Lombardia, cervelli in fuga “E la Regione sta a guardare” — Lombardi nel Mondo

Lombardia, cervelli in fuga “E la Regione sta a guardare”

IL QUOTIDIANO “IL GIORNO”PARLA DI NOI. La denuncia degli italiani all’estero. La critica dell’Associazione guidata da Daniele Marconcini: “La Giunta dovrebbe dare delle linee di indirizzo e invece ha tolto anche i finanziamenti che favorivano i legami”

Laureati lombardi in fuga e, così pare, secondo dati recenti dell’Inps, anche pensionati che preferiscono godersi la vita in Thailandia o in Costarica piuttosto che stringere la cinghia a Milano. Un esercito di persone – quasi trentamila del Nord Italia e più di un terzo lombardi – che se ne stanno sette, otto mesi all’anno all’estero. Moderni migranti. Ma il dato che più preoccupa, vista anche la crisi economica che attraversiamo, è l’esodo di imprenditori lombardi, quasi un terzo, che hanno investito in Brasile, Australia, Costarica e Nuova Zelanda. A lanciare l’allarme è Daniele Marconcini, presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo e vicepresidente dell’Unaie (Unione Nazionale Immigrati ed Emigrati) che rappresenta gli italiani all’estero.

Ma che cosa fa la Regione Lombardia per frenare la fuga di cervelli e di imprenditori?
«Mi spiace dirlo, ben poco. La giunta dovrebbe dare delle linee di indirizzo mentre invece non solo non lo fa ma ha cancellato i contributi che servivano alle associazioni per mantenere i legami con i lombardi all’estero. Quanto alla legge, è stata cambiata quella dell’85, ne serve una nuova. Non ci sono più i bandi che ci davano la possibilità di concorrere. Siamo tornati indietro di trent’anni. Per questo abbiamo chiesto un’audizione in Commissione Affari Istituzionali».

Polemico perché le hanno tagliato i fondi?
«No guardi, in questi due anni ci siamo arrangiati anche senza finanziamenti pubblici. Abbiamo il Portale Lombardi nel Mondo che vanta un pubblico di due milioni di visitatori. Siamo un punto di riferimento per tanti imprenditori all’estero. La Regione ha chiuso i rubinetti ma abbiamo ricevuto aiuti dalla Cariplo e, pensi, da un’associazione italo americana di Philadelphia che ha messo a disposizione 400 mila euro. Quindi mi chiedo: perché il Consiglio vara una serie di leggi che non vanno nella direzione della sussidiarietà e non si finanziano quelle già esistenti e in particolare quella per i lombardi nel mondo? La politica internazionale della Regione Lombardia non può essere accentrata esclusivamente nelle mani del governatore Formigoni ma dovrebbe coinvolgere tutto il Consiglio, quindi tutti i territori. Dobbiamo combattere per un federalismo vero anche al Pirellone».

Quali strategie adottare per convincere gli imprenditori a rientrare?
«Noi riteniamo che sia ipocrita pensare di poter far rientrare chi è all’estero con dei voucher. All’estero non abbiamo solo ricercatori del pubblico ma anche del privato, dell’industria. Gente che guadagna molto e non rientra senza un progetto di investimento. Bisogna fare invece fare delle leggi in modo che chi fa impresa all’estero possa farlo in Italia. Si deve far crescere il sistema industriale, puntare sulle innovazioni. Forse l’unica iniziativa intelligente è quella del Comune di Milano che ha stanziato dei fondi per far partire delle start up».

Expo 2015 può essere una grande opportunità…
«Certo. Abbiamo lanciato una campagna per attrarre i discendenti italici all’estero, creando una Casa degli italiani nel Mondo. Da fare in Lombardia e replicare sull’intero territorio nazionale. Se vogliamo che l’Expo abbia successo è giusto attrarre i cinesi ma è altrettanto più vantaggioso attrarre le comunità degli italiani all’estero».

stefania.consenti@ilgiorno.net

Fonte: www.ilgiorno.it

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martedì 28 Gennaio, 2020