Tori italiani in Cina: i cinesi apprezzano la razza Piemontese — Lombardi nel Mondo

Tori italiani in Cina: i cinesi apprezzano la razza Piemontese

L’introduzione di questa razza in Cina è il frutto di un accordo di collaborazione scientifica e tecnologica fra il dipartimento di Scienze zootecniche dell’Università di Torino, l’Associazione di allevatori di bovini di razza Piemontes, e l’institute of Animal science di Pechino.

Nei giorni scorsi una nota di agenzia, ripresa da notiziari e riviste, nonché da qualche quotidiano, ha parlato di un accordo internazionale fra Italia e Cina per la fornitura di materiale seminale bovino italiano; grazie a questo accordo la qualità dei tori italiani avrà modo di essere apprezzata dagli allevatori cinesi. A questo riguardo è necessario, tuttavia, fare sapere ai lettori che in realtà i Cinesi conoscono ed apprezzano da oltre venti anni una razza bovina italiana, ormai nota in tutto il mondo: la razza Piemontese.

L’introduzione di questa razza in Cina è il frutto di un accordo di collaborazione scientifica e tecnologica fra il Cnr, il dipartimento di Scienze zootecniche (in origine istituto di Zootecnica generale) dell’Università di Torino, l’Anaborapi (Associazione di allevatori di bovini di razza Piemontese), l’institute of Animal science della Chinese academy for Agricultural sciences di Pechino.

L’inizio di tale collaborazione risale al 1984; nel 1986 vennero inviate in Cina circa duemila dosi di seme da tori di razza Piemontese e Chianina al Centro di F.A. di Nanyang (Henan); dopo i buoni risultati ottenuti dall’incrocio tra le razze italiane e la Yellow cinese venne scelta la Piemontese. Nel 1989 si procedette al trapianto di embrioni e nel 1990 nacquero i primi tre soggetti di razza Piemontese: un maschio e due femmine che costituirono il primo nucleo in purezza con la conseguente produzione locale di seme utilizzato per ottenere meticci da destinare al macello, ma anche soggetti di razza pura e quindi embrioni per la creazione di centri di F.A. in molte Province cinesi . Nel frattempo dall’Italia vennero ancora inviati embrioni e seme fino a quando la comparsa sulla scena della Bse ha bloccato ogni movimento di germoplasma e quindi gli allevatori cinesi dovettero procedere autonomamente.

All’inizio del terzo millennio la razza Piemontese era presente in 12 Province con circa 200 capi di cui un centinaio di tori, ma attualmente le Province interessate sono una ventina. Ogni anno vengono destinati al macello centinaia di migliaia di capi ottenuti dall’incrocio con la razza locale; questi capi permettono una produzione superiore di almeno il 10% a quella dei soggetti locali e la qualità del prodotto è decisamente migliore.

Il 7 novembre u.s. presso il nostro Ministero per gli Affari Esteri è stato celebrato il 30° anniversario del trattato di collaborazione scientifica e tecnologica fra Italia e Cina; alla seduta plenaria del Convegno era presente per la Cina il vice ministro per la Scienza e la Tecnologia Cao Jianlin e per l’Italia il sottosegretario al M.A.E. on. Craxi; a proposito delle ricerche nel settore agricolo è intervenuto il Prof. Baozhong Sun dell’institute of Animal science (Chinese academy for Agricultural sciences) di Pechino, che ha parlato dell’introduzione della Razza Bovina Piemontese in Cina, dei buoni risultati ottenuti e dei programmi di ricerca in atto o proponibili nell’ambito degli accordi di collaborazione tuttora vigenti che, come si è detto, coinvolgono il Cnr, il dipartimento di Scienze zootecniche dell’Università di Torino, l’Assoc. Allev. Bov. R. Piemontese e l’Institute of Animal Science di Pechino .

La situazione può, pertanto, essere considerata buona, ma è in evoluzione per due motivi: il primo riguarda la tendenza in determinati comprensori a sostituire la razza locale con la Piemontese e quindi negli incroci si procede oltre la F1; il secondo concerne la necessità di trasferire alla Piemontese allevata in Cina i miglioramenti genetici ottenuti in Italia nel non breve periodo in cui ha infierito la Bse in Europa, miglioramenti di cui non hanno potuto usufruire gli allevatori cinesi privati per tanti anni di germoplasma importato dall’Italia; per questo scopo è prevista la creazione di un Centro Genetico con relativo Libro genealogico nella Municipalità di Xinye (Henan). A questo fine da parte italiana è stata data ed è assicurata per il futuro l’indispensabile assistenza scientifica e tecnica.

Prof. Attilio Bosticco, già Membro del Comitato di Consulenza per le Scienze Agrarie del Cnr; professore emerito dell’Università di Torino; professore onorario dell’Accademia cinese per le Scienze agrarie; premio speciale del ministero dell’Agricoltura cinese

http://www.newsfood.com/q/b15b85a9/tori-italiani-in-cina/

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