Bassam, 24enne egiziano lotta da anni per la cittadinanza — Lombardi nel Mondo

Bassam, 24enne egiziano lotta da anni per la cittadinanza

Abd Elaal ha 24 anni, studia Scienze Politiche, Cooperazione e Sviluppo, all’Università degli Studi di Torino, è nato in Italia, ha origini egiziane e dal momento della sua nascita vive a Cuneo. Il 28 luglio potrebbe diventare clandestino e dover lasciare l’Italia

Fin qui tutto normale, classica storia di ragazzi stranieri sempre vissuti nel nostro Paese dopo che le famiglie erano emigrate in cerca di fortuna. Tutto normale però non è: Bassam dal 2006 lotta per avere la cittadinanza italiana. Non gli viene concessa a causa di un cavillo burocratico. La legge, infatti, dice che per ottenerla bisogna dimostrare, al compimento del diciottesimo anno di età, la residenza continuativa da 0 a 18 anni.

Questo per Bassam non è possibile: quando è nato, infatti, i suoi genitori erano clandestini e lo sono stati fino a quando il piccolo ha compiuto 1 anno – il padre lavorava ai mercati generali di Torino e la madre casalinga – e quindi nel 2006 su nessun documento risultava l’effettiva permanenza in Italia per 18 anni consecutivi, ma solo per 17. Permesso negato. Un altro diritto è la richiesta di cittadinanza per naturalizzazione, ossia 10 anni consecutivi di residenza. La stessa normativa prevede però che ci siano tre anni di lavoro sul territorio italiano con un determinato reddito. Requisito impossibile da rispettare per uno studente. La procedura è stata comunque eseguita nell’ottobre 2009 ma per tempi tecnici richiede tre anni per essere accolta, quindi entro l’ottobre 2012.

Sempre nel 2006, divenuto maggiorenne, venne chiamato dall’Egitto per prestare il servizio militare. Andò e pagò 4500 euro di “tasse” per ottenere un rinvio fino a 25 anni quindi fino al 29 luglio prossimo. “Parlando il piemontese, dando un esame di diritto costituzionale e riconoscendomi pienamente nei principi della Costituzione, – sostiene il ragazzo – non posso che sentirmi italiano”. Non è logico, infatti, che torni in Egitto per imbracciare il fucile e combattere 3 anni per uno Stato in cui non ha mai vissuto e rischiare di non tornare più a casa.

C’è però un problema: proprio un giorno prima del compleanno a Bassam scadrà il passaporto e quindi il permesso di soggiorno non potrà durare più a lungo di luglio. Si potrebbe semplicemente tornare nel Paese di origine per rifare il passaporto ma non è possibile perché tornando in Egitto Bassam risulterà disertore, quindi perseguibile dalla legge militare egiziana e condannabile ad un anno di carcere.

In parole povere il 28 luglio a Bassam scadrà il passaporto e quindi il permesso di soggiorno (che ora è in fase di rinnovo).

Un’altra soluzione sarebbe quella di richiedere asilo politico ma mai presa in considerazione perché comporterebbe il non poter mai più tornare sul territorio egiziano. “La mia famiglia ha la casa ad Alessandria d’Egitto e ha intenzione, a breve, di tornare per poter vivere lì dopo i 30 anni di sacrifici fatti in Italia e quindi vorrei un giorno poter tornare dai miei cari”.

L’ultima soluzione sarebbe quella del riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica della cittadinanza italiana per meriti, l’unica che sembrerebbe possibile dato che Bassam dal 14 febbraio 2007 è volontario della Croce Rossa Italiana, ha svolto negli anni 4 missioni per le emergenze profughi, a Settimo Torinese, a Jesolo e l’ultima a Lampedusa due settimane fa, dove era in prima linea sul molo ad accogliere i migranti in arrivo sull’isola. Ha partecipato attivamente all’Emergenza Abruzzo occupandosi di attività socio-assistenziali conseguendo due targhe di riconoscimento.

Oltre a dedicare la propria vita al volontariato, Bassam collabora dal 2008 con le procure e i tribunali di Cuneo, Saluzzo e Mondovì e con le Forze dell’Ordine come traduttore ed interprete di lingua araba. Svolge inoltre il servizio civile per immigrati a Torino non potendo accedere al Servizio Civile Nazionale. “Confido nell’ottenere la cittadinanza prima di laurearmi (presumibilmente nel 2012) per poter accedere ai concorsi pubblici nelle nostre istituzioni”.

Bassam ha già contattato vari politici per riuscire a risolvere la questione, in molti si sono interessati a lui ma la soluzione non è ancora stata trovata.

Ci auguriamo che si risolva tutto al più presto permettendo a Bassam di poter vivere da italiano.

Francesco Ameglio

http://www.targatocn.it/2011/04/07/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/bassam.html

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