L’internazionalizzazione delle imprese lombarde – 3 — Lombardi nel Mondo

L’internazionalizzazione delle imprese lombarde – 3

L’attenzione dell’articolo di Carlotta Chiodi è posto sul confronto di tre sistemi innovativi regionali europei, particolarmente rilevanti: Baden-Wurttemberg, Rhone- Alpes e Lombardia.

Sistemi innovativi regionali: un confronto tra Lombardia, Baden-Wurttemberg e Rhone-Alpes

 

Si è assistito in tempi recenti a un rinnovato interesse per le implicazioni locali delle politiche industriali, soprattutto di quelle orientate alla creazione e allo sfruttamento del potenziale innovativo regionale.

Alla base di questo mutato interesse vi sono diversi fattori concomitanti e fra loro complementari. In primo luogo, la crescente complessità della tecnologia, l’accorciamento del ciclo di vita dei prodotti, la diffusione di nuovi metodi organizzativi e logistici determinano in misura crescente la necessità per le imprese di globalizzare le proprie attività innovative e produttive

A tal proposito si concentra l’attenzione su tre sistemi innovativi regionali europei, particolarmente rilevanti all’interno dei rispettivi sistemi nazionali di innovazione: Baden-Wurttemberg, Rhone- Alpes e Lombardia.

 

Baden-Wurttenberg

 

L’economia regionale del Baden-Wurttemberg risulta fortemente specializzata in tre grandi comparti industriali: ingegneria meccanica, industria elettrotecnica e industria automobilistica. Il modello del Baden-Wuttemberg è caratterizzato dall’efficace integrazione tra grandi e piccole imprese, istituzioni di ricerca e politiche regionali autonome da quelle nazionali, e inserito in un sistema innovativo decentrato e simmetrico, in cui lo sforzo innovativo è ripartito in modo abbastanza equilibrato tra i diversi Lander. L’analisi ha tuttavia messo in luce anche come il successo competitivo  del Baden-Wurttemberg abbia subito agli inizi degli anni novanta un certo rallentamento dovuto principalmente a un forte cambiamento nel contesto macroeconomico a fronte del quale il Baden-Wurttemberg ha dimostrato una certa rigidità; attualmente le PMI sono alla ricerca di un nuovo assetto organizzativo che faccia leva sui moderni principi del management e divisione interna del lavoro.

 

Rhone-Alpes

 

La regione del Rhone-Alpes si colloca al secondo posto nella maggior parte delle statistiche economiche francesi, dietro l’Ile de-France e la capitale parigina. Il modello del Rhone-Alpes è caratterizzato da un tessuto articolato di imprese medie e piccole e di istituzioni regionali e nazionali, e rilevante all’interno del sistema innovativo francese in quanto storicamente unico polo di sviluppo industriale e tecnologico alternativo a quello dell’Ile-de-France.

 

Lombardia

 

La Lombardia si configura come una regione pienamente “matura”, sul piano sia nazionale sia europeo. La struttura industriale risulta molto articolata, caratterizzata da aree a industrializzazione diffusa che presentano una maggiore attrattività per le medie e grandi imprese; si pensi infatti che il 92,4% delle imprese lombarde appartiene alla classe delle piccole imprese, e che a livello regionale la provincia di Milano concentra il maggior numero di imprese di grandi dimensioni, seguita solo da Varese, Como e Bergamo. Il modello lombardo, costituito così da un nucleo di grandi imprese e da un’ampia base di medie e piccole imprese, è inserito in un sistema innovativo nazionale squilibrato, diviso tra poche regioni tecnologicamente più dinamiche e la periferia tecnologica nazionale ed europea, costituita per la maggior parte dalle regioni dell’Italia centrale e meridionale. La maturità economica lombarda resterebbe incompleta  se non si riuscisse ad attuare una politica regionale più organizzata e consapevole. A tal fina occorre saper stimolare una più intensa e razionale interazione tra i vari attori economici, privati e pubblici, piccoli e grandi, che finora hanno contribuito in genere isolatamente alla crescita economica regionale.

 

Osservazioni conclusive

 

Dall’analisi condotta si sono potute dedurre osservazioni conclusive coerenti con i principali risultati emersi nella trattazione.

Il sistema lombardo rappresenta indubbiamente il motore tecnologico dell’Italia, condizionando profondamente i pattern settoriali di specializzazione tecnologica del sistema nazionale. Il caso del Rhone-Alpes è invece molto diverso: il pattern regionale di specializzazione tecnologica non è determinante di quello nazionale, e anche la struttura industriale della regione non aderisce tanto a quella nazionale. Il caso del Baden-Wurttemberg è intermedio rispetto ai due precedenti: il pattern settoriale di specializzazione tecnologica del Land tedesco contribuisce in maniera importante, ma non esclusiva, nel determinare quello prevalente a livello nazionale.

Inoltre si è potuto rilevare il diverso atteggiamento delle tre regioni considerate, nei confronti dell’internazionalizzazione delle proprie PMI.

Nel Baden-Wurttemeberg esiste un corpo unitario di direttive che regola tutti gli aspetti di incentivazione regionale, tra cui quelli riguardanti in modo diretto (per esempio le fiere) o indiretto (per esempio la cooperazione tra imprese) l’internazionalizzazione delle imprese. L’attenzione è inoltre rivolta non tanto alla singola impresa quanto all’associarsi delle imprese per affrontare congiuntamente i problemi comuni, specie se di interesse generale per la regione.

La Francia si caratterizza per un’attenzione molto forte ad attrarre imprese estere in alcune aree del proprio territorio, con un interesse particolare per le imprese tecnologicamente molto avanzate e appartenenti ai settori produttivi del futuro. Per ottenere ciò si è lavorato per predisporre l’offerta di un ambiente ricettivo all’altezza delle necessità di imprese di questo tipo: strutture per la ricerca scientifica e tecnologica ricettività per le persone che vengono a risiedere al seguito delle nuove imprese, creazione di servizi e strutture necessari alle imprese stesse.

Il grado di internazionalizzazione dell’economia lombarda è aumentato a ritmi sufficientemente elevati nel periodo considerato: è aumentato  notevolmente sia il numero delle imprese localizzate in Lombardia a partecipazione estera (ormai oltre 3.000), con un aumento dell’occupazione del 69,2% tra 1996 e 2003, sia il numero delle imprese estere partecipate da imprese lombarde (ormai oltre 5.000), con un aumento dell’occupazione dell’ 87%. Le informazioni della banca dati Reprint mostrano come ormai si  sia costituito in Lombardia un numeroso gruppo di piccole e medie imprese multinazionali, nonostante sia possibile sottolineare come il processo di delocalizzazione produttiva sia cresciuto più intensamente in altre regioni italiane.

 

Carlotta Chiodi 

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