Contributo Stampa Italiano all’Estero — Lombardi nel Mondo

Contributo Stampa Italiano all’Estero

La stampa italiana all’estero vittima della grande operazione di pulizia intesa a moralizzare il settore degli aiuti di stato all’editoria.

Gli italiani nel mondo interessano fino a un certo punto. Il 25 febbraio 2010 il Senato italiano ha approvato il taglio del 50 percento dei fondi destinati all’editoria all’estero, parte del decreto Milleproroghe. In altre parole, lo Stato italiano non riesce a stanziare più di 3 milioni di euro per questo programma, all’interno di un budget generale attorno agli 800 milioni di euro. E’ ovvio che la mancanza di un sostegno costringerà diverse testate a rivedere i propri programmi, se non addirittura a sospendere le pubblicazioni. Un emendamento al decreto, firmato da tutti i deputati eletti nelle circoscrizioni estere nelle file del partito democratico, PD, oltre all’onorevole Di Biagio del partito della libertà, PdL, ma con l’astensione degli altri colleghi del suo partito, è stato bocciato.

 La loro posizione è stata chiara : non si possono risolvere le problematiche inerenti il finanziamento dei giornali e giornalini delle associazioni no-profit, cooperative, gruppi politici e minoranze linguistiche, a spese della stampa dedicata agli italiani all’estero.

Tecnicamente succede quanto segue : All’articolo aggiuntivo del governo, art.10-sexies, all’art.10-quinquies del cosiddetto Decreto Mille Proroghe si afferma che “per i contributi relativi all’anno 2009, previsti dall’articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990 n. 250, limitatamente ai quotidiani italiani editi e diffusi all’estero, dall’articolo 26 della legge 5 agosto 1981, n. 416, nonché dagli articoli 5, 6 e 7 della legge 30 luglio 1998, n. 281, si applica una riduzione del 50 per cento del contributo complessivo calcolato per ciascun soggetto.”

Per risolvere la questione delle cooperative si combina un disastro nei confronti delle testate all’estero, addirittura con misure di retroattività al 2009, a impegni già ultimati. Un vero schiaffo all’informazione verso gli italiani all’estero, che contano molto sulla disponibilità a tutto campo da parte dell’Italia per continuare a mantenere e trasmettere l’italianità. Questo decreto coinvolge almeno 150 testate ponendo molte persone in difficoltà finanziare con probabili perdite di posto di lavoro. Finora a nulla sono valse le proteste sia dei deputati eletti all’estero sia della stessa stampa coinvolta, e di tutte le forze locali dei vari Paesi che si sono unite loro per protestare contro questo decisione.

I politici sono stati affiancati dal presidente della federazione Unitaria della Stampa Italiana all’Estero, FUSIE, Domenico De Sossi, i cui rappresentanti  più autorevoli – Elena Caprile del “Corriere Canadese” ; Domenico Delli Carpini “America Oggi” ; Domenico Porpiglia “Gente d’Italia” ; Ubaldo La Robina del “Globo”; Marisa Bafile di “La Voce d’Italia” e Silvio  Forza “La Voce del Popolo” – hanno partecipato direttamente o sono stati rappresentati all’assemblea congressuale di Roma del 23-24 marzo 2010, dove hanno incontrato Franco Siddi, segretario generale della Federazione della Stampa Italiana.

Questi tagli immotivati hanno scatenato un putiferio. L’11 marzo 2010 la Commissione Cultura della Camera ha discusso e approvato all’unanimità un parere su un regolamento dell’editoria emanato dal Consiglio dei Ministri, condizionandolo al ripristino dei contributi economici soppressi dal decreto Milleproroghe. L’onorevole Giuseppe Giulietti, portavoce dell’articolo 21, ha ribadito che il parere è moralmente vincolante, e che apre uno spiraglio nella complessa riforma dell’editoria. Il governo potrebbe quindi fare marcia indietro, e ripristinare le condizioni precedenti. Condizioni che dovrebbero essere mantenute inalterate nel tempo, e non condizionate a contingenti situazioni di bilancio.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, on. Paolo Bonaiuti, si è incontrato nei giorni scorsi a Palazzo Chigi, con il capo del Dipartimento Informazione e Editoria, consigliere Elisa Grande e con alcuni rappresentanti dei giornali italiani all’estero, per esaminare le difficoltà del settore.

Il Sottosegretario Paolo Bonaiuti ha rinnovato il suo interessamento, imputato i motivi delle riduzioni create alla crisi economica e chiesto ai rappresentanti dei giornali italiani all’estero di partecipare con proposte innovative alla riforma generale dell’editoria, che sarà avviata immediatamente dopo le elezioni regionali.

Al di là delle rassicurazioni, si apre un capitolo difficile per la stampa italiana all’estero, che ormai sarà  rivista dopo la conclusione delle elezioni regionali indette per il 28 e 29 marzo 2010.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

25 marzo 2010

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