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Acqua, bene comune dalla Patagonia a noi — Lombardi nel Mondo

Acqua, bene comune dalla Patagonia a noi

Si tratta di un progetto per la costruzione entro il 2020 di cinque dighe nella regione di Ayesèn della Patagonia Cilena, di cui due sul fiume Baker e tre sul fiume Pascua, che produrranno in totale 2750 MW, una quantità di energia pari a circa il 20% dell’intera capacità di generazione attualmente installata in Cile

Il 28 aprile, in occasione della visita in Italia della delegazione cilena della campagna Patagonia Senza Dighe (www.patagoniasenzadighe.org), IPSIA e le ACLI promuovono un incontro di riflessione sulla tutela dell’acqua come bene comune, con un approfondimento specifico sul progetto HidroAyesèn, presentato dal consorzio omonimo, composto dai gruppi di Endesa (adesso controllato dal ENEL) e di Colbùn.

 

 

Si tratta di un progetto per la costruzione entro il 2020 di cinque dighe nella regione di Ayesèn della Patagonia Cilena, di cui due sul fiume Baker e tre sul fiume Pascua, che produrranno in totale 2750 MW, una quantità di energia pari a circa il 20% dell’intera capacità di generazione attualmente installata in Cile.

 

A partire dal caso cileno, IPSIA ritiene che la natura di “bene comune” comporta la partecipazione dei cittadini alle decisioni riguardanti il governo dello stesso; la tutela del bene comune e dei diritti da esso derivanti non può avere confini geografici; la valorizzazione ed il rafforzamento del capitale sociale dei migranti all’estero possono costituire uno strumento in più per la promozione dei diritti anche nei territori dei paesi di provenienza.

 

L’incontro, sottolineano Ipsia e Acli, è promosso in vista del referendum del 12 e 13 giugno con l’invito al voto e ad approfondire il tema dell’acqua bene comune in ogni parte del pianeta.

 

Fonte: aise

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