Italiamica dal Brasile: Da Barabba a Don Giussani — Lombardi nel Mondo

Italiamica dal Brasile: Da Barabba a Don Giussani

Presso la parrocchia di Santa Cruz, a Rio de Janeiro, il cui parroco è Enrico Arrigoni, valtellinese doc, Pedro Sarubbi ha raccontato il suo cammino verso la conversione, la fede e la vocazione all’evangelizzazione

San Paolo: “Presso la parrocchia di Santa Cruz, a Rio de Janeiro, il cui parroco è Enrico Arrigoni, valtellinese DOC, Pedro Sarubbi ha raccontato il suo cammino verso la conversione, la fede e la vocazione all’evangelizzazione.

 

La vita di Pedro Sarubbi è cambiata a Matera, sul set di The Passion. È cambiato l’uomo, è cambiato anche l’artista, l’attore, segnato, anzi marchiato dalla parte di Barabba, che Mel Gibson gli aveva affidato nel film sulla morte di Gesù.

 

Lui, confessa, avrebbe voluto interpretare il ruolo di Pietro, sia perché il ruolo sarebbe durato per tutta la durata delle riprese (con un ben più sostanzioso cachet!), sia perché, spulciando nel libro di catechesi del figlio, aveva scoperto che mentre ben undici apostoli erano rappresentati come esseri biondi e con occhi azzurri, l’unico che sembrava avere le sue stesse sembianze era Pietro!”.

 

A raccontare questa storia è Edoardo Pacelli, responsabile del PdL in Brasile, in un articolo pubblicato oggi da Italiamica, giornale che lo stesso Pacelli dirige a Rio.

 

“Ma Mel Gibson non era dello stesso avviso, la sua parte sarebbe stata quella di Barabba perché questi è un uomo abbruttito dal carcere, dalle torture dei romani, un cane feroce, un pitbull, ma con dentro un cuore d’oro. Solo Cristo, però, se n’è accorto. Barabba, il malfattore, è stato il primo uomo che Gesú ha salvato con il suo sacrificio. Non per niente Barabba significa, Figlio del Padre. Un presagio. Mentre, truccato con una lunga barba, i denti cariati, l’occhio guercio, una lunga cicatrice, scendeva la scalinata del Sinedrio, liberato dalla richiesta dei sacerdoti e della folla, sentì, sulla schiena, un calore, qualcosa che lo spinse a girarsi e volgere lo sguardo in direzione del Cristo incontrando i suoi occhi: uno sguardo che lo ha catturato. Il turbamento è durato per alcuni giorni, facendogli mutare il modo di comportarsi. Lo sguardo di Cristo-Caviezel è penetrato un pò alla volta. Tanto che decise di abbandonare il set della fiction Vivere, dopo aver visto la profondità e l’accuratezza con cui lavora Gibson.

Questa sua trasformazione non passò inosservata, tanto che la stampa italiana, cominciò a parlare del cambiamento di Sarubbi e di “quello sguardo” che gli aveva fatto cambiare il modo di affrontare la vita. Un giorno, un giovane prete gli telefonò dicendogli che un amico suo, un certo Don Giussani, parlava sempre dell’importanza dello sguardo e gli chiese se non voleva descrivere la sua esperienza ad un gruppo di amici. Lui accettò e alcune settimane più tardi fu accompagnato, fuori Milano, in una fredda e nebbiosa nottata di febbraio, in un capannone gelato, dove alcune centinaia di persone di tutte le età, ma prevalentemente giovani, lo accolsero entusiasticamente.

A questi Pedro Sarubbi raccontò la sua storia, ma quello che lo colpì fu la felicità e l’allegria che emanava dai visi di tutti e, quando domandò il motivo di quello stato di beatitudine e felicità, un giovane gli rispose che quello che li univa era l’Amore di Cristo e in Cristo.

Per farla breve, Barabba è tornato alla fede: ha sposato in chiesa la donna che gli aveva dato tre figli, ha cominciato a leggere i libri di don Giussani, si è cresimato e battezzato i figli, ben presto divenuti quattro e che saranno, tra breve, cinque. Oggi è invitato nelle parrocchie, negli oratori, nei cineforum e racconta la storia di Barabba, la sua storia.

Infatti ha trovato pure il tempo di raccontare la propria vita tumultuosa in un libro, La passione di Barabba. Mutamenti radicali sono avvenuti anche per molti attori che hanno recitato in The Passion. Lui, Barabba, negli occhi di Caviezel ha incontrato lo sguardo di Cristo”.

 

Fonte: (aise)

 

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martedì 28 Gennaio, 2020