Il Cavalier Francesco Bisighini. Un Costruttore Italiano in Buenos Aires — Lombardi nel Mondo

Il Cavalier Francesco Bisighini. Un Costruttore Italiano in Buenos Aires

Presentanto il libro a Carbonara Po, paese che diede i natali al costruttore edile che seppe costruire una fortuna nella capitale argentina e che scelse poi di tornare a vivere in patria

14 dicembre u.s. è stato presentato a Villa Bisigini, oggi sede del Municipio di Carbonara Po, il nuovo volume di Vittorio Bocchi “IL CAVALIER BISIGHINI RITORNO DA  BUENOS AIRES” edito dalla Casa Editrice Antiche Porte in collaborazione con l’Associazione Mantovani nel Mondo Onlus e la Proloco carbonarese. L’evento è stato reso possibile dal Comune di Carbonara Po e dalla Università Aperta di Sermide.

La presentazione del volume è stato tenuta dall’avv. Elio Benatti, storico e socio fondatore dell’AMM, alla presenza dell’autore e dei responsabili delle associazioni e di una platea di cittadini carbonaresi. A distanza di dieci anni dalla mostra fotografica tenutasi a Buenos Aires, l’uscita di questo volume in cui sono riprodotte gran parte delle foto esposte nel maggio del 1999, nella sede dell’Ass.ne Dante Alighieri di Buenos Aires, il cui tiolo era “Il Cavalier Francesco Bisighini. Un Costruttore Italiano in Buenos Aires”. In quella occasione furono  presentate 70 riproduzioni di fotografie datate ai primi anni del ‘900, scelte dal ben più nutrito archivio di Villa Bisighini in Carbonara di Po, e corredate da un documento dell’epoca (anch’esso in copia), nel quale lo stesso Cavaliere della Corona aveva scrupolosamente elencato le opere edificate nella capitale argentina dalla sua ditta.

 

L’Introduzione

Il cavalier Francesco Bisighini ha lasciato tracce di sé nel paese che gli ha dato i natali: Carbonara di Po. Un piccolo borgo adagiato sulle rive del grande fiume, nell’estremo lembo sud orientale mantovano e lombardo. Egli visse in una suntuosa villa, oggi sede comunale. Gli alberi del parco ombreggiano l’imponente mausoleo, il quale ne conserva le spoglie, insieme a quelle della moglie.

 

Poco più che quarantenne torna da Buenos Aires in Italia, con una vera fortuna. Parte di essa è impiegata per la costruzione della casa e della tomba di famiglia, vero e proprio tempio alla memoria: una profusione principesca di oro e marmi pregiati.

 

Da dove veniva tanta ricchezza? E come poteva essere stata accumulata in così poco tempo?

 

Le testimonianze di come siano andate le cose ci sono, ma nessuna di esse corroborata da dati sufficientemente controllabili. Sicuro, invece, è il fatto che il nostro fu impresario edile in Buenos Aires, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Testimoniano questa attività le fotografie, eseguite all’epoca, delle sue costruzioni. Dimore private per clienti facoltosi, palazzi per attività mercantili e sociali. Il tutto scrupolosamente elencato in un prezioso documento, il quale ci consente di conoscere l’ubicazione delle costruzioni, i nomi dei committenti, i loro recapiti e le rispettive attività. Nello stesso archivio fotografico, troviamo una ricca raccolta di immagini, che illustrano l’architettura, la vita, il lusso e le miserie della capitale argentina di quegli anni. Egli volle in questo modo portare con sé, in Italia, il ricordo di una parte importante della sua esistenza e di una città, alla crescita della quale aveva contribuito.

 

Immaginiamo il nostro costruttore che percorre le vie, intento a catturare il volto di una città in rapido cambiamento, e passa davanti alle lance di un’inferriata oltre le quali il bambino Borges gioca e legge, nella casa con due piani e due patios del quartiere Palermo.

 

Un giornalista messicano chiese a Jorge Luis Borges il perché si ostinasse a vivere nelle tre stanze di calle Maipú: cucinino, angusto ingresso e bagno. Lo scrittore osservò che vi erano delle sedie in più, e si meravigliò di come l’intervistatore trovasse scomoda una casa nella quale era entrato appena da un quarto d’ora, mentre lui ci viveva comodamente da quasi mezzo secolo. Lo sprovveduto giornalista non si sarebbe permesso di fare un’osservazione così inopportuna, se avesse conosciuto il misterioso amore che legava lo scrittore alla sua città; non era lo spazio lussuoso di un’abitazione moderna che poteva alimentarlo. Amore che veniva da lontano, dai giorni dell’infanzia. I libri erano già il suo destino, oltre l’inferriata la strada, con l’epopea della milonga e dei duelli al coltello. Una Buenos Aires picaresca che stava scomparendo, grazie anche all’opera di gringos come Francesco Bisighini.

 

Scriverà Borges: “La stanno imprigionando adesso quella quasi infinita distesa di solitudine che si rintanava poco tempo fa oltre la pasticceria La Paloma, dove si giocava a truco. Verrà rimpiazzata da un viale banale, con tetti dalle tegole alla moda inglese. Del Maldonado non rimarrà altro che il nostro ricordo,…” .

Dell’incrocio di destini, quale è stata una città come Buenos Aires all’inizio del ‘900, il Bisighini si portò in Italia il vivido ricordo impresso sulla lastra fotografica.

 

Uomo con poca istruzione, aveva grandi conoscenze in fatto di tecniche edilizie e di materiali edili. Alcuni anni dopo il ritorno al paese natale, ricevette il titolo di Cavaliere della Corona, e passò il resto della vita ad organizzare il ricordo della sua figura per i posteri. Se ne ha una prova leggendo il testamento, riveduto più volte, nel quale sono meticolosamente disposte le donazioni da elargire, e le precise clausole riguardo chi e come doveva gestire l’ingente patrimonio d’immobili lasciato. Nello stesso documento si legge: “Il giorno ventitrè del mese di febbraio 1953, alle ore sedici e minuti cinque, nella casa posta in via… al numero dieci è morto Bisighini Francesco dell’età di anni ottantacinque, residente in Carbonara di Po, benestante, che era nato a Carbonara di Po dal fu Giacomo, già sarto,… e dalla fu Bocchi Maria Rosa, già casalinga,… e che era vedovo di Crivellari Ernesta.”

 

Morì senza eredi; forse, a consolarlo negli ultimi anni, rimanevano le fotografie ben ordinate in eleganti album. Con loro, poteva tornare all’aria frizzante di Buenos Aires respirata in gioventù. Fortunatamente l’intera raccolta è arrivata fino a noi. È un’eredità, per certi versi, più preziosa di tante pietre e statue disseminate di qua e di là dell’Oceano nel corso del ‘900. Essa è un contributo alla conoscenza dell’intima e anomala anima della capitale argentina; metropoli che sfugge ai canoni anglosassoni ed ispanici, incrocio magico di esistenze di emigrati venuti dal cuore antico dell’Europa. Ancora oggi, ad ogni angolo della città si può incontrare un italiano che ha una storia da raccontare.

 

VITTORIO BOCCHI 

 

IL CAVALIER FRANCESCO BISIGHINI RITORNO DA BUENOS AIRES    EL CAVALIER FRANCESCO BISIGHINI REGRESO DE BUENOS AIRES

Traducción directa   de  Gladys SacI

 

SBN   978-88-96183-00-7  ©  2008  ANTICHE PORTE editrice

 

 

VITTORIO BOCCHI

Nato a Carbonara di Po (Mn), il 16 gennaio 1964. Residente in Poggio Rusco (Mn).

Ha svolto numerose attività in ambito culturale: Incaricato dagli enti locali per l’organizzazione di eventi musicali e culturali, ha collaborato con le associazioni: Euterpe – Luoghi di Confine, Comitato Lombardia Europa Musica 2000,  Associazione Organistica “Girolamo Cavazzoni”.

 

Promotore e responsabile per l’organizzazione del convegno La Beata Osanna a Carbonarola – Vita e Spiritualità di Una Santa del ‘400, Iª e IIª edizione. Per conto del Comune di Carbonara di Po e con il patrocinio della Regione Lombardia, ha curato l’esposizione monografica di fotografie d’epoca Il Cavalier Francesco Bisighini – Un Costruttore Italiano in Buenos Aires, presso l’asso.ne Dante Alighieri di Buenos Aires; inserita nel programma delle manifestazioni d’apertura per l’esposizione-mercato Italia Argentina – Due Paesi inMovimento, tenutasi nella capitale argentina nel maggio del 1999.

 

Per la Proloco ed il Comune di Carbonara di Po ha curato la 2° edizione del libro di storia locale un Paese sul Fiume.

Vincitore della sezione “narrativa inedita” alla seconda edizione del Premio Letterario internazionale Anguillara Sabazia Città d’Arte 2003, con il racconto L’Oca della Neve, pubblicato ella raccolta antologica I Racconti del Lago, Montedit, Milano 2003.

Ha  pubblicato:

– Altitudo, Il Filo Edizioni, Roma 2006;

– Il Cigno degli Andreasi, Antiche Porte, Reggio Emilia 2006;

– Il Cavalier Francesco Bisighini – Ritorno da Buenos Aires, Antiche Porte, Reggio Emilia 2008.

 

Questi i riferimenti per avere copia della pubblicazione:

Vittori Bocchi   Il Cavalier Francesco Bisighini   2008

Via Pavesa, 4  – 46025 Poggio Rusco (MN)

ANTICHE PORTE editrice

C.p. 175, 42100 Reggio Emilia tel. fax 0522 433326

www.anticheporte.it 

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