Artisti italiani per l’EXPO: Claudia Ferraresi — Lombardi nel Mondo

Artisti italiani per l’EXPO: Claudia Ferraresi

Claudia Ferraresi esprime la sua personalità eclettica e versatile ed il suo essere artista in molti settori della cultura: pittrice e critico d’arte, imprenditrice agricola, “Donna del vino” e testimonial, da più di trent’anni, del territorio di Langa e Roero nel mondo, dell’enogastronomia piemontese e della cultura del cibo in senso universale

Claudia Ferraresi è nata nel paese di Santena in provincia di Torino da una famiglia di antiche origini piemontesi. Vive e lavora a La Morra in provincia di Cuneo. Figlia d’arte, respira per ambiente e tradizione culturale l’amore per la pittura. La sua capacità pittorica le viene trasmessa dalla madre Valeria Costamagna, musicista, cantante lirica e pittrice, scomparsa prematuramente quando Claudia era ancora piccola. L’amore per la natura presente nell’opera materna, delicata e lirica continuatrice dell’Ottocento piemontese, rappresenterà la formazione e la spinta interiore che le permetteranno di realizzare già dalla giovane età le sue prime tele. Un ricordo e un patrimonio di memorie, quello di Valeria Costamagna, che l’accompagnerà come una sicurezza costante nelle scelte di vita: l’arte e il ritorno nel ’72 alla casa di famiglia di La Morra, per recuperare le proprie radici, il senso dei luoghi, del paesaggio, della terra e delle colline morbide e avvolgenti come un abbraccio.

Incantata dalle colline, protagoniste centrali della sua poetica, procede lungo tutto il cammino artistico scandagliando emozioni pervase da richiami letterari che, dopo il primo periodo di matrice figurativa classica, scaturiranno dapprima in atmosfere chiariste per giungere poi a una maturità stilistica dominata da un segno più geometrico e spaziale, espressione di due allegorie: la terra e il cielo, contenitori di passato e di presente, realtà, sogno e memoria.

Terminati gli studi artistici Claudia inizia la sua attività espositiva che la porterà ininterrottamente in giro per l’Italia e all’estero. Le sue mostre collettive e personali sono state recensite dalle più prestigiose firme della critica e della letteratura, da Carlo Giulio Argan a Luigi Carluccio, da Marziano Bernardi a Paolo Levi. Le esposizioni personali da lei realizzate all’estero sono state: 1966: Museo d’Arte Moderna, Lubiana (CROAZIA); 1973: rassegna internazionale al Museo d’Arte Moderna, Dubrovnik (IUGOSLAVIA); 1974: personale itinerante a Parigi (FRANCIA), Biarritz (FRANCIA) e in Florida (USA); 1975: Museo d’Arte Moderna, Lubiana (IUGOSLAVIA); 1976: mostra itinerante a Bruxelles per i 25 anni di regno di Re Baldovino; 1986: Istituto Italiano di Cultura, Comune di Bobblingere, Stoccarda (GERMANIA); 1987: Castello Bumpliz, Berna (SVIZZERA).

La ricerca artistica di Claudia Ferraresi si allarga attraverso sperimentazioni applicate nei diversi settori dell’arte visiva, sempre legate al tema della terra e delle radici. In questo senso l’artista realizza, dagli anni ’80 in avanti: le cartelle di quattro litografie “Vigna, vite, vino, vita”, utilizzate come etichette d’artista per bottiglie di vini pregiati e grappe Rocche Costamagna; la litografia per “Progetto Scala”, occasione nella quale il Teatro La Scala di Milano concede il proprio marchio per la realizzazione di duemila etichette di bottiglie di Barolo della Rocche Costamagna; un video d’autore intitolato “L’ambiente come segno dell’uomo”, con la collaborazione di Luigi Pratesi e Vanzina; la copertina di un long plain, un’“automobile-opera” con il cruscotto serigrafato; una serie di “pelliccie–quadro” create ricollegandosi ad alcune avanguardie e anticipando nel contempo significative tendenze attuali di art wear, realizzate a quattro mani con Giuliana Dacasto, interpretano con un linguaggio astratto-concreto i colori dei paesaggi di Langa e sono presentate in passerella come performance da attrici famose, quali Sylva Koscina e Barbara Bouchet.

La personalità artistica e lo spirito eclettico di Claudia saranno determinanti per creare nel 1976 la “Ca’ dj’ Amis”, con sede nel Comune di La Morra in provincia di Cuneo. L’associazione culturale da lei fondata propone una lettura del Piemonte visto nei suoi diversi aspetti: dall’arte locale alla piccola storia, dalle minoranze alla cultura enogastronomica della Langa fino al recupero delle “eccellenze” viste come vere e proprie risorse turistiche e culturali.

L’associazione ha ricevuto nel 1996 il Premio de l’ “Association des Industries Hotelieres Monegasques” per l’intercollaborazione culturale, consegnatole dallo Sporting Club di Montecarlo, inoltre, nel perseguimento dei propri fini sociali, l’associazione ha creato nel 1990 “I ristoranti della tavolozza”, una rete di ristoranti, locande, agriturismi, vinerie e pizzerie presente in molte regioni d’Italia, negli Stati Uniti, in Francia e nel Principato di Monaco. Con i Ristoranti della tavolozza Claudia sperimenta e traduce con stile personale le possibilità della “Food Art”, da lei riproposta con un linguaggio e una ricerca totalmente inedita, svincolata dalle post avanguardie e dalle attuali rivisitazioni proposte da alcuni artisti contemporanei.

Claudia Ferraresi ha istituito il riconoscimento “La Ciao d’la Ca” consegnato annualmente a quelle personalità del mondo della cultura, della scienza e dell’arte che hanno contribuito a portare alla giusta attenzione la terra: tra gli altri, Piero Angela, Roberto Antonetto, Giovanni Arpino, Alberto Bevilacqua, Luigi Firpo, Massimo Gramellini, Primo Levi, Ottavio Missoni. Con lo stilista Claudia Ferraresi ha allestito nel 1982 una personale nella sede della “Ca’ dj’ Amis”, occasione di uno scambio di opere dedicate.

L’artista durante la sua carriera ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra i più significativi ricordiamo: il “Panda d’Oro” del WWF; il titolo di “Gran Maestro Paisan Vignaiolo”, fino a quel momento riservato solo a presenze maschili; il premio “San Giovanni – Citta di Torino” e quello della “Gondola d’Oro” assegnatole a Venezia; il “The One” ritirato a Milano, premio che viene assegnato come riconoscimento alla carriera di personaggi illustri.

 

L’Intervista

1) Cultura ed enogastronomia rappresentano da sempre elementi importanti per la valorizzazione del territorio oltre che componenti strategiche per il settore turistico. Dalle sue esperienze e conoscenze in che modo queste possono essere evidenziate per l’occasione di Expo?

Da diversi anni l’enogastronomia è utile sia alla conoscenza che alla valorizzazione del territorio italiano, un Paese che si contraddistingue grazie alle suggestioni legate al buon cibo e al buon vino. Di recente è stata riportata l’attenzione su altre componenti, non meno importanti, quali la cultura, i beni storico-artistici, la storia dei costumi e delle tradizioni locali, che connotano e raccontano i singoli territori nella loro completezza. Si è scoperto come sia basilare l’intreccio dell’insieme di questi elementi per accrescere strategicamente il valore di un territorio in termini turistici senza tralasciare la considerazione delle attuali difficoltà del comparto in un contesto di difficoltà economiche generali. Le nostre regioni, ognuna con le proprie peculiarità e caratteristiche distintive, sanno offrire svariate opportunità. Particolarità locali e unicità territoriali legate in rete, itinerari turistici, paesaggi vitivinicoli e percorsi enogastronomici, come le strade del gusto, dell’olio e del vino, possono contribuire in modo considerevole alla valorizzazione territoriale e alla sua promozione soprattutto in un contesto mondiale come quello prossimo del 2015. Voglio ricordare, tra l’altro, la presentazione della Candidatura UNESCO 2014 da parte dei paesaggi vinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato. La sinergia dell’offerta culturale, eno-gastronomica e ricettiva, associata alla realizzazione di eventi locali che saranno realizzati con l’occasione di Expo 2015, può davvero rappresentare la carta vincente per la valorizzazione dei singoli territori. Non bisogna dimenticare di come, in un contesto globalizzato e caratterizzato da una forte concorrenza fra i vari Paesi, la cultura dell’accoglienza diventa sempre più fondamentale e le esigenze del turista che visita il territorio italiano devono essere tenute maggiormente in considerazione. E’ importante offrire insieme alla grande enogastronomia italiana anche manifestazioni culturali, mostre, monumenti visitabili, paesaggi integri, all’altezza dell’evento mondiale. Queste devono essere, a mio avviso, le idee principali da sviluppare in previsione del 2015.

 

2) La dieta mediterranea, inserita nel 2010 dall’Unesco nella lista del Patrimonio Culturale immateriale dell’Umanità, è riconosciuta in tutto il mondo per le sue innumerevoli qualità. Il tema alimentare sta riscuotendo un interesse sempre più crescente, anche in considerazione dell’Evento mondiale che sta per arrivare e che metterà a confronto i modelli agricoli degli Stati partecipanti. Qual è il suo giudizio in merito ad una sana ed equilibrata alimentazione?

La “dieta mediterranea” è molto diffusa nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo in particolar modo in Italia. È riconosciuta come una tipologia di alimentazione tra le più sane esistenti al mondo e per i suoi innumerevoli benefici che apporta alla salute di coloro che la seguono oltre che per la capacità di prevenzione dell’insorgenza di alcune patologie e disturbi nocivi al benessere degli individui. Con queste premesse la dieta mediterranea può assumere un ruolo davvero importante per l’occasione dell’evento del 2015 riaffermando al mondo intero che l’alimentazione offerta dalla nazione è l’autentico “albero della vita”. Scelte ragionate e sempre più consapevoli sono diventate oggi necessarie in maggiore misura rispetto al passato e queste possono derivare soltanto da una corretta informazione e da una educazione alimentare ad iniziare da quella impartita nelle scuole. Varietà e stagionalità degli alimenti, consumi a Km. Zero, utilizzo di materie prime genuine e biologiche, consumo regolare di frutta, verdura ed olio extravergine dalle molteplici e salutari proprietà organolettiche corrisponde a seguire una sana e corretta alimentazione. L’Italia, con la sua cucina tra le più buone e famose a livello internazionale, può vantare numerosi prodotti agro-alimentari tutelati da marchi di qualità, preziosi e unici piatti, gustose tipicità locali tradizionali, dove al piacere del palato è garantito un buon nutrimento oltre che un modello di consumo critico.

 

3) L’evento Vinitaly, svoltosi a Verona dal 22 al 25 marzo, che coinvolge l’intera filiera vitivinicola italiana, e  quello prossimo di Expo 2015 rappresentano importanti occasioni per il settore agricolo. Qual è il suo parere in merito al ruolo della terra e dell’Italian food  in un contesto di crisi economica? Come giudica la notizia della realizzazione da parte di Vinitaly del Padiglione del vino italiano ad Expo 2015 annunciata dal Ministero delle politiche agricoli alimentari forestali, Maurizio Martina, durante la manifestazione fieristica?

Tutte le fiere del settore vinicolo di portata internazionale come Vinitaly a Verona, Vinexpo a Bordeaux, o la Prowein a Dusseldorf, si pongono come obiettivo principale quello di far conoscere e promuovere le produzioni vitivinicole. Bisogna ricordare che i vini italiani si contraddistinguono per una qualità molto elevata e testimoniata dai numerosi riconoscimenti internazionali ricevuti. Le produzioni vinicole, insieme a quelle gastronomiche, rappresentano un fiore all’occhiello nella tradizione enogastronomica del Paese oltre che una voce economica di riguardo per molti operatori del comparto anche grazie agli introiti derivanti dalle esportazioni delle produzioni agroalimentari. In questi ultimi tempi si è assistito ad un ritorno alla terra rivalutando in tal modo l’importanza del settore agricolo in un contesto economico di crisi generale, settore che, se ben tenuto in considerazione, potrebbe divenire per molti giovani un potenziale sbocco per l’assorbimento di occupazione e stimolo per la nascita di nuova imprenditoria soprattutto quella adibita alle attività correlate all’agricoltura come quelle agrituristiche. Il nostro Paese ha grandi possibilità in questo senso e l’evento mondiale ormai prossimo che pone l’agricoltura al centro del dibattito internazionale può servire a ribadirlo. Il padiglione dedicato al vino ad Expo 2015, di recente intenzione, è un’importante iniziativa che ben si colloca nel contesto di valorizzazione dell’enologia italiana finalizzato a mostrare ai visitatori di tutto il mondo le nostre eccellenze vinicole oltre che motivo e spunto di crescita economica.

 

4) Può illustrarci il nuovo progetto che sarà realizzato dall’Associazione “I Ristoranti della tavolozza – Custodi del Territorio – Italian Tradition’s Guardians” in previsione della manifestazione Expo 2015 e che sarà presentato il 9 giugno in occasione della XVIII edizione del Salone del libro enogastronomico e di territorio?

In previsione della manifestazione Expo 2015, l’associazione “Ristoranti della Tavolozza – Custodi del territorio” sta realizzando un nuovo progetto che riguarderà: la selezione e l’adesione dei Ristoranti dell’area delle Alpi del Mare, compresi nel territorio tra la costa e l’entroterra della Liguria di Ponente e il basso Piemonte, nelle province di Cuneo, Imperia e Savona; la pubblicazione di un volume con l’elenco dei ristoranti aderenti; la costituzione di un portale dedicato ai ristoranti delle Alpi del Mare. Tra gli obiettivi del progetto vi è quello di estendere l’esperienza dei ristoranti, intesi come veri e propri uffici turistici, luoghi dove fornire informazioni e valorizzare i prodotti locali sostenendo tutto il sistema dell’accoglienza e garantendo ai turisti uno standard di alta qualità. I turisti potranno ricevere indicazioni su luoghi, monumenti, eventi in programma, ricevendo gratuitamente materiale turistico al fine di visitare e scoprire il territorio. I locali aderenti diventeranno luoghi di incontro e socializzazione, anche attraverso la realizzazione di iniziative letterarie ed artistiche, presentazioni di libri, mostre e serate a tema. Il percorso culturale dell’Associazione ha dato visibilità e valore a chi crede nella propria terra creando nello stesso tempo anche un indotto economico e turistico di grande interesse. La cucina e i ristoranti non sono soltanto luoghi dove è possibile mangiare bene, ma sono moderni strumenti per la valorizzazione del territorio, della sua cultura, della sua tradizione e dei suoi personaggi. Nelle cucine dei ristoranti le memorie e i prodotti del territorio sono presentati con innovazione e creatività ed intrecciate al turismo ed alla circolazione dei saperi e delle conoscenze. Il ristorante diventa cosi il luogo in cui passato, presente e futuro si incontrano e determinano l’identità culturale e sociale del territorio. Partendo da questa premessa e dalla considerazione che oggi in cucina l’utilizzo dei prodotti del territorio si è imposto con merito e con successo in tutto il settore della ristorazione, l’associazione si pone ora obiettivi nuovi ed ancora più ambiziosi. Per il 2014 intendiamo affrontare il tema dell’accoglienza turistica anche e soprattutto in previsione del grande appuntamento dell’Expo 2015 di Milano, dedicato proprio all’alimentazione. Il terreno di sfida e di impegno per tutti gli aderenti al sodalizio sarà nei prossimi mesi quello dell’accoglienza, della custodia e della conservazione del territorio nella sua dimensione più ampia, culturale, sociale ed economica. Per questo motivo a tutti gli aderenti alla nostra associazione proporremo l’adozione del decalogo dell’accoglienza. Il Decalogo dell’Accoglienza nasce dall’esigenza di garantire al cliente un’esperienza unica, da ricordare e da raccontare. La sua adozione e certificazione rappresenterà per gli ospiti una garanzia della professionalità e della qualità del servizio offerto. Per il cliente, infatti, la percezione della qualità dell’accoglienza è rappresentata dalla somma di elementi diversi perché la clientela oggi è sempre più frammentata e disomogenea. Per questo motivo la struttura ricettiva deve caratterizzarsi per la cordialità, ospitalità e la presenza di elementi di “atmosfera”. Ecco il decalogo che proponiamo a tutti gli aderenti a” I ristoranti della Tavolozza”:

  1. Un sorriso per tutti

  2. Tutti i riguardi per rendere sempre ospitale la sosta a tavola

  3. Lo stile del particolare per far sentire il cliente a casa propria

  4. La buona cucina insieme alla ricerca delle materie prime del territorio

  5. Attenzione alla cucina della tradizione e alla stagionalità

  6. Gradire i gruppi famigliari e i bambini

  7. Diventare promotori turistici favorendo la conoscenza delle caratteristiche ambientali, artistiche e storiche circostanti il proprio locale, la provincia, la regione.

  8. Fare in modo che “il locale del convivio” diventi “luogo dell’anima”

  9. Il “convivio” sostituisca il pasto

  10. Significativo resti il gesto di benvenuto per conquistare con la simpatia ed il giusto rapporto qualità-prezzo, il ritorno del cliente.

     

L’adozione del Decalogo dell’accoglienza distinguerà quei ristoranti che rispondono a caratteristiche particolari per l’ambiente accogliente e per la cucina, che difende la stagionalità utilizzando i migliori prodotti del proprio territorio. Non solo ottimi chef, ma autentici testimoni delle produzioni locali. Non solo sana agricoltura a chilometro zero, ma dispensatori di informazioni sulle peculiarità storico-artistico-ambientali dei luoghi dove operano.

Per quanto riguarda la manifestazione Expo 2015 di Milano, l’associazione piemontese parteciperà all’evento con alcuni consorzi di prodotto, mostrando ai visitatori i prodotti del territorio, i sapori, le bellezze e la cultura italiana. Regione Piemonte e Regione Liguria saranno presenti nel Padiglione Italia con spazi espositivi e di rappresentanza durante i sei mesi dell’Esposizione Universale.

A cura di Christian Flammia


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