Come era il Brasile quando fu scoperto — Lombardi nel Mondo

Come era il Brasile quando fu scoperto

Un po’ di Storia di come era il Brasile quando fu scoperto, le tribu indigene tupí-guaraní, caribico e aruaco e le prime motivazioni economiche che portarono i portoghesi a conquistare le terre.

Le enormi estensioni di terra che costituiscono il Brasile di oggi erano popolate all’inizio da piccole tribù che appartenevano ai ceppi linguistici tupí-guaraní, caribico e aruaco (arawak). Gli indigeni disposti lungo il corso del Rio delle

Amazzoni praticavano la pesca e una forma primitiva di agricoltura, mentre gli abitanti della savana vivevano di caccia e di raccolti. Nell’anno 1500, quando vennero avvistate le prime navi portoghesi sulle coste di quello che oggi è lo stato di Bahia di Tutti i Santi, circa 2 milioni di indigeni popolavano il territorio. Con il Trattato di Tordesillas (1494), che divise il mondo non europeo tra Spagna e Portogallo, quest’ultimo si aggiudicò i diritti su queste terre. Navigando in direzione delle Indie, Pedro Alvarez Cabral nel 1500 approdò sulle coste di Bahia e battezzò questa terra con il nome di Isola di Vera Cruz. Tra il 1501 e il 1502, una spedizione navale comandata da Gaspar de Lemos percorse il tratto tra l’attuale Rio Grande e il Rio de la Plata, correggendo l’errore di Cabral che credeva di aver raggiunto un’isola, e i luoghi vennero conosciuti col nome di Terra di Santa Cruz. Questi territori per i portoghesi risultavano molto meno redditizi rispetto all’Africa e all’India. La costa non presentava grandi giacimenti di metalli preziosi ed era abitata da indigeni semisedentari, i Tupí, imparentati con i Guaraní che gli spagnoli avrebbero incontrato in Paraguay. All’inizio, la Corona portoghese pensò a queste terre come una riserva per il commercio degli schiavi o per lo scambio di metalli e di un legno pregiato chiamato pau-brasil. La parte interna della pianta veniva utilizzata per tingere i tessuti di un colore rosso fuoco, e diede il nome definitivo al paese (brasa in portoghese significa “brace”). L’industria del legno, sebbene abbastanza importante, non portò allo sviluppo di grandi città o di elevati volumi di traffico con l’Europa. Sebbene gli indigeni fossero soliti abbattere gli alberi per fare spazio nella foresta, non avevano una tradizione commerciale e non potevano sfruttare il legname su larga scala. I portoghesi introdussero asce e seghe, mentre le strutture commerciali tenevano i tronchi pronti per l’imbarco; le basi per la commercializzazione erano situate sulle isole nell’Oceano Atlantico e anche i primi stanziamenti portoghesi furono fondati sulle isole. Sul continente abitavano pochi portoghesi, per lo più esiliati; in più di una occasione, comunque, si resero utili ai loro conterranei per contrarre alleanze con gli indigeni. Intorno al 1530, i portoghesi furono costretti a interessarsi più da vicino al Brasile. Altri commercianti europei, soprattutto francesi, cominciarono ad affluire, perché i traffici con l’India ristagnavano e i grandi successi della conquista spagnola in altre zone del continente erano al tempo stesso un incentivo e una minaccia. Il re inviò una spedizione, insieme ad un gruppo di coloni, per cacciare i francesi e ristabilire la sua autorità. Risale così al 1532 il primo vero insediamento portoghese, quello di San Vicente, in un’isola vicina a San Paolo.

 

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