Cartoline (36) — Lombardi nel Mondo

Cartoline (36)

Lungo i fiumi dell’emigrazione – Reno e Mosella sono due delle maggiori vie d’acqua che, nel corso dei secoli, videro installarsi nei centri sorti sulle loro rive mercanti e artigiani provenienti dalla Penisola.
Cartoline (36)

Coblenza, Reno e Mosella.

Reno e Mosella, due tra le principali vie d’acqua europee, videro insediarsi nei centri sorti sulle rive mercanti e artigiani provenienti dalla Penisola. Sia il Reno che la Mosella, con le regioni percorse dai due fiumi, devono il loro più antico splendore al secondo-terzo secolo dopo Cristo. La coltivazione della vite sembra risalire all’imperatore Probo (276-282 d. C.), anche se, ritrovamenti archeologici relativi alla coltivazione della vite con diverse monete e resti di botti, sembrano anticipare d’un secolo la coltura degli splendidi vitigni che adornano le rive e le regioni dei due fiumi. Il mezzo di trasporto usato per le botti e i barili, secondo alcuni bassorilievi, erano barconi mossi da più di quaranta rematori.

Gli antichi commerci, tra il Reno e la Mosella, contemplavano anche il trasporto dei tessuti di Treviri, un monopolio che questa città manterrà sino al periodo delle grandi migrazioni che posero fine all’impero romano. Questi commerci sono illustrati dai rilievi della colonna Igeler. Ciò che Antonio, poeta e oratore del quarto secolo, ci ha tramandato conferma e completa le informazioni giunteci grazie alle sculture. La Mosella era navigabile, quasi come il mare: naviger ut pelagus, grazie ai rematori e all’alaggio, o traino di un’imbarcazione dalla riva, azione svolta da animali o persone:

 

             Largus tranquillo praelabitur amne Mosella

             Longinqua omnigenae vectans commercia terrae

 

             Largo e tranquillo è il flusso della Mosella

             e porta le merci dalle più lontane terre.

 

Possiamo affermare che le vie fluviali vennero percorse, e praticate, appena la conquista romana pose le basi della sua durata, grazie alle imponenti opere viarie. E Treviri, dal panegirico di Claudio Mamertino, databile all’anno 289 d. C., ci appare come un immenso e febbrile arsenale con i fiumi pronti a raccogliere, sulle loro acque arricchite da piogge abbondanti e improvvise, la flotta romana.

Alcuni testimoni e storici parleranno di Mosella uvifera e del Reno ricco di salmoni. Per altri saranno le strade dei ricchi commerci e degli scambi. L’imperatore Ottone libererà, data l’importanza della mercatura, la flotta dell’abate Massimino dalla franchigia doganale: «ut ubicumque naves monachorum deo predicto loco sub regula s. Benedicti militantium vel homines eorum pervenerint, nullus ab eis teloneum exigere audeat».

La Mosella sarà una via fluviale che, per secoli, collegherà Colonia e Bonn, Francoforte e Magonza a Coblenza. Di qui, risalendone la corrente, si raggiungeva Treviri, si continuava la navigazione o si rimontava la Saar.

A Treviri risiedeva, già nel 1500, la famiglia Pompeius, ricca e antica famiglia di commercianti d’origine italica. Dalla fine del XVI secolo gli italiani residenti e registrati, soprattutto nella corporazione dei Krämer e venditori di limoni, sono diversi. Possiamo citare la dinastia dei Carové e di Martin Cominot. Una colonia molto attiva, non solo per quel che riguarda il commercio ambulante, dalla vendita di stampe ai pomaranci, ma, soprattutto, per lo sviluppo dell’industria manifatturiera e del vetro. Tali attività, grazie al fiume Saar, si sarebbero estese sino a Zweibrücken. In questa città furono attivissimi Johannes Morio e Antonio Maria Cetto, mentre, nel 1700, vi compariranno diversi spazzacamini. Tra questi ricordiamo Carl Faciola, impegnato con successo anche nel commercio del vino, legname e frutta.

Prima della crisi che nel secolo XVIII paralizzerà questa importante arteria, la Mosella avrà momenti di gloria. Grazie ad accordi tra il ducato di Lothringen e il principato di Treviri, barche, chiatte e battelli trasporteranno a Coblenza grano, avena, legno e vino. (da J.P.F. – Aqua mirabilis di L. Rossi, pag. 137-139).

 

Cartoline, rubrica a cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

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