Vivere a Salvador de Bahia — Lombardi nel Mondo

Vivere a Salvador de Bahia

Pierluigi Guerini nato a Pandino, in provincia di Cremona, 44 anni fa, non tornerebbe in Italia. Laureato alla Bocconi ha realizzato il suo sogno gestendo un Hotel. Ormai il Brasile lo conosce bene. Ha cominciato a frequentarlo nove anni fa, anche se ha trasferito lì la sua residenza solo cinque anni fa

Pierluigi Guerini nato a Pandino, in provincia di Cremona, 44 anni fa, non tornerebbe in Italia. Laureato alla Bocconi ha realizzato il suo sogno pariré un Hotel. Ormai il Brasile lo conosce bene. Ha cominciato a frequentarlo nove anni fa, anche se ha trasferito lì la sua residenza solo cinque anni fa.

 

 

 

 “Il Brasile assomiglia a un bambino che sta crescendo molto ed in fretta, ma senza studiare  ed essere educato. Rischia così di diventare troppo grasso e non sapere cosa fare quando sarà grande”.

E’ così che Pierluigi Guerini, ideatore, socio e amministratore dell’ HOTEL COCOON  (vedi sito Internet) a Salvador vede il Paese del Carnevale. Ormai il Brasile lo conosce bene. Ha cominciato a frequentarlo nove anni fa, anche se ha trasferito lì la sua residenza solo cinque anni fa. E’ in grado di vedere in chiaroscuro un mondo che l’ha letteralmente stregato.

 

“Il presidente Lula capo dello Stato e del Governo, sta facendo molte cose buone per il Brasile, soprattutto per la crescita economica e lo sviluppo delle grandi imprese. Si sta impegnando per far crescere il Paese dal punto di vista economico e far migliorare l’immagine del Brasile a livello mondiale. Purtroppo, sta trascurando la scuola e la sanità pubblica a vantaggio di politiche populiste e di sussidio ai disoccupati e alle famiglie povere, incentivando così sia la disoccupazione sia il parassitismo. C’è tanta delinquenza nelle città. La polizia è corrotta. Le scuole e gli ospedali pubblici sono disastrati”.

 

Nonostante questo, Guerini, nato a Pandino, in provincia di Cremona, 44 anni fa, non tornerebbe in Italia. Almeno per ora.

 

D- Eppure lei aveva altro in mente. Voleva diventare un grande uomo d’affari e spendere in modo diverso la laurea in Economia conseguita alla Bocconi all’età di 24 anni, non è vero?

R- Sì, ma ora è diverso.

 

D- Ci spieghi cosa è successo nel frattempo.

R- Sono a Salvador dal 2004, ma ho iniziato a frequentare Bahia nel 2000 per divertimento e perché mi sono innamorato una ragazza. Dopo qualche tempo ho disegnato, seguito la costruzione dell’Hotel Cocoon  di Salvador e ora partecipo alla gestione.

 

D- Sembra, però, che la vita in Brasile non sia molto tranquilla!

R- Qui a Salvador si vive bene, il clima è gradevolissimo, c’è sempre sole e le temperature oscillano tra i 25 e i 32 gradi. I problemi sono legati alla sicurezza,  alle scuole e alla sanità pubblica, che sono messe male. All’inizio non è facile. Una volta arrivati in Brasile occorre imparare subito la lingua e non fare nulla per un anno prima di avviare un’ attività o lavorare per altri. Occorre capire come funzionano le cose. Il Brasile offre un futuro solo a chi arriva con qualche soldo da investire. E’  molto difficile raggiungere un buon tenore di vita. Si può puntare su tutti i settori, l’importante è aver maturato esperienza.

 

D- Cosa le è piaciuto subito del Brasile?

R – Un turista, se viaggia per alcuni giorni, ha subito la sensazione che il Brasile sia un continente e non una nazione. In tutto cinque grandi regioni, con città completamenti diverse. Un esempio? Ventitré Stati. Quello di San Paolo è paragonabile allo Stato di New York, quanto a sviluppo urbanistico ed economico. Il Paranà all’Italia del Nord, l’Amazzonia ad uno Stato centro-africano e così via.

 

D- Per il momento non ha intenzione di tornare in Italia, vero?

R- Beh, rimango in Brasile per tanti motivi. Mia moglie in primis e poi il Brasile ha una economia forte e in crescita. E soddisfa le esigenze di tutti. E’ una terra variegata.

 

D- Le città da vedere?

R- Città modernissime come San Paolo. Note dal punto di vista turistico come Rio de Janeiro, città dall’architettura futurista come Brasilia, piccole dalle spiagge e dintorni meravigliosi e incontaminati come Natal e Fortaleza. Quelle pazze e originali come Salvador. Poi c’è tutto un “interior” ( provincia) a pochi chilometri di distanza dalla città, dove si vive ancora come cinquan’anni fa in Europa, con persone  semplicissime ed una economia agricola.

 

D- Città in cui la vita è meno cara?

R- Natal e Aracaju. Lì è alta la qualità della vita, ma basso il costo.

 

D- Quelle in cui si vive in modo più tranquillo?

R- Tra le città più sicure, Natal, perché ha poche favelas, non è grande ed è cresciuta in modo ordinato e ben gestito.

 

D- Ricette brasiliane?

R- Ogni regione ha il suo piatto tipico, ma di sicuro il più conosciuto e apprezzato è la Fejoada (zuppa di fagioli con riso e vari tipi di carne suina e bovina).

 

D- E le brasiliane come sono rispetto alle italiane?

R- Sono in genere più simpatiche, accessibili e in media più belle.

 

D- Come i brasiliani vedono gli italiani?

R- I brasiliani vedono di buon occhio gli italiani e li considerano fortunati perché abitano in un Bel Paese, ricco di storia e cultura e con un benessere diffuso.

 

D- E loro come sono?

R- I brasiliani sono famosi per la loro gioia di vivere. Le  feste in Brasile sono  tante e tra le più famose, oltre al Carnevale, c’è quella di Sao Joao, cinque giorni di allegria stile country alla fine di giugno. Il carnevale di Salvador è la festa popolare più grande al mondo (2 milioni di persone). Tutti sono protagonisti e sfilano lungo le strade, a differenza di quanto avviene a Rio, dove la passerella è riservata alle scuole Samba e il Carnevale è destinato a pochi ricchi e turisti.

 

D- Ma cosa avviene?

R- Giganteschi camion sono trasformati in palchi ambulanti, che percorrono quattro chilometri in cinque- sei ore seguiti da folle oceaniche. Sopra i camion suonano e cantano i migliori gruppi e cantanti del Brasile E questo per cinque giorni di fila.

 

D- Di sera c’è vita a Salvador?

R- Sì, di notte c’è di tutto come in tutte le grandi città, e in particolare ci sono tantissime feste con vari cantanti. Si beve e si ascolta musica. Ogni sera.

 

D- La religione, le tradizioni e la lingua predominanti?

R- Ogni regione ha le sue usanze e tradizioni. Bahia ha usanze tipiche della cultura africana ( il 70 percento della popolazione discende dagli schiavi importati dall’Africa). L’Amazzonia conserva tradizioni delle tribù indio. San Paolo è una città cosmopolita. Nel Rio Grande do Sul ci sono comunità di origine tedesca (si festeggia Octoberfest per capirci) e comunità di origine veneta, dove si mangiano la polenta e altri prodotti italiani.

 

La religione predominante è quella cristiana nelle sue varie forme: cattolica, evangelica, espirita, eccetera. Si parla il portoghese e non ci sono dialetti, solo accenti diversi e molto pronunciati.

 

D- Il Brasile riesce a ricordarle in qualche modo l’Italia?

R- Lo stile di vita di San Paolo ricorda quello di Milano Il sud del Brasile invece evoca l’Italia per i paesaggi. E poi lì vivono moltissimi italiani immigrati nel dopoguerra. Al Sud si produce anche dell’ottimo vino e le famiglie che lo producono sono di origine italiana.

 

D- Ultima domanda: ci sono tanti viados?

R- In Brasile ci sono pochissimi viados. Sono malvisti e non hanno il successo economico e di pubblico che hanno in Europa.

 

Intervista a cura di Cinzia Ficco

 

Fonte: voglioviverecosi.com

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