Cartoline (38) — Lombardi nel Mondo

Cartoline (38)

Mestieri dell’emigrazione: carbonai e boscaioli – Un percorso didattico, in collaborazione con il Cai Valle Imagna e l’Ersaf della Regione Lombardia, ricorda due mestieri legati al territorio alpino.
Cartoline (38)

Carbonai lombardi

Il bosco è sempre stato considerato un importante elemento dell’economia locale e vero e proprio patrimonio della collettività. Esso veniva gestito con la massima cura e attenzione, in quanto bene rinnovabile. Dal bosco si traevano risorse per la vita domestica (legna da ardere e strame per il bestiame) e per le attività artigianali e industriali (legname per abitazioni, mobili e oggetti di uso quotidiano, carbone per le fucine e i forni). Lo testimoniano diversi documenti (da tutta l’area alpina e appenninica) del XVI secolo, che segnalano la necessità di tutelare questa importante fonte energetica ed economica.

A quel periodo risale anche la tradizione di numerosi gruppi di boscaioli e carbonai, originari del Piemonte, Lombardia e Trentino, che si dirigevano in altri territori, anche in Francia, Svizzera e Germania, più tardi negli Stati Uniti e in Canada, per il taglio degli alberi e la produzione di carbone.

Proponiamo l’articolo-presentazione di un pregevole progetto didattico proveniente dalla Valle Imagna per sottolineare l’importanza di simili iniziative e i rilievi sociali, economici e culturali legati ai territori alpini.

 

«Il Centro Integrato di Documentazione Culturale, a seguito di una positiva valutazione delle relazioni messe in atto in questi anni con il mondo della scuola, ha ritenuto di ritagliare, nell’ambito della propria programmazione, alcuni spazi finalizzati alla costruzione di percorsi didattici sulla cultura del territorio.

A tal fine sono stati individuati due temi di fondo, riferiti al lavoro e all’emigrazione, attraverso i quali mettere a fuoco alcuni caratteri e percorsi della tradizione insediativa locale, soprattutto per quanto concerne gli aspetti delle attitudini professionali, della socialità valligiana e dei valori esistenziali e culturali (materiali e immateriali) prodotti dall’esperienza di vita delle popolazioni che, nei secoli, hanno abitato e modellato questi nostri versanti montani e le aree di fondovalle.

L’approccio ai luoghi della tradizione e del lavoro viene sollecitato attraverso la riflessione su alcuni principali mestieri, tra i più diffusi in valle nel passato, quali il carbonaio e il boscaiolo, il contadino, il muratore, il tornitore, il fabbro, il commerciante ambulante. Per ciascuna delle citate attività saranno suggeriti percorsi per l’indagine e la ricerca sul campo, nella dimensione della fruizione collettiva della classe, ossia degli alunni con i rispettivi insegnanti, disposti ad intraprendere un percorso cognitivo sperimentale in tale direzione. Si tratta, dunque, di un programma pluriennale, destinato a produrre una serie di azioni e di progetti specifici nelle prossime edizioni. Nella fase di avviamento e di messa a punto della proposta [anno 2007], si è ritenuto di prendere in considerazione i primi due mestieri sopra citati, ossia quelli del carbonaio e del boscaiolo, riferiti al lavoro nel bosco. In seguito, anche in considerazione all’esito che avrà la presente proposta, si valuterà l’attuazione completa del programma, mediante l’attivazione dei percorsi didattici riferiti agli altri mestieri».

Da http://www.centrostudivalleimagna.it/default.php?p=evento_dettaglio;idev=15

 

Cartoline, rubrica a cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

«Cartoline» desidera proporre, a chi segue Lombardi nel Mondo, momenti e avvenimenti, curiosità e personaggi, opere e luoghi legati alla storia della presenza italiana e lombarda nel mondo e dell’immigrazione.

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