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Atteso un milione di cinesi per l’Expo 2015 — Lombardi nel Mondo

Atteso un milione di cinesi per l’Expo 2015

Prima tappa di presentazione in Asia. Pechino a Milano con 3 padiglioni ha già investito 60 milioni di euro

PECHINO L’Italia farà uno sforzo straordinario per avere un milione di visitatori cinesi durante i sei mesi dell’Esposizione Universale di Milano per l’anno 2015. Ha esordito così il viceministro degli Esteri Marta Dassù nella sua due giorni pechinese tra il corpo diplomatico italiano (presenti tutti i consoli nel Paese del Dragone), la comunità d’affari italiana in Cina, autorità e tour operator locali, in compagnia dell’amministratore delegato dell’Expo Giuseppe Sala. La Cina è la prima delle tre tappe asiatiche, insieme a Giappone e Corea del Sud. La posta in gioco è alta e le opportunità da cogliere per l’Italia non sono da meno. Mancano ancora oltre 600 giorni all’Expo2015, ma molte delle partite importanti si giocano adesso e proprio nel continente asiatico, in primis in Cina, ultimo Paese ad avere ospitato un’Expo. «I cinesi conoscono molto bene cosa significa un’Esposizione universale», ha affermato Sala, «Questo per noi è un vantaggio da sfruttare se vogliamo un’edizione di successo». Da parte sua, Pechino si è già mobilitata con un investimento di 60 milioni di euro e sarà presente a Milano con tre padiglioni: uno nazionale (4.600 metri quadri), un altro corporate con l’azienda Vanke e un altro ancora che si chiamerà China Enterprise Joint Pavilion. Al momento inoltre hanno aderito all’Expo 10 province cinesi e altre otto dovrebbero unirsi a breve. Servirà un impegno non di poco conto per la rete diplomatica italiana. Nel 2012 sono stati rilasciati oltre 285mila visti e nel primo semestre del 2013 se ne contano già più di 157mila. A breve l’Italia aprirà un consolato a Chongqing e sarà rafforzato il personale in ambasciata. Sala ha affermato che per l’Expo si stimano circa 20 milioni di visitatori, di cui 13-14 dall’Italia e 6-8 dall’estero (3-4 dall’Europa e 3-4 Extra Ue). Tutti questi numeri dovrebbero portare un giro d’affari di 4.8 miliardi di euro. Ad oggi hanno aderito all’Expo 131 Paesi e, per quanto riguarda l’area, ci sono già 60 padiglioni autofinanziati (contro i 45 di Shanghai), 9 cluster (o aree tematiche), 10 spazi corporate e oltre 30 spazi per eventi. «L’Expo è una grande occasione per attirare investimenti cinesi. Il tema Nutrire il Pianeta. Energia per la vita rispecchia le forze del sistema produttivo italiano e va incontro alle esigenze dei Paesi emergenti», ha sottlineato la Dassù, «La Cina è un Paese cruciale e l’Expo costituirà una grande opportunità per tutta la nostra economia. Starà al Sistema Italia non farsi sfuggire questa occasione».

fonte: l’arena

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