertenze aggiornate al 1904, l’isola di Ellis Island è diventata definitivamente il centro di smistamento da cui, dopo le pratiche burocratiche e le visite mediche d’obbligo, i migranti si dirigeranno verso le stazioni ferroviarie del New Jersey oppure verso la Grand Central Station di Manhattan e l’America.

I consigli dati sono molto logici seppur stringati. Sorge subito una domanda. Visto il tasso di analfabetismo del periodo, quante persone erano davvero in grado di seguire le indicazioni?  Non ho dubbi che alla fine tutti siano arrivati a destinazione, ma quante volte abbiamo ascoltato i racconti di persone truffate,  picchiate, derubate soprattutto dagli italiani stessi.

In realtà a fronte di quasi 170.000 arrivi negli Stati Uniti e soprattutto ad Ellis Island, dove il traffico era enorme, il patronato teneva in loco soltanto due agenti. Nel 1907 Ellis Island accolse oltre 1.004.756 migranti, il numero massimo di persone da ispezionare giornalmente era stato fissato in 10.000, ma sempre nel 1907  ed esattamente il 17 aprile fu raggiunto il numero di 11.747.

Questi dati servono a far capire che i due agenti della Società per la protezione degli immigranti di New York, nonostante le raccomandazioni fatte ai nostri di tenere in bella mostra i vari cartellini di riconoscimento, potevano fare ben poco per assistere veramente chi aveva bisogno. Una goccia importante, ma una goccia in mezzo al mare. Cominciava qui il viaggio del risveglio. C’era ben poco da dormire e i migranti dovendo svegliarsi, aiutarsi a vicenda, disbrigarsi, visto che in attesa oltre ai parenti e agli amici erano sempre pronti i loschi individui, che sapevano di avere prede facili e soprattutto impunità a causa del trambusto creato da questo imponente fenomeno.

Chi riusciva a farsi consigliare si trovava in posizione favorevole in quanto le premesse erano positive sia per quanto riguarda il trasporto, le possibilità di avere informazioni su posti dio lavoro e la permanenza temporanea  a New York. Le fotografie allegate della sede dell’Istituto Italiano di beneficenza di New York, della sala mensa, del dormitorio, dell’Istituto grandioso della società di patronato di San Francisco attestano della profusione di mezzi, magari tardiva, ma efficace effettuata da parte del governo italiano.

New York rappresentò il crocevia e la croce della nostra emigrazione, soprattutto per i numeri. Il valido aiuto dato dalla società di san Raffaele in Bleecker Street e gestita nel 1904 da padre Gambera dei missionari di san Carlo si aggiunse a quella della società di protezione degli immigranti.

Gli altri patronati erano situati in località un po’ meno frequentate, ma dove c’era sempre l’esigenza di un supporto. Boston e Napoli erano, ad esempio, collegate dalla linea di navigazione White Star Line, ma molte persone proseguivano poi per New York ed era quindi necessario che le informazioni riguardanti la biglietteria ferroviaria e i trasferimenti fossero chiari.

Chiari erano pure i dati di riferimento bancario per evitare le solite truffe. Il banco di Napoli riuscì a diventare il simbolo delle rimesse degli emigranti, ma molti non si fidarono abbastanza e se ne pentirono amaramente dopo aver dato i loro risparmi ai soliti loschi trafficanti. Una legge promulgata il 1° febbraio 1901, no 24 autorizzò il Banco di Napoli a gestire la raccolta e la trasmissione dei risparmi. Le due finalità della legge riguardavano la messa al bando dei banchieri privati, non sempre solvibili, e la certezza della spedizione delle rimesse in Italia senza sottrazioni e dispersioni varie.

Interessanti le pagine sulle monete e sulle unità di misura completamente diverse da quelle usate in Italia e le istruzioni in merito al viaggio in ferrovia, che ricorda molto la struttura attuale di quelli aerei con le indicazioni della franchigia, del peso massimo dei colli e delle indennità in caso di smarrimento o perdita dei medesimi.

In chiusura sono elencate le autorità consolari italiane negli Stati Uniti. E’ la fotografia dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti scattata nel 1904. Sono rappresentate ovviamente le grandi città : New York, San Francisco, Washington, Boston, Chicago. Altre occorre cercarle sull’atlante.

Si scoprono così gli insediamenti temporanei o definitivi dei nostri migranti, sparsi lungo l’asse di nordest, ma anche attraverso tutti gli stati.

Scranton, Pennsylvania : miniere di carbone

Butte, Montana : miniere di rame

Fairmont, Virginia dell’est : miniere di carbone

Key West, Florida : costruzioni marittime

Vicksburg, Mississippi : piantagioni di cotone

Denver, Colorado : miniere varie

Ed infine i consigli non fanno che ribadire la precarietà della vita dei migranti vittime designate dei quaranta ladroni sempre pronti ad ingannarli.

Uno stato, che non era in grado di garantire una vita decente in patria, tentava in tutti i modi di assistere una fiumana di gente, che avrebbe fatto davvero fatica a superare le prime difficoltà, ma che poi, sia in Italia sia all’estero troppi hanno facilmente dimenticato.

 

Ernesto R Milani

Ernsto.milani@gmail.com

 

26 marzo 2008

 

 

 

 

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