Artisti italiani per l’EXPO: Franco Barrese — Lombardi nel Mondo

Artisti italiani per l’EXPO: Franco Barrese

Iniziamo, con questa intervista a Franco Barrese, la nostra proposta di una serie di contributi che abbiamo chiesto a grandi artisti italiani a proposito dell’EXPO che si terrà a Milano nel 2015. Perchè, proprio come dice Barrese: “L’opportunità di Expo è un’occasione che non va persa per divulgare tutto ciò che abbiamo. Sarà proprio il bello a salvarci”.

1) Il suo stile pittorico si connota per la grande capacità comunicativa, i suoi quadri riescono veramente ad appassionare il pubblico. Quali sono, secondo lei, i motivi di questo “feeling”?

 

Il mio lavoro nasce da due passioni. L’interesse per la pop art e per la musica. La musica scandisce direttamente o indirettamente la nostre giornate. La pop art è un genere di pittura molto apprezzata dal pubblico, dove i miti e le icone della nostra civiltà diventano i cardini di tale espressione pittorica. Disegnare oggetti del quotidiano utilizzando accattivanti effetti cromatici mi ha permesso di toccare il cuore del pubblico. Il segreto del successo è nell’equilibrio di questo insieme di cose.

2) In molte sue produzioni il tema della musica e della poesia è fonte di ispirazione artistica. Cosa rappresenta per lei la figura di John Lennon, spesso rievocata nei suoi dipinti?

 

John Lennon è un mito nella storia della musica. La sua famosa canzone Imagine, in particolare, è stata motivo di grande riflessione e crescita personale nel mio percorso pittorico. Sono poche per me le canzoni che permettono di trarre riflessioni concettuali come questa. L’amore per la pace, l’amore per vita, sono temi centrali di Imagine. Immaginare un mondo felice, senza guerre, auspicare l’abbattimento di barriere religiose, rappresentano gli ideali di cui la canzone si fa promotrice. Purtroppo, molto spesso, la realtà in cui viviamo è ben diversa da quella idealizzata dall’autore. Mi hanno ispirato le espressioni del volto di John Lennon, spesso statiche, ma in grado di riportare alla mente i suoi ideali: la pace e l’assenza di distruzioni o di guerre. Disegnare la sua figura è come far assumere consistenza ai concetti espressi nella sua melodia.

 

3) Maestro Barrese, tra poche settimane è attesa la presentazione della mascotte ufficiale di Expo 2015; il personaggio ideato diventerà il primo ambasciatore dell’evento nel mondo. Da grande appassionato e conoscitore dei fumetti, cosa pensa dell’aggiudicazione della gara destinata allo sviluppo, alla promozione e alla commercializzazione dell’Intellectual Property dell’Esposizione Universale da parte della Walt Disney Italia?

 

Penso che è stata fatta la scelta migliore. La Walt Disney Italia è una fucina di grandi talenti, ne cito uno per tutti Giorgio Cavazzono; credo che l’azienda possegga tutti gli elementi che possono far si che la mascotte ideata diventi un simbolo conosciuto in tutto il mondo in grado di contribuire favorevolmente alla riuscita di Expo 2015.

 

4) L’iniziativa voluta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, che riguardava l’apertura serale estiva di numerosi luoghi d’arte e siti d’eccellenza della cultura italiana ha riscosso nel 2013 un grande successo sul piano nazionale. Qual è il suo giudizio in proposito?

Iniziative di questo genere, volte a promuovere la più ampia fruizione dei beni culturali potrebbero, secondo lei, essere attuate durante tutto l’arco temporale della manifestazione Expo 2015?

A suo giudizio l’organizzazione di eventi quali mostre tematiche o visite guidate durante il periodo dell’Esposizione universale potrebbe rendere possibile l’aumento della conoscenza del grande patrimonio culturale lombardo anche a livello internazionale?

 

Il successo ottenuto dall’iniziativa include già in sé la risposta. L’arte e la cultura in Italia sono un valore aggiunto in grado di sollevare la nostra economia. Dovrebbero essere organizzate nuove manifestazioni, abbiamo bisogno di conoscere le nostre radici, la nostra storia. L’opportunità di Expo è un’occasione che non va persa per divulgare tutto ciò che abbiamo. Sarà proprio il bello a salvarci.

 

Nota biografica

Nato a Città di Castello (Perugia) nel 1956, Franco Barrese si appassiona fin da giovane alla musica, ai fumetti e alla pittura.

Partecipa dalla fine degli anni ‘70 alla nascita di radio libere e all’organizzazione della Tiferno Comics, la più importante mostra che annualmente assegna l’Oscar del fumetto d’autore e da collezione italiano. È in questa occasione che il pittore conosce e si confronta con artisti di fama mondiale del calibro di Hugo Pratt, Milo Manara, Giorgio Cavazzano.

La sua prima esposizione all’estero è organizzata nel 2009 presso l’Istituto di Cultura di Doha, in Qatar, dove l’artista raggiunge la celebrità in ambito nazionale ed internazionale.

Nel 2010 è finalista alla Biennale di Asolo ed è il protagonista assoluto della collettiva organizzata a Berlino nella Coaching Culture Gallery, mentre l’anno successivo si qualifica ottavo al concorso internazionale “I colori dell’arcaismo” che si svolge a Tarquinia.

Le mostre più recenti riscuotono un considerevole apprezzamento da parte dei collezionisti e dalla critica e confermano la sua notorietà nel contesto artistico.

Recentemente ha esposto le sue produzioni a Milano presso la Galleria Studio Ambre Italia in una personale intitolata” Jazz, the soul of the city”. In questa rassegna milanese, che ha suscitato un notevole interesse, l’artista affronta il tema della città vista come un organismo vivente, la cui anima è rappresentata dalla musica jazz.

Il tema della musica è il leit motiv che ricorre in tutte le opere, in lui persiste il desiderio di far rivivere cantanti e divi del passato, in particolar modo la mitica figura di John Lennon. Quello che colpisce nelle tele di Barrese, materiche e ricche di colore, è il tentativo di contestualizzare nel presente sogni e miti di una generazione passata.

Nei suoi quadri, l’artista si fa promotore di tematiche di pace e fratellanza, intravedendo nella storia una continuità e non una rottura. Il suo intento è quello di ripercorrere e conservare messaggi universali da tramandare ai posteri: culture, sentimenti, sogni di un’epoca che per lui non è mai tramontata.

La sua pittura, un misto di pop art e action painting, esprime dunque una grande passione per i temi della musica e del fumetto ed è caratterizzata – oltre che da un’elevata raffinatezza artistica – da una qualità tecnica non comune e da una originalità davvero unica.

Christian Flammia

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