Cartoline (46) — Lombardi nel Mondo
Cartoline (46)
Rima San Giuseppe, in Val Sermenza, ha dato i natali a diversi imprenditori che si sono, letteralmente, sparpagliati per l’Europa e l’Africa settentrionale tra il 1850 e il 1920. Questi imprenditori non hanno mai dimenticato il paese natale, dove il successo ottenuto nelle «nazioni estere» si riflette nelle rilevanti tracce architettoniche degli edifici di questo comune.
Antonio De Toma
Antonio De Toma, dapprima attivo nella ditta dei fratelli Viotti, anch’essi di Rima, riuscì ad avviare una propria attività imprenditoriale, assieme a un gruppo di altri artigiani rimesi. Egli fu attivo in Svezia e in Norvegia, Ungheria, Austria e Prussia. Abbellì con «marmo artificiale» edifici privati e pubblici con colonne e ornamenti dove, a detta di alcuni storici, «è difficile distinguere le opere di scagliola da quelle di marmo».
Ha scritto Federico Tonetti (in Museo storico e artistico Valsesiano, Edizione Palmiro Corradino, Borgosesia 1973): «Tanta è la stima che seppe acquistarsi il De Toma che gli furono conferite e da governi stranieri e dal governo nazionale parecchie decorazioni di ordini cavallereschi. Avendo potuto radunare una fortuna cospicua coll’operosità indefessa associata a distinta intelligenza, egli ora tiene due case, l’una a Berlino, l’altra a Vienna senza dimenticare l’umile casetta nel suo paese nativo che egli di tanto in tanto suol rivedere».
Da: http://www.marmoartificiale.it/storia.htm
Pietro Axerio Piazza
Pietro Axerio Piazza, Piaru van d’ Piazu, così chiamato dal luogo ove sorgeva la sua abitazione proprio sulla piazza principale di Rima, nacque a Rima nel 1827; giovanissimo si recò a Chalon sur Saône dove apprese i rudimenti del mestiere di gessatore che poi affinò negli anni dal 1840 al 1850 lavorando in Germania, Svezia e Norvegia anche con il cognato De Toma di cui aveva sposato la sorella, Margherita.
Ritornò in Germania nel 1886 dove si mise in proprio con una impresa di marmi artificiali, lavori di scagliola e mosaici. Poco tempo dopo ritornò in patria lasciando ai figli l’avviata attività. A Rima fu sindaco, fornì il suo paese di acquedotto, con altri compaesani si adoperò affinché la strada carrozzabile proseguisse da Rimasco a Rima, e fosse costruita la struttura per ospitare le opere dello scultore Pietro Della Vedova.
Autodidatta, si dedicò a molteplici attività artistiche: al canto, all‘intaglio su legno, alla “pittura di quadri molto particolari usando la difficile tecnica del marmo artificiale; compose in ticcio, il particolare dialetto tedesco di Rima, numerosi “gliadjie” (canzonette), nelle quali esprimeva l’amore per il suo paese, la sua parlata, la sua gente. Fu tra i precursori dell’avvenire turistico di Rima facendo costruire due alberghi all’avanguardia per quell’epoca. Morì a Varallo nel 1905.
Dei tre figli, Giulio, Antonio e Giovanni, i primi due proseguirono nell’attività paterna, il terzo si dedicò alla pittura.
La ditta fondata da Piaru Axerio van d’ Piazu, che aveva la sua sede a Berlino al numero 243 della Friedrich Strasse, si ampliò e assunse rinomanza europea: innumerevoli attestazioni riconoscono l‘operato della “Gebruder Axerio”. Tra i lavori eseguiti in Germania si ricordano i restauri del palazzo reale, i marmi di palazzo Standt, della Banca tedesca e di quella internazionale e poi molti edifici pubblici, alberghi, università, assicurazioni.
I fratelli Axerio decisero di allargare la loro attività e, da Berlino, si spostarono in Russia, dove già li aveva preceduti da qualche tempo il cognato di Giulio, Antonio Ragozzi, pure lui rimese, abilissimo nella composizione del marmo artificiale.
La Gebrüder Axerio diventò così la Bratjia Axerio e costituì una importante impresa di pietre e marmi artificiali usati per le decorazioni di palazzi privati e pubblici. La ditta ebbe alle sue dipendenze, oltre alle maestranze valsesiane, anche alcune migliaia di operai russi.
Connessi con la lavorazione del marmo e della pietra venivano eseguiti mosaici, graniglia e decorazioni con fregi e motivi classici. Il marmo artificiale veniva usato negli scaloni, colonne, pilastri, lesene, pareti di corridoi e saloni.
Il lavoro si svolgeva in edifici pubblici: banche, ministeri, chiese e persino alla Duma di Stato. Anche nobili, principi e lo stesso Zar apprezzarono l’opera degli Axerio che lavorarono, tra l’altro, nelle ville dei vari Amalek-Lazarev, Jussupov e pure nella villa imperiale di Levadjia, residenza estiva dello Zar sul mar Nero.
L‘elenco dei lavori eseguiti è lungo e importante; le referenze erano di famosi architetti del tempo quali Fomin e Beketoff.
La “Società casa commerciale Fratelli Axerio“, firmò l’ultimo contratto in Russia nel 1917. Gli Axerio si impegnavano ad eseguire tutti i lavori necessari per trasformare la deserta baia di Lapsi, in Crimea, nella moderna città balneare che la Russia ancora non possedeva. Il contratto prevedeva la costruzione del porto, collegamenti stradali e ferroviari, trafori, costruzione di edifici pubblici, per un corrispettivo di cento milioni di rubli oro di allora.
La rivoluzione di ottobre fece sfumare quel progetto e i progetti futuri degli Axerio, che ritornarono in patria dopo molte vicissitudini.
Alcuni dei figli dei due fratelli si dedicarono ancora, chi in Francia, chi in Spagna, insieme ad altri valsesiani, a creare fregi, stucchi, decorazioni e mosaici con scagliola, gesso e pigmenti colorati, ma la grande stagione del marmo artificiale di Rima era ormai finita.
BIBLIOGRAFIA:
– Giovanni Cupia, Rima e il suo Santuario della B. V. delle Grazie
– Casimiro Debiaggi, Dizionario degli artisti valsesiani dal secolo XIV al XX
– E. Barbano, I filoni mitteleuropei dell’emigrazione valsesiana in Ogni strumento è pane
– L’emigrazione dei valsesiani nell’Ottocento – Atti del convegno.
– Pietro Cazzola, Piemontesi in Russia
Da: http://www.marmoartificiale.it/storia.htm
Indirizzi utili:
http://www.alagna.it/home.php?sid=96
http://www.marmoartificiale.it/storia.htm
http://www.comune.rimasangiuseppe.vc.it
http://www.valsesia.it/WALSER/VALSESIA/RIMA/rima.htm#musei
http://www.ecomuseiemestieri.it/scheda/77/
Cartoline, rubrica a cura di L. Rossi (Bochum)
«Cartoline» desidera proporre, a chi segue Lombardi nel Mondo, momenti e avvenimenti, curiosità e personaggi, opere e luoghi legati alla storia della presenza italiana e lombarda nel mondo e dell’immigrazione.
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