Santa Giulia punta sull’Expo Ma ha bisogno di più risorse — Lombardi nel Mondo

Santa Giulia punta sull’Expo Ma ha bisogno di più risorse

BRESCIA – Il convegno organizzato dal Centro italiano studi longobardi con Brescia Musei L’assessore Cappellini: «Partiamo con un po’di affanno, però faremo del nostro meglio. La Regione ci sarà e non solo con i soldi»

Brescia, con tre siti Unesco, i pitoti camuni, le palafitte gardesane e soprattutto Santa Giulia-San Salvatore, si candida quale meta privilegiata del turismo culturale collegato ad Expo 2015. È emerso ieri durante il convegno sui percorsi artistici del museo della città, nella chiesa longobarda del complesso monasteriale, organizzato dal Centro italiano studi longobardi con Brescia Musei. Il problema, però, è quello delle risorse, mancano per approfondire gli studi, mancano per una comunicazione adeguata. CRISTINA CAPPELLINI, neo assessore regionale alle Culture, alle Identità, alle Autonomie, «affezionata a Brescia, luogo di nascita e degli studi universitari», era presente ieri ed ha annunciato che il Pirellone ha intenzione di continuare per i due lotti da terminare dei lavori al Capitolium. «La Regione ci sarà – ha dichiarato – e non solo con i soldi perché è suo programma valorizzare i territori». Quanto ai programmi per il 2015, ha fatto sapere che nei prossimi giorni incontrerà il commissario Sala per esporgli i progetti culturali. «Partiamo un pò in affanno e con pochi fondi, ma faremo del nostro meglio», ha assicurato. La questione di fondo è che da un lato l’Unesco chiede di approfondire le ricerche, di mettere in campo azioni di lancio del sito, dall’altro non si vuole perdere l’occasione che attirerà milioni di persone da tutto il mondo in Lombardia. Tuttavia gli amministratori uscenti sono preoccupati; lo hanno detto il sindaco Adriano Paroli e l’assessore Andrea Arcai. L’impegno finanziario non è da poco e il patto di stabilità fa la sua parte per impedire gli esborsi necessari. Arcai ha potuto ricordare che, entro il 2013, sarà terminato il ripristino dell’intonaco originale del museo, costo 350mila euro, che sono pronti i progetti per ristrutturare l’ex deposito e per tirare fuori le collezioni dai magazzini per mostrarle con un ripensamento dell’esposizione. Una delle intraprese per dare risalto al sito patrimonio dell’umanità è il libro sulla basilica di San Salvatore, presentato ieri, di Francesca Stroppa, cultore di storia medievale alla Cattolica. È una guida storico-artistica edita da Studium di Roma, frutto di analisi sul periodo fino al XVIII secolo, ricca di approfondimenti e di immagini. A parlarne in sala il presidente della Fondazione Brescia Musei Faustino Lechi, Gabriele Archetti del Sacro Cuore di Milano e Marina Righetti della Sapienza di Roma. Al tavolo si sono poi susseguiti altri oratori, coordinati da Angelo Baronio del Cisl. Elena Lucchesi Ragni dei Civici Musei ha spiegato l’esistenza nell’ex monastero di due percorsi, quello museale con il palinsesto di Brescia dalla preistoria, quello del monumento e della sua storia, dalle 30 monache del 753 in poi. Lo sforzo è grande sugli itinerari didattici, visto che il 60 per cento del pubblico viene dalle scuole, 35mila gli studenti di questo anno scolastico. Presto, ha avvertito Lucchesi, usciranno altri studi. Compito di queste analisi, soprattutto per i giovani, secondo il soprintendente Andrea Alberti, è dare spessore al passato in un momento in cui vale solo il presente e tutto quanto non è presente è appiattito, senza stratificazioni.

fonte: bresciaoggi

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martedì 28 Gennaio, 2020