Sonia Cappellazzo crea l’abito per Miss Universe Australia — Lombardi nel Mondo

Sonia Cappellazzo crea l’abito per Miss Universe Australia

Sarà l’abito della designer Sonia Cappellazzo di Melbourne, affermata designer di origine italiana, quello che Rachel Finch, Miss Universe Australia, indosserà il prossimo 23 agosto alla finale del concorso internazionale di Miss Universo

Sarà l’abito della designer Sonia Cappellazzo di Melbourne, affermata designer di origine italiana, quello che Rachel Finch, Miss Universe Australia, indosserà il prossimo 23 agosto alla finale del concorso internazionale di Miss Universo che avrà luogo il 23 agosto prossimo alle Bahamas. “E’ un abito che ho creato per Rachel, tenendo conto della sua personalità, mettendo in risalto la sua bellezza naturale; è un abito seducente, ma allo stesso tempo elegante, sofisticato con un pizzico di romanticismo”, spiega Sonia che ho incontrato recentemente in redazione.

L’abito indossato da Rachel Finch verrà visto da milioni di spettatori (si stima che saranno dai 600 ai 900 milioni di telespettatori in 92 Paesi del mondo) alla serata finale del concorso Miss Universo. Un’opportunità fantastica per Sonia Cappellazzo, una delle stiliste che fanno parte della rosa dei designer australiani di successo. “Gli abiti devono mettere risalto la bellezza della donna, la sua femminilità. Il mio ruolo come designer è di cogliere l’individualità di ogni cliente e di rifletterla nell’abito, che è unico perchè creato per quella persona. E’ questo processo, questo coinvolgimento che mi affascina come mi affascinano scegliere e lasciarmi ispirare dai meravigliosi tessuti disponibili.”

Sonia parla con passione del suo lavoro di stilista; una passione che si è sviluppata lentamente prima in famiglia, crescendo con la mamma e la zia entrambe sarte e che poi ha ricevuto una solida base negli istituti specializzati nel settore: “ Non è sufficiente possedere un flair per la moda, oltre alla passione è necessario essere professionalmente preparati.” Cresciuta fra le stoffe, i modelli e le macchine da cucire della mamma e della zia, Sonia ha iniziato a creare abiti per sé stessa quando andava ai balli del Veneto Club, dato che essendo piuttosto alta non trovava mai la taglia giusta, ciò l’ha spinta a frequentare il Melbourne College of Textile, che era a Pascoe Vale e poi a continuare gli studi in Italia, a Treviso, la città d’origine dei suoi genitori. ”Quando sono andata in Italia pensavo di essere ben preparata, ma presto mi sono resa conto dell’incredibile abilità, precisione, talento nell’abbinamento dei colori, nel taglio, nella confezione dell’indumento che esistevano in Italia. Quando sono tornata in Australia ho iniziato a lavorare nel settore abiti da sposa e poi con David Jones. La mia casa di moda, la Cappellazzo Couture, è nata per caso, quando mi hanno chiesto nel 1996 di disegnare e creare abiti per Judith Greg, allora prima donna CEO dell’Australian Grand Prix: era un abito da sera rosso con un’apertura da dove si vedevano quadrati bianchi e neri, in omaggio alla bandiera d’arrivo e alla Ferrari.” Un abito scherzoso che riflette il senso dell’umorismo della designer italo-australiana che non teme di esplorare idee al di fuori del campo per cui è più conosciuta. Sono infatti gli abiti da sposa il forte della Cappellazzo Couture, per i quali Sonia si ispira molto agli Anni ’40 e ’50 e che vengono realizzati a mano secondo “la vecchia scuola”. Abiti da sposa o da gran sera dalle linee classiche che avvolgono il corpo in morbidi drappeggi o ne scolpiscono le forme, per cui vengono usati tessuti preziosi, merletti e seta, ricamati con perline, cristalli che uniscono eleganza, raffinatezza, originalità. “Sono convinta che l’influenza delle mie origini italiane di cui sono molto orgogliosa, hanno una grande importanza nel mio lavoro: nasce dal mio senso artistico che mi porta a cercare il bello”.

GABRIELLA G. HUBBARD

http://italianmedia.com.au/w3/index.php?option=com_content&view=article&id=1762%3Aun-abito-per-miss-universe-australia&catid=7%3Adal-victoria&Itemid=5&lang=it

Sarà l’abito della designer Sonia Cappellazzo di Melbourne, affermata designer di origine italiana, quello che Rachel Finch, Miss Universe Australia, indosserà il prossimo 23 agosto alla finale del concorso internazionale di Miss Universo che avrà luogo il 23 agosto prossimo alle Bahamas. “E’ un abito che ho creato per Rachel, tenendo conto della sua personalità, mettendo in risalto la sua bellezza naturale; è un abito seducente, ma allo stesso tempo elegante, sofisticato con un pizzico di romanticismo”, spiega Sonia che ho incontrato recentemente in redazione.

L’abito indossato da Rachel Finch verrà visto da milioni di spettatori (si stima che saranno dai 600 ai 900 milioni di telespettatori in 92 Paesi del mondo) alla serata finale del concorso Miss Universo. Un’opportunità fantastica per Sonia Cappellazzo, una delle stiliste che fanno parte della rosa dei designer australiani di successo. “Gli abiti devono mettere risalto la bellezza della donna, la sua femminilità. Il mio ruolo come designer è di cogliere l’individualità di ogni cliente e di rifletterla nell’abito, che è unico perchè creato per quella persona. E’ questo processo, questo coinvolgimento che mi affascina come mi affascinano scegliere e lasciarmi ispirare dai meravigliosi tessuti disponibili.”

Sonia parla con passione del suo lavoro di stilista; una passione che si è sviluppata lentamente prima in famiglia, crescendo con la mamma e la zia entrambe sarte e che poi ha ricevuto una solida base negli istituti specializzati nel settore: “ Non è sufficiente possedere un flair per la moda, oltre alla passione è necessario essere professionalmente preparati.” Cresciuta fra le stoffe, i modelli e le macchine da cucire della mamma e della zia, Sonia ha iniziato a creare abiti per sé stessa quando andava ai balli del Veneto Club, dato che essendo piuttosto alta non trovava mai la taglia giusta, ciò l’ha spinta a frequentare il Melbourne College of Textile, che era a Pascoe Vale e poi a continuare gli studi in Italia, a Treviso, la città d’origine dei suoi genitori. ”Quando sono andata in Italia pensavo di essere ben preparata, ma presto mi sono resa conto dell’incredibile abilità, precisione, talento nell’abbinamento dei colori, nel taglio, nella confezione dell’indumento che esistevano in Italia. Quando sono tornata in Australia ho iniziato a lavorare nel settore abiti da sposa e poi con David Jones. La mia casa di moda, la Cappellazzo Couture, è nata per caso, quando mi hanno chiesto nel 1996 di disegnare e creare abiti per Judith Greg, allora prima donna CEO dell’Australian Grand Prix: era un abito da sera rosso con un’apertura da dove si vedevano quadrati bianchi e neri, in omaggio alla bandiera d’arrivo e alla Ferrari.” Un abito scherzoso che riflette il senso dell’umorismo della designer italo-australiana che non teme di esplorare idee al di fuori del campo per cui è più conosciuta. Sono infatti gli abiti da sposa il forte della Cappellazzo Couture, per i quali Sonia si ispira molto agli Anni ’40 e ’50 e che vengono realizzati a mano secondo “la vecchia scuola”. Abiti da sposa o da gran sera dalle linee classiche che avvolgono il corpo in morbidi drappeggi o ne scolpiscono le forme, per cui vengono usati tessuti preziosi, merletti e seta, ricamati con perline, cristalli che uniscono eleganza, raffinatezza, originalità. “Sono convinta che l’influenza delle mie origini italiane di cui sono molto orgogliosa, hanno una grande importanza nel mio lavoro: nasce dal mio senso artistico che mi porta a cercare il bello”.

 

GABRIELLA G. HUBBARD

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