“Cuba 24 Horas”: una terra svelata dagli scatti di Roberto R. Franchi — Lombardi nel Mondo

“Cuba 24 Horas”: una terra svelata dagli scatti di Roberto R. Franchi

“Cuba 24 Horas” è la narrazione fotografica di una giornata cubana, svuotata degli stereotipi occidentali. Il progetto abbraccia il lavoro raccolto attraverso vari anni e molti viaggi con il non facile intento di raccontare l’emozione che ogni attimo di una giornata cubana sa dare.

MILANO- È stato presentato il 20 settembre scorso, alla Casa delle culture del mondo di Milano, “Cuba 24 Horas”, il libro fotografico di Roberto R. Franchi, edito da HW News.

“Cuba 24 Horas” è la narrazione fotografica di una giornata cubana, svuotata degli stereotipi occidentali. Il progetto abbraccia il lavoro raccolto attraverso vari anni e molti viaggi con il non facile intento di raccontare l’emozione che ogni attimo di una giornata cubana sa dare. Una giornata che ha inizio con l’alba dorata del celeberrimo malecon, il lungomare simbolo della capitale e che, lentamente, si spegne verso oriente, nella città di Santiago de Cuba, a pochi chilometri dal santuario della Virgen del Cobre.

Come scrive il giornalista e scrittore Maurizio Chierici, autore della prefazione del libro, “I ricordi di un fotografo diventano il racconto di tutti: insegue abitudini e facce che i viaggiatori frettolosi disperdono nei vecchi pensieri”.

Gli fa eco Bruno Rossi, per il quale “Le immagini raccolte in questo libro riguardano Cuba e vedono, appunto, un’altra Cuba, nascosta al viaggiatore frettoloso. Di questa scoperta non fa un manifesto gridato: non per la politica, che pure intesse da mezzo secolo quest’isola, e nemmeno per l’estetica, almeno nei suoi canoni consueti. Segue, semmai, in onestà estrema, la fedeltà al vero. La commozione (anche non cercata) che le immagini trasmettono è una simpatia profonda per questa gente e questa terra”.

Roberto R. Franchi nasce a Palermo e, dopo aver frequentato la facoltà di filosofia, diviene editore, regista e fotografo. L’antropologia culturale è in particolare la chiave della sua ricerca: è autore di reportage da Algeria, Messico, Niger, Burkina Faso, Togo, Benin e Ghana, in particolare focalizzati sui sincretismi religiosi e culturali; del film documentario “Cercando la grande Acqua”, sulle esplorazioni geografiche italiane nel Corno d’Africa di fine ‘800, e di “Gods’ Theaters”, un percorso tra voudou e ibridazione religiosa e artistica in Benin; e del reportage sul popolo Sherpa del Khumbu in Nepal che diviene una mostra dal titolo “Breathing Himalaya”, realizzata con EVK2 CNR. Attualmente lavora ad un progetto ipermediale sulla figura femminile nelle culture nomadiche.

Fonte: (aise)

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