Mare deserto, inchiesta di Emiliano Bos su un barcone che nessuno voleva vedere… — Lombardi nel Mondo

Mare deserto, inchiesta di Emiliano Bos su un barcone che nessuno voleva vedere…

L’Osservatorio Caritas della Diocesi di Lodi ci segnala l’inchiesta del giornalista Emiliano Bos e un filmato che é il reportage di una storia tragica su cui Emiliano Bos e Paul Nicol hanno indagato per quasi un anno, tra ammissioni e smentite. Girano Africa ed Europa, tra uffici, centri di accoglienza, campi profughi in Tunisia per rintracciare i 9 sopravvissuti e raccogliere la loro testimonianza…

Emiliano Bos, giornalista recente ospite del progetto Sogno in due tempi e dei lunedì del MEIC (puoi ascoltarlo in zona riascolto di Radiolodi), ha appena concluso il reportage video su una vicenda di cui ci ha ampiamente parlato a ottobre 2011.
Emiliano ci racconta che nel marzo 2011 un barcone con 72 persone a bordo vagava nel mare Mediterraneo, tra Libia e Italia: 63 moriranno. Siamo nei giorni dell’invasione della Libia e centinaia di imbarcazioni e aerei incrociano in quello stesso mare, possibile che nessuno li abbia visti?
Si salveranno in 9: Abukurke, Bilal, Dan haile, Maryam, Khabbadi, Filmon, Mohammed, Elias, Girma, dopo diversi giorni in balia del mare verranno ricacciati in Libia imprigionati e dispersi.

Dal racconto dei superstiti:
“Dopo 7 giorni c’erano almeno dieci ragazze morte,  pensavamo che dormissero. Eravamo tutti stanchi a bordo e speravamo che gli elicotteri tornassero ad aiutarci.” […] “c’erano molti morti sull’imbarcazione ma non riuscivamo a farli vedere, il bambino invece era piccolo e l’ho sollevato in questo modo, l’ho mostrato loro per far capire che era morto, potevano vederlo, chiedevo per favore ,… l’hanno visto benissimo, ma non ci hanno aiutato. Ero stanco e l’ho fatto per un ora, ero sfinito in quel momento. Piangevo perché sempre più persone stavano morendo […] Eravamo senza cibo, senza acqua… non so perché non ci hanno soccorso.[…] Ci hanno fotografato e filmato con cellulari e videocamere. Ci hanno girato intorno per più di un’ora […] dopo 10 giorni eravamo vivi solo in 25.
Dopo 15 giorni abbiamo visto le montagne: ci abbiamo messo 12 ore a raggiungerle. Eravamo ancora vivi in 11: 2 ragazze e 9 ragazzi. Arrivati sulla costa mia sorella é morta non appena abbiamo messo piede sulla terraferma.
Quando ho visto la bandiera libica ho detto “o mio Dio sarebbe stato meglio morire in mare”.
Per altri 2 giorni sono stati messi in cella. Uno di loro morirà in carcere.
“il discorso va oltre alla situazione dei 9 sopravvissuti… se questa gente deve essere obbligata a imbarcarsi su carrette che arrivano al 50% a Lampedusa, é perché noi li spingiamo a farlo …” (un missionario).

Emiliano ci ha inviato il link del video (Televisione Svizzera italiana), eccolo:
http://la1.rsi.ch/_dossiers/player.cfm?uuid=7e867bda-549b-4d7c-8082-800f6eea8a7a
Grazie Emiliano!

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