Clonato in Tasmania l’albero più vecchio del mondo — Lombardi nel Mondo

Clonato in Tasmania l’albero più vecchio del mondo

Scienziati della Tasmania, in Australia, hanno clonato artificialmente il piu’ antico fusto di albero conosciuto al mondo per salvarlo dall’infestazione di una letale crittogama.

Scienziati della Tasmania, in Australia, hanno clonato artificialmente il piu’ antico fusto di albero conosciuto al mondo per salvarlo dall’infestazione di una letale crittogama. La pianta, conosciuta come Kings Lomatia, o Lomatia tasmanica, fu scoperta in una remota foresta nel sudovest dell’isola 70 anni da un minatore di stagno e in base alla datazione al carbonio risulta avere 43 mila anni, il che ne farebbe il più vecchio essere vegetale del pianeta.

Da un primo fusto, per clonazione, sono nati altri 500 fusti ma complessivamente si tratta di un unico organismo vivente.

Lo ha detto alla radio Abc la botanica Natalie Tapson dei giardini botanici di stato, che guida il progetto di salvataggio degli arbusti attaccati da una Phytophera allogena. Il fungo, che attacca le radici, si sta infatti diffondendo nella pianura erbosa che circonda l’habitat delle piante millenarie.

“La phytophera prosciuga le piante – spiga Tapson – e la Lomatia e’ molto suscettibile alla disponibilita’ di acqua, se raggiungesse la popolazione esistente, di soli 500 ceppi, la ucciderebbe”. Non solo, la pianta, che vive in un posto mantenuto segreto per evitare che turisti e curiosi possano alterarne gli equilibri, ha un’altra caratteristica che le rende unica: per una ‘stravaganza genetica’ si riproduce da sola per clonazione. Da un tronco principale, spiegano gli scienziati, sono nati per clonazione altri 500 fusti.

Dopo anni di lavoro, gli scienziati sono riusciti ad emulare la natura, clonando con successo la pianta da una coltura di tessuto organico, per creare una popolazione di ‘riserva’ in un’oasi protetta, anch’essa chiusa al pubblico. “Abbiamo circa 20 piante – conclude Tapson – che sono sopravvissute nella coltura per circa otto mesi. Speriamo di poter ricavare da esse sempre piu’ esemplari”. Di questi, per la gioia degli appassionati, alcuni sono stati appena esposti ai giardini botanici Tasmania.

( fonte ANSA – http://www.ansa.it )

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