10 Dicembre: 63° della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani — Lombardi nel Mondo

10 Dicembre: 63° della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Approvata nel 1948, la Dichiarazione Universale ha permesso di creare una piattaforma internazionale per riaffermare la centralità della persona come condizione necessaria per la pace e lo sviluppo dei popoli. Il documento rappresenta ancor oggi un punto di riferimento per qualunque azione di promozione e protezione dei diritti umani

Roma – Si sono celebrati sabato, 10 dicembre, insieme il 63° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Giornata Internazionale dei Diritti Umani.

Approvata nel 1948, la Dichiarazione Universale ha permesso di creare una piattaforma internazionale per riaffermare la centralità della persona come condizione necessaria per la pace e lo sviluppo dei popoli. Il documento rappresenta ancor oggi un punto di riferimento per qualunque azione di promozione e protezione dei diritti umani.

L’Italia ha aderito alle celebrazioni della Giornata Internazionale, “nella convinzione che si tratti di un’occasione preziosa per ribadire la centralità della persona, la tutela dei suoi diritti fondamentali e l’impegno di quanti, in Italia e nel mondo, sono impegnati a promuovere questi valori fondamentali”, si legge in una nota della Farnesina.

“Da sempre in prima linea nella protezione e promozione dei Diritti Umani, il nostro Paese svolge in questo settore un’azione particolarmente intensa in ambito multilaterale, sia presso l’Unione Europea che in seno alle Nazioni Unite”, prosegue la nota. “L’impegno italiano si articola su vari fronti e si sviluppa secondo priorità definite dal Parlamento. Tra queste, oltre all’importante battaglia condotta contro la pena di morte, vanno ricordate la tutela delle minoranze, la difesa della libertà di religione, la protezione dei diritti del fanciullo e della donna, con particolare riguardo all’importante campagna – fortemente sostenuta dall’Italia – contro le mutilazioni genitali femminili”.

Fonte: aise

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