Polonia, Europa. — Lombardi nel Mondo

Polonia, Europa.

L’amico di Lombardi nel Mondo Maurizio Cazzaniga è in Polonia, volontario come sempre, questa volta al servizio del Campionato europeo di calcio. Ci ha inviato queste sue riflessioni/impressioni che volentieri pubblichiamo

La prima riflessione ti viene automatica nel passare il confine tra Germania e Polonia in macchina. La frontiera non esiste più. Passi e nessuno ti ferma. L’Europa, con tutti i suoi conflittuali problemi finanziari mi appare reale con questa libera circolazione degli uomini. Imagine, John, se fossi stato qui. Poi autostrada nuova fiammante che scorre dolce fino a sembrare un piccolo paradiso dopo 800 Km. di strade tedesche ingorgate all’inverosimile, fino a raggiungere Poznan. Panorama: pianura noiosa con piccole ondulazioni. Poznan è città viva. Un centro con una meravigliosa piazza violentata da tendoni posti spensieratamente  fuori dai ristoranti bar night club pizzerie che si
susseguono door to door.
Invasione di tifosi irlandesi con le loro magliette verdi e la birra rispecchiata negli occhi annebbiati.
Cantano il ritornello: “this song is for boys in green”; diventa subito una nenia ossessiva che ha conquistato anche i polacchi che hanno adottato questo slogan trasformato nella cover in “bianco-rosso”, i colori della loro bandiera.
Sono volontario nel media center allo stadio Miejski. L’atmosfera mi piace. Gli ottusi però sono sempre presenti in ogni luogo: l’inventore del paraocchi per cavalli è sempre pronto ad inventare altri marchingegni. Ma superato l’impatto iniziale constato molti aspetti positivi rispetto agli ultimi Mondiali a cui ho partecipato sempre come volontario in Sudafrica.
Il catering per il pranzo è ben organizzato; i volontari sono in un numero decente e siamo circa 270 mentre a Pretoria in un contesto similare si contavano 1300 volontari e la nota di colore, nel vero senso del termine, tre bianchi e 1297 neri. Numero esorbitante. La pulizia è istantanea.
Qualche problema il giorno della prima partita causato dalla pioggia che, inzaccherando i biglietti, non potevano essere introdotti nel lettore che permetteva l’accesso. Ma per gli irlandesi imbevuti da una sostanza che si chiama anche bionda. lol Ho assisitico alla conferenza stampa di Trapattoni, tut lumbard: sempre il migliore. Tra sentimento, ricordi, emozioni. Citato l’Avvocato, prego per tenere lontano gli invidiosi e gelosi, la palla è rotonda, non so se nella vostra lingua c’è la parola “imponderabile” . La saggezza del Trap e la sua simpatia sono contaminanti.
Ma l’Irlanda ha mostrato i suoi limiti calcistici. Se perdiamo contro di loro giusto tornare subito a casa. Questi bei piedoni irlandesi tolti alla produzione del malto meriterebbero un posto in paradiso, in caso di loro vittoria.
L’Italia è nello scandalo scommesse e in un training viene fuori la storia. Il mio orgoglio patrio ha un sussulto. Tutti i Paesi del mondo sono verginelle, noi italiani siamo gli unici peccatori? O forse tiriamo fuori le nostre magagne e gli altri le nascondono sotto il tappeto????
Oggi arrivano Prandelli e Pirlo all’incontro con i giornalisti. Ho una promessa da mantenere e forse non ci riuscirò.  La promessa da juventino doc era: ” Se mi capita una volta di vedere Pirlo gli devo chiedere se posso dargli un bacio”. Uei, ci hanno imposto che non possiamo neanche fare una fotografia, altro che bacio!!!! In questa simil avventura sono accompagnato da Filippo e Giuseppe, due australiani che per la prima volta da 45 anni sono tornati in Italia dopo essere emigrati giovincelli negli anni sessanta a seguito della famiglia originaria di Avezzano.
Abitiamo nello stesso appartamento nel centro città e condividiamo la stessa passione sportiva. Filippo era volontario per la FIFA  a Johannesbourg, dove ci siamo conosciuti.
Parliamo animatamente e, ma sì, diciamolo, siamo competenti. Degli scienziati della mitologica Dea Eupalla!!
Ma non mi scordo di guardare scrutare investigare capire questa società polacca. La possibilità mi viene dal quotidiano incontro con i ragazzi al centro Media dove presto servizio per circa otto ore al giorno. Le mie domande come al solito puntano a scalfire la superflua inutile facciata della retorica e cercano di arrivare alla sostanza.
I giovani polacchi ventenni non hanno alcun condizionamento dal passato comunista del loro Paese. Parlano schiettamente di politica; hanno insito il concetto di libertà di espressione e democrazia.
Puntano ad un benessere materiale e hanno problemi per trovare una loro collocazione futura nei processi produttivi: come sempre la ricerca del posto di lavoro. Questi ragazzi sono stati scelti perchè ovviamente parlano l’inglese, ma in generale questa lingua è parlata, anche se in modo semplicistico, da moltissime persone.
“Tuo nonno era comunista??? Cosa ti racconta di quel periodo???” “Ah, Maurizio (una volta tanto ben pronunciato!!lol), mi parlano di tempi duri dove l’URSS la faceva da padrone. Tutto era indirizzato al loro interesse. E i negozi non avevano merce. Oggi abbiamo come in tutto il mondo problemi di crescita e di lavoro ma abbiamo più possibilità. Nel periodo comunista mio nonno per uscire dalla Polonia doveva attendere anni e non era sicuro di riuscirvi, adesso prendo un low cost e posso venire a trovarti in Italia quando voglio. E non è differenza da poco…”. E altro…
Un pizzaiolo napoletano che qui lavora mi racconta di guadagnare sui 500  euro al mese e per noi italiani eurizzati la vita è molto meno cara che nel nostro Paese.
La comunità italiana a Poznan è esigua ma cerca di organizzarsi anche culturalmente.
Segni di Italia si trovano soprattutto nei ristoranti e nei contatti umani prodotti dall’ Erasmus, questa bellissima realtà della UE,che ha visto molti nostri ragazzi arrivare qui in nome di uno scambio universitario che avvicina culture e conoscenze.
E cinque di loro sono adesso tornati come volontari per gli Europei, carichi di competenze e ricordi.
Il cielo si sta rabbuiando. Il sole appare e scompare continuamente.
E’ ora di andare allo stadio.
Wkrotce.
Mauriziov

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