“Darkroom”, il nuovo film di Dino Viani — Lombardi nel Mondo

“Darkroom”, il nuovo film di Dino Viani

Esce la nuova pellicola di un regista il cui nome, per tutti coloro che si interessano di emigrazione italiana nel mondo, è legato a doppio filo al cortometraggio “Desarraigo”, ambientato in Argentina. “Darkroom” è un’altra opera di carattere sociale.

Per tutti coloro che si interessno di emigrazione italiana nel mondo, il nome di Dino Viani è legato al cortometraggio “Desarraigo”, che spiega lo zio del regista realmente emigrato in Argentina. Commentoava lo stesso regista a proposito di questa opera: “E’ come quando sradichi un albero di ulivo e lo pianti nelle Pampas: non c’entra nulla, però ci vive! E’ così che si sentono molti italiani emigrati in Argentina oggi, sta allo Stato e a noi tutti creare l'”uliveto”…per non farli più sentire desarraigo”

 

In questi giorni è uscito il nuovo film di Viani che si sviluppa in un’atmosfera completamente diversa. Girato in una casa di riposo di Alanno (Pescara) il suo titolo è Darkroom..


“Darkroom” è una metafora. Non è tanto un film sulla condizione esistenziale degli anziani, sulla loro solitudine; è piuttosto una luce accesa sulla loro capacità di sognare ancora, nonostante le difficoltà.


Girato a “Villa Aurora” di Alanno, “Darkroom” è ambientato nella notte del 12 dicembre quando, come ogni anno, il paese si appresta a rievocare la festa in onore di Santa Lucia (la pastorella). Per tutta la notte una processione di musicanti, sfidando il freddo e le intemperie, vaga di casa in casa intonando proprio “La pastorella”. Dalla piccola casa di riposo “Villa Aurora“ gli anziani ospiti, impazienti come bambini che attendono la Befana, aspettano che i musicanti vadano a far loro visita. Quel momento li farà sentire meno lontani dal paese vicino e, per un attimo, grazie ai canti e alla musica, ritorneranno con i ricordi a una giovinezza ormai lontana.


Nel film di Dino Viani – commenta il fotografo Attilio Gavini – si parla di «persone abbandonate. Abbandonate bene, in una casa di riposo. Attorno il mondo festeggia i suoi stanchi riti, sotto un cielo che piange le lacrime di una pioggia. Sono lacrime pure nostre. Ci siamo noi in quelle immagini, corpi che vagano in uno spazio oramai vuoto di amore. Vuoti a perdere. Ma lo sguardo del regista accarezza queste persone rottamate. Io ho visto molte cose ambientate in luoghi simili – conclude Gavini –, ma le immagini di Darkroom sono speciali».


«Pochissime scene da film – sottolinea anche Paolo Dell’Elce, direttore artistico del Museo abruzzese della fotografia di Città Sant’Angelo – mi hanno commosso come l’ultima inquadratura del volto della donna che si assopisce. Altre due appartengono alla filmografia di Dino: quella del nonno in silenzio che attende ansante il figlio per abbracciarlo e quella dell’anziana coppia di Spoltore che guarda alla finestra. E la successiva dissolvenza nel volo delle rondini. Sono altissimi momenti di cinema e di sensibilità estetica ed etica. Quel cinema di poesia vagheggiato da Pasolini penso che abbia trovato in Dino uno dei suoi più sensibili interpreti».


Il film è stato girato in pochi giorni all’interno della casa di riposo di Alanno. «Ho deciso di agire in questa maniera – racconta Dino Viani –, e con la massima discrezione, soprattutto per rispetto degli ospiti dell’istituto. Il film è nato da un’idea. Non ho scritto nessuna sceneggiatura per il semplice fatto che le persone che compaiono nel film non hanno recitato, ma solamente rappresentato loro stessi. Un film nasce sempre così, almeno per me: dall’immagine che la macchina da presa mi restituisce di quello che vedo. Poi c’è il montaggio, poi la nascita».


 “Darkroom”, girato, montato e diretto da Viani e prodotto dalla “Stimmung film”, è stato interpretato da Giovanni Bucci, Pina Ciarelli, Anna Parbuoni, Alessandro Setta e dagli ospiti di “Villa Aurora”.


Dino Viani, regista, fotografo, ha iniziato la sua attività artistica nel 1986 con il documentario “Ari mon amour”. E’ del 1989 il primo lungometraggio, “Il generale”, dedicato alle gesta di un brigante abruzzese vissuto nel 1861. Ha diviso la sua attività tra il cinema e la fotografia. Le sue opere fotografiche sono state esposte in numerose mostre di rilievo in Italia e all’estero. Tra le opere cinematografiche figurano collaborazioni con lo scrittore argentino Mempo Giardinelli per il lungometraggio “Il cielo con le mani”. Ha girato documentari in Argentina, come “Desarraigo” e “Feliz Navidad”. Tra le opere anche “Storie di terra”, film dedicato agli ultimi contadini rimasti a lavorare la terra.

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