Il dibattito televisivo tra Joe Biden e Paul Ryan — Lombardi nel Mondo

Il dibattito televisivo tra Joe Biden e Paul Ryan

Il dibattito televisivo tra i due vice Joe Biden e Paul Ryan è finito, 48 a 44 %, con i due contendenti che si sono beccati non poco, ma hanno più che mai detto ciò che volevano sentire i loro sostenitori

Secondo uno dei tanti infiniti sondaggi Romney sopravanza Obama 58-37 nelle intenzioni di voto dell’elettorato cosiddetto anziano, quello che dovrebbe secondo le teorie democratiche essere preoccupato per le idee repubblicane in fatto di assistenza agli anziani ovvero Medicare. Fatto che non giustifica l’eccesiva aggressività di Biden in materia e rafforza l’opinione che forse i democratici stanno commettendo qualche errore di troppo. I democratici stessi non lo sanno spiegare e forse la loro sicurezza nel credere che la campagna elettorale possa essere vinta attraverso le loro conoscenze si sta tramutando in enigma.

Occorre anticipare i bisogni e le richieste della popolazione e spesso i politici non sono nemmeno in grado di affrontare le questioni del giorno, figuriamoci l’anticipazione, lo studiare gli scenari basandosi non soltanto sulle teorie ma anche attraverso la conoscenza di quanto succede nel mondo reale.

Tuttavia sia Biden che Ryan hanno svolto bene il loro compito, cosa che comunque non altererà più di tanto le percentuali a favore dei due candidati presidenziali in attesa dello scontro di martedì 16 ottobre 2012. Uno scontro sulla Siria che avrebbe potuto lasciare più spazio alla situazione scolastica e non c’era neanche in palio un seggio al Ministero degli Esteri con una visione un po’ approssimativa del problema.

La performance di Biden ha fatto rimpianger la scarsa aggressività di Obama nei confronti di Romney. Infatti, il suo vice non ha esitato ad attaccare l’avversario denunciando le affermazioni  di Romney riguardanti il 47% degli elettori democratici che non pagano le tasse, l’aliquota fiscale poco efficace, le tasse per i guadagni elevati e inserendo argomenti delicati come il diritto all’aborto. Adesso tocca a Obama incalzare i suoi avversari per accattivarsi le simpatie dei conservatori.

L’impressione generale dei due contendenti è stata positiva nel senso che si sono chiarite nuovamente le posizioni dei due partiti anche se non sembra esserci un vero progetto per ridare vigore al Paese, Nessun progetto reale per rinnovarlo.

I democratici continuano erronea, mete a credere che i repubblicani corteggino soltanto i più abbienti, i ricchi, mentre i repubblicani pensano che l’economia sia e continui a essere disastrata a causa di Obama. Ambedue sembrano aver ragione. I democratici non vogliono che i repubblicani danneggino medicare, anche se non si capiscono le intenzioni dei repubblicani che intendono raddoppiare le spese in materia nei prossimi dieci anni. E che dire delle promesse dei repubblicani di creare 12 milioni di posti di lavoro, come?

Come sempre accade nel sistema bipartitico, tutto dipende dai valori personali indipendentemente dall’effetto delle proposte in termini reali. I democratici s’interessano maggiormente della sorte della classe media e di mobilità sociale, fatto che non significa che interverranno con efficacia per ridurre l’erosione della classe media o per aumentare la mobilità sociale. In questo momento bastano le buone intenzioni.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

12 ottobre 2012

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