Cuneesi nella Pampa — Lombardi nel Mondo

Cuneesi nella Pampa

Giancarlo Libert è uno studioso dell’emigrazione piemontese che si è dedicato soprattutto alla documentazione delle vicende che la legano all’Argentina, che analizza in chiave moderna.

Dopo i volumi Astigiani nella pampa (Chivasso,Aquattro,2005) e l’Emigrazione  piemontese nel mondo (Chivasso, Aquattro, 2009) Giancarlo Libert, uno dei massimi studiosi del fenomeno migratorio, autore, ormai da molti anni, di ricerche specifiche accompagnate da periodiche visite presso le comunità piemontesi all’estero, si occupa ora in Cuneesi nella pampa (Chivasso,Aquattro,2011, 254 pagine, Euro 24.00 ) della storia e della presenza dei piemontesi originari della provincia di Cuneo in Argentina., la nazione che li ha maggiormente attratti dall’epoca postunitaria.

Come osserva Donato Bosca nella prefazione,”lo stimolo e l’incoraggiamento a lasciare la vita statica dei paesi rurali del Piemonte, priva di reali prospettive di miglioramento,  veniva soprattutto dall’esempio e dalle lettere di coloro che avevano attraversato l’Atlantico. Accanto alle forze espulsive, originate dalle situazioni che spingevano la gente ad abbandonare i paesi di quella che Beppe Fenoglio chiamò terra della malora, occorre considerare le forze attrattive che richiamavano un sempre maggior numero di emigranti in America”. Forze che consistevano essenzialmente nella fiducia di trovare oltreoceano migliori condizioni di vita, le lettere di emigranti che mandavano denaro per aiutare parenti e amici a emigrare assicurandoli sulle possibilità di guadagno, le attività di propaganda delle compagnie di navigazione, il rapido sviluppo di comunità di italiani immigrati in America. Come sottolinea Libert, l’Argentina era vista come il paese di cuccagna, la mitica “Merica”, dove la terra pareva abbondante e la fortuna a portata di mano. La febbre migratoria, nella’rco di pochi decenni,  percorse le campagne cuneesi, in particolare la pianura, ma anche la collina e, in misura minore, la montagna.

Anche se l’emigrazione, soprattutto temporanea, dalle terre cuneesi verso la Francia è attestata fin dal Cinquecento, il fenomeno si sviluppa fortemente , con mete soprattutto americane, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, a seguito della recessione agricola che aveva colpito le campagne italiane ed europee. Tra il 1876 e il 1880 furono 43mila i cuneesi emigrati, 73mila nel 1881-1885, 68mila nel 1886-1890, 75mila nel 1891-1895, per poi calare leggermente, attestandosi, fino al 1925, su una media annua di 8mila. Inizialmente le partenze avvennero specie dal circondario di Saluzzo, poi a seguito della crisi vinicola, anche dal Roero e dalle Langhe.

Fra i tanti colonizzatori delle terre argentine, Libert ricorda la famiglia Lanteri, originaria di Briga Alta, a cui si deve l’introduzione dei primi concimi e sementi selezionate, dei distributori di nafta e del primo deposito di carburanti per auto e aerei. L’autore sottolinea anche il di tanti originari della provincia di Cuneo che in Argentina operarono in ambito sociale e assistenziale come i missionari salesiani ( mons. Giacomo Costamagna di Caramagna, padre Renato Cavallo di Neive), valenti medici (Carlo Rabellini di Cortemilia, Michelle Trucco di Montà d’Alba) e farmacisti (Giovanni Craveri di Villanova Solaro) ; tra coloro che fecero fortuna in altri settori, l’impresario edile Stefano Tomatis di Magliano Alpi, i commercianti Pasquale Toso di Canale d’Alba e Biagio Gallo di Bene Vagienna).

Il volume, corredato da una ricca iconografia a colori e in bianco-nero, si chiude con la pubblicazione di una serie di documenti ( fra cui una memoria del 1914 del prof. Carlos Girola sull’allevamento del bestiame e l’agricoltura in Argentina  e una di Pietro Delvecchio del Comizio agrario di Mondovì del 1871 sull’emigrazione dalla campagna), i dettagliati dati statistici e i preziosi indici dei nomi e delle località, a cura di Pietro Uscello.

Fonte : Franzo Zampicini in Le Colline di Pavese.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

17 maggio 2012

 

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