Gli italo americani e il baseball. Parte I — Lombardi nel Mondo

Gli italo americani e il baseball. Parte I

Lo sport ha accompagnato e contribuito all’acculturazione e all’integrazione di molti giovani italo americani. La storia del baseball analizzata attraverso una lente senza pregiudizi offre un’interessante prospettiva spesso mancante negli annali ufficiali.

La storia del baseball  scritta dagli americani si limita spesso a citare i grandi campioni soprattutto quelli americani, un po’ perché i giocatori degni di menzione sono davvero molti e un po’ per pregiudizio. Nella vasta bibliografia sull’argomento un prezioso libro che aiuta a far luce sulla presenza di giocatori italiani nei campionati nazionali è stato scritto da Lawrence Baldassaro, “Beyond Joe Di Maggio, Italian Americans in Baseball”. (Oltre Joe di Maggio, gli italiani nel baseball).

In sintesi, l’integrazione degli italo americani  nel mondo del baseball e dello sport in genere è avvenuta di pari passo con la loro evoluzione. Scarsa presenza agli inizi e poi  grande veicolo per affrancarsi e raggiungere il sogno americano soprattutto negli anni trenta e quaranta. All’affermazione negli anni cinquanta e oltre è poi seguito il periodo degli allenatori e dei proprietari e della  scarsa necessità dell’identificazione etnica dovuta anche ai matrimoni misti ( padre americano e madre italiana che hanno reso difficile la chiara identità etnica).

Lo studio della storia degli italo americani nel baseball ha sorprendentemente rilevato la presenza di molti italo americani di origine lombarda in questo sport. L’oriundo napoletano Ed Abbaticchio fu il primo giocatore professionista italo americano nella storia del baseball quando giocò nella squadra dei Philadelphia Phillies nel settembre 1897. Si era allora nel pieno del’emigrazione dall’Italia e i genitori non vedevano certamente di buon occhio una carriera ai loro occhi non lavorativa in una squadra di baseball.

Tuttavia quando Willie Garoni,  nato da padre originario della regione nord del lago Maggiore e  madre ticinese, a Fort Lee, New Jersey il 28 luglio 1887, fu ingaggiato nel settembre 1899 dai New York Giants con un contratto di 600 dollari per stagione, il salario era di gran lunga superiore a quello di qualsiasi operaio. Salario addirittura raddoppiato a 1600 dollari l’anno per la stagione del 1900. Inspiegabilmente Garoni declinò ulteriori offerte da parte dei Giants e ritornò in New Jersey dove giocò nei campionati minori semi-dilettantistici sempre come pitcher (battitore) proseguendo la sua attività di appaltatore di lavori di fognatura. Morì a Forte Lee, NJ in seguito ad un’appendicite il 9 settembre 1914.

Fino agli anni trenta la presenza italiana fu abbastanza ristretta, ma fu proprio allora che in California, quindi molto lontano dalle aree tradizionali del baseball dell’est americano, emersero i fratelli Joe, Vince e Dom Di Maggio, Frank Crosetti, Ernest Natale Lombardi e Dario Lodigiani, tutti giocatori di primo piano nelle major americane.

Dario Antonio Lodigiani ( San Francisco, 6 giugno 1916 –  Napa, 10 febbraio 2008) uno dei giocatori del gruppo era di origine lombarda. Il padre Carlo e la madre Antonietta erano emigrati a San Francisco nel 1913 via New York dove erano arrivati da Amburgo il 4 giugno 1913   a bordo della nave Cleveland. Secondo la documentazione della Hamburg-Amerika Linie i due erano residenti a Berlino, ma è più probabile che Carlo Lodigiani, 35enne sia ritornato in Italia e precisamente a Varzi, Pavia dopo una permanenza a San Francisco per sposare la 19enne Antonietta che abitava in paese. Anche Carlo Lodigiani faceva parte del grande nucleo di varzesi d’America ( almeno 500 partiti secondo la documentazione di Ellis Island – 1892/1924, ma certamente in numero maggiore considerate le partenze già a partire da metà ottocento facilitate dalla vicinanza con il porto di Genova).

Dario non seguì le orme del padre , provetto fornaio , ma preferì la carriera sportiva. Studiò alla Galileo High School di North Beach, l’allora quartiere italiano per eccellenza di San Francisco,  ebbe come compagno di baseball proprio i fratelli Di Maggio e dopo aver giocato nei campionati semi-professionistici fu ingaggiato come seconda base dall’Oakland della Pacific Coast League.  Il suo ruolino fu .327 alla battuta, 18 home runs e 84 RBI –  battute a casa. Trasferito ai Philadelphia Athletics debuttò nella Major League il 13 aprile 1938 con 93 partite che divennero 121 nel 1939. Nel 1940 ritornò al campionato minore giocando per la squadra di Toronto della International League quasi sempre come terza base in 143 partite. Trasferito nuovamente agli White Sox di Chicago  giocò da esterno per due stagioni fino al 3 marzo 1943 .

Dopo un breve periodo a McLellan Field, California, Lodigiani fu mandato a Hickam Field, Hawaii dove giocò nella squadra del 7th Army Air Force  assieme al suo amico Joe Di Maggio. Fu congedato a metà novembre 1945 e ritornò dai White Sox nel 1946 dove giocò 44 partite prima di essere seriamente colpito al gomito e costretto a interrompere la stagione. Nel 1947 tornò ai campionati minori prima a Oakland  dove vinse il titolo, poi a San Francisco, Yakima, Washington e Ventura, California.

Al termine della carriera agonistica allenò i Chicago White Sox  con cui rimase legato fino alla sua scomparsa avvenuta il 10 febbraio 2008 a Napa, California.

Ernesto Milani

Ernesto.milani at gmail.com

26 luglio 2012

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