Conclusi gli Stati Generali Expo 2015 — Lombardi nel Mondo

Conclusi gli Stati Generali Expo 2015

Teatro gremito come il primo giorno di lavori, atmosfera di grande coinvolgimento, davanti a una platea attenta alle parole di Carlo Petrini, Umberto Veronesi e agli interventi di Guido Podestà, Letizia Moratti e Roberto Formigoni.

Milano, 17 luglio 2009 – Si sono conclusi al teatro Dal Verme gli Stati Generali Expo 2015. Teatro gremito come il primo giorno di lavori, atmosfera di grande coinvolgimento, davanti a una platea conquistata dalle parole di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e dalla proposta di Umberto Veronesi, direttore scientifico dello Ieo, e di Lorenzo Ornaghi, rettore dell’università Cattolica del Sacro Cuore, di dar vita a una “Carta 2015, oltre l’Expo”.

Numerosi anche ieri gli interventi, le proposte, gli impegni nella giornata riservata a operatori, associazionismo, istituzioni. In diretta telefonica il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. A conclusione della giornata, gli interventi di Vicente Gonzales Loscertales, Segretario Generale del Bie (Bureau International des Expositions), Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A, Carlo Sangalli, presidente della CCIAA di Milano, Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, Letizia Moratti, sindaco di Milano e commissario straordinario di Expo 2015, Roberto Formigoni presidente della Regione Lombardia.

Di seguito pubblichiamo la sintesi degli interventi di Vicente Gonzales Loscertales e quello di Lucio Stanca.

 

L’intervento  di Vicente Gonzales Loscertales, Segretario generale del BIE

Non ci saranno ritardi: l’Expo che si terra’ a Milano nel 2015 e’ in orario. Il segretario del Bie, Vicente Gonzales Loscertales ha rassicurato sul progetto di Milano. ”Siamo in tempo – ha detto -, abbiamo l’organizzazione, la volonta’ e il budget”.   Numerosi i motivi che Loscertales ha indicato nel suo intervento per il successo di questa Expo a partire dal tema scelto, nutrire il pianeta, che coinvolge miliardi di persone.

”Non deve essere solo la vetrina di quello che gia’ c’e’ – ha aggiunto – ma una visione”. Certamente pero’ deve avere un suo sito specifico in cui saranno eretti i padiglioni.

 ”Il sito e’ un must – ha aggiunto – ma deve integrarsi con la citta’ e

adattarsi al post Expo”.

Expo è una visione per il futuro dell’umanità, un catalizzatore economico – ha proseguito Loscertales – Expo è anche grande occasione di cambiamento. “Abbiamo la necessità di focalizzare la nostra attenzione sulla legacy morale e economica che andremo a lasciare” ha proseguito. “C’è la necessità di incoraggiare gli organizzatori a creare una piattaforma di interscambio culturale: e  questo è possibile grazie allo sviluppo del tema “Feeding the planet, energy for life”, tema di interesse globale. Traguardo sì di interesse superiore ma profondamente legato ai cittadini. Lo sviluppo di questo tema, la soluzione del problema che stiamo ponendo non può realizzarsi senza una reale e attiva partecipazione dei cittadini”.

 

Il presidente del Bie ha proseguito dichiarando che Il tema di Expo 2015 è un tema che riguarda tutti. Cittadini, aziende ed istituzioni. Il settore privato è un player chiave per sviluppare nuovi progetti grazie anche e soprattutto allo sviluppo della ricerca scientifica. Expo è un’occasione perfetta per le aziende, per i governi, per le professioni, per le organizzazioni non governative affinché possano dare il loro apporto critico alla soluzione dei temi che poniamo.

 

Un altro obiettivo per il successo di Expo 2015 è la partecipazione, ha indicato Loscertales. “La partecipazione è il vero motore del successo di un’expo”. Si parla infatti di numero di partecipanti come metro del successo di un’Expo.

È stata poi posta attenzione alle modalità di questa partecipazione: “Non possiamo pensare di avere visitatori che paghino per vedere qualcosa di vuoto a livello di contenuti o un semplice insieme di padiglioni – ha proseguito Loscertales – Bisogna insistere sulla qualità dell’esposizione. Gli Organizzatori devono compiere un grande sforzo progettuale  per creare un programma di eventi e di contenuti che creino le giuste attrattive”.

 

“Altra Legacy che l’Expo deve lasciare è quella intellettuale, con riguardo particolare ai temi della  cooperazione internazionale. Noi forniamo uno stage per mostrare e far conoscere tali progetti di cooperazione. C’è già un network di cooperazione che abbiamo sviluppato in questi anni di candidatura e che implementeremo ulteriormente.”

 

Altra chiave del successo indicata dal Segretario generaledel BIE sarà il corposo programma  di eventi che dovrà essere costruito. “È necessario un dialogo attraverso il confronto, ma non un confronto solo fra scienziati. Sarebbe sbagliato costruire un’Expo per gli scienziati, poiché altri sono i momenti di incontro della comunità scientifica e gli strumenti che questa usa per comunicare a livello ufficiale: l’Expo è con cittadini, Expo in questo caso è il momento di dialogo fra scienziati e cittadini”.

 

Parlando poi del sito dell’Expo ha poi detto che questo è lo stage del successo e che Expo ha bisogno di un palcoscenico per permettere agli Stati di mostrarsi. “Il sito deve distribuire bene i flussi di arrivo dei visitatori. Sarà necessaria una grande attenzione. Occorrerà  evitare grandi code. Prevediamo 250.000 persone al giorno, saranno dunque necessari i giusti  investimenti per perfezionare la rete di  infrastrutture, trasporto e telecomunicazioni”. “Una grande qualità di spazio urbano integrato con natura e città ripagherà cittadini dei disagi sofferti durante la realizzazione di queste importanti infrastrutture – ha concluso – Il sito dell’Expo sarà una legacy esso stesso. In un’Expo di successo la qualità del sito costituisce la metà del suo successo”.

 

Ultimo punto toccato da Loscertales, la comunicazione. Che costituisce di fatto il modo di promuovere una esposizione universale e la percezione del successo di un’Expo.

Se la comunicazione a livello locale è importante per coinvolgere cittadini, quella internazionale fa la differenza per il coinvolgimento di espositori e visitatori stranieri, ed è dunque una ulteriore  chiave del successo.

 Per finire, Milano ha tutti gi ingredienti per il successo, ha dichiarato Loscertales:

“La sfida è quella di trasformare  l’Expo in un evento che coinvolga i visitatori.

Expo deve mobilitare  le  migliori risorse internazionali, le migliori menti per sviluppare il concetto di questo grande evento. Fare tutto ciò in un periodo di transizione come questo, il più difficile ed economicamente più frustrante, è una grande sfida ma può trasformare la realizzazione di Expo 2015 in un momento di soddisfazione ancor più grande”.

 

 

L’intervento di Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A.

In questi due giorni dedicati all’Expo – ha detto Lucio Stanca – è stata espressa una grande domanda di informazione. La voglia di sapere, di conoscere. E’ emersa anche una grande voglia di partecipare, di contribuire, anche negli aspetti più critici. Tutti hanno espresso la volontà di portare il proprio aiuto a realizzare quello che rappresenta il più grande progetto dei prossimi anni.

Per la società Expo 2015 questi due giorni sono stati il momento dell’ascolto. Anche nei prossimi mesi il dialogo, la cooperazione fra istituzioni pubbliche, fra i cittadini dovrà proseguire. Questo incontro è stato importante perché ha permesso di condividere con voi non solo le idee, ma il metodo. E il metodo seguito in questi due giorni di Stati generali rispecchia la nostra linea, la nostra filosofia. Un metodo che voglio declinare nelle cinque dimensioni di Expo 2015.

Innanzitutto, il tema, che è di grande forza. Tutto ciò che faremo – ha chiarito Stanca – lo faremo per seguire e potenziare la forza del tema: “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Parliamo di nutrizione fisica, come dice Petrini, ma anche di nutrizione intellettuale e morale. Questa è la nostra bussola.

Secondo aspetto, l’innovazione. Questa sarà la prima expo del XXI secolo. Sarà un’esperienza e un percorso culturale insieme. Non più una “fiera”, ma un laboratorio importante non solo per i sei mesi di esposizione, ma che continuerà dopo. Il metro da usare per giudicare l’Expo è quel che lasceremo dopo 31 ottobre 2015. Non solo in termini di infrastrutture, ma il software che lascerà.

Terzo punto,  la società. Donne e uomini – ha proseguito Stanca – si avvarranno delle idee, dei progetti e del lavoro espressi direttamente dalla società. E’ importante ribadirlo: il valore del contributo delle idee dovrà venire dalla comunità milanese e lombarda. Le fabbriche di idee sono fuori, nel sistema, nella cultura. Expo 2015 S.p.A. ha la responsabilità di comporre questo grande mosaico.

Quarto, la dimensione internazionale. Non vogliamo solo puntare ad avere qui chi viene dall’estero. Ma portiamo Milano nel mondo. È il lascito più importante. Soprattutto per l’azione positiva nei paesi in via di sviluppo, per gli aspetti inerenti al tema. Portiamo il nostro lavoro, le nostre metodologie nei paesi che ne hanno bisogno.

Quinto aspetto: contare sulla cooperazione internazionale, e sulla partecipazione di tutti, soprattutto delle imprese private. Expo non è un percorso che si impone, ma che si condivide. Dirò di più, se non abbiamo le persone che abbiano affetto per Expo e addirittura amore, non avremo posto le basi per fare l’evento più importante di questi anni.

Mi sono impegnato – ha concluso Stanca –  a fare un viaggio, e lo voglio fare insieme a voi. Un proverbio africano riassume questa sfida: “Se vogliamo andare veloci dobbiamo partire da soli, ma se vogliamo andare lontano dobbiamo camminare insieme”. Expo andrà lontano. Soprattutto se riusciremo a lavorare uniti nella fiducia di poter realizzare un successo per noi e per tutto il mondo che ci sta intorno.

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento