Donato all’ Istituto di Storia Contemporanea di Mantova il Manifesto del 1885 del Consolato Operaio di Mantova
Il Presidente della Associazione Mantovani nel Mondo ha donato a nome del sodalizio un manifesto del 1885 del Consolato Operaio di Mantova all’ Istituto di Storia Contemporanea rappresentato dalla Presidente Claudia Bonora Previdi e da Luisa Cicognetti Direttrice Scientifica dell’ Istituto. Un gesto di alto valore morale a ricordo di un periodo storico in cui iniziarono una serie di lotte sociali e di grandi flussi migratori transoceanici dal mantovano verso le Americhe .

Donazione all’ Istituto di Storia Contemporanea di Mantova del Manifesto del 1885 del Consolato Operaio di Mantova
Ecco il testo completo trascritto dal manifesto:
CONSOLATO OPERAIO
PROVINCIALE MANTOVANO
CONTADINI!
Il Consolato Operaio Provinciale Mantovano, di fronte alle attuali dolorose emergenze ed agli arresti di molti operai ascritti ad un’associazione che fa parte del Consolato Operaio, sente più che mai in questo momento il bisogno di assicurarvi che esso partecipa ai vostri dolori ed al tempo stesso non può a meno di rivolgervi nel comune vantaggio delle classi lavoratrici, una parola di calma, affine sia resa più facile quell’opera di conciliazione che non solo è interesse ma eziandio dovere di tentare.
Il Consolato Operaio, per ciò, ha creduto di interpretare il Vostro pensiero, eleggendo una Commissione di probi cittadini, con mandato di adoperarsi a tutta possa e nel modo migliore per raggiungere questo santo scopo di conciliazione fra proprietari e contadini.
In pari tempo si è pensato a promuovere una pubblica sottoscrizione per venire in soccorso di quelle povere famiglie alle quali, speriamo per brevi giorni, fu tolto l’unico sostegno e siamo sicuri che concorreranno generosi tutti gli uomini di cuore
SENZA DIFFERENZA DI CLASSI E DI OPINIONI.
CONTADINI!
L’appello al cuore fra noi non rimase mai inascoltato! Vogliate, o contadini, – rassicurati – che i Vostri legittimi interessi saranno validamente difesi – assecondare l’opera nostra, col contegno calmo, coll’osservanza della legge e col rispetto ai diritti degli altri, essendo condizione indispensabile del buon andamento dei nostri fraterni tentativi il dissipare ogni allarme e l’offrire da parte Vostra garanzia che nessuno intende venir meno al proprio dovere.
Mantova, 31 Marzo 1885.
IL CONSOLATO OPERAIO.
Mantova, premiata Tip. F.lli Mondovì, 1885
Ecco una sintesi storica e le principali indicazioni bibliografiche e storiografiche relative al Consolato Operaio.
Contesto Storico e Origini: Cos’era il Consolato Operaio?
Nella storia del movimento operaio e contadino italiano del XIX secolo, i “Consolati Operai” erano strutture federative su base locale (cittadina o provinciale) che riunivano diverse Società di Mutuo Soccorso , Leghe di mestiere e associazioni di lavoratori artigiani, industriali e agricoli.
1. Il modello originario (Milano, 1860-1880) :
Il primo e più noto “Consolato Operaio” nacque a Milano nel 1860 come confederazione delle società operaie milanesi. Inizialmente d’ispirazione mazziniana e mutualistica, dagli anni ’70 e ’80 del ‘800 divenne uno dei laboratori politici fondamentali dove si incontrarono e scontrarono il radicalismo, l’operaismo (con la nascita del “Partito Operaio Italiano” nel 1882) e il primo socialismo.
2. Il Consolato Operaio Provinciale Mantovano (1884-1885) :
Fondato nel 1884, nacque per coordinare le varie leghe di mutuo soccorso e di resistenza sorte nella provincia di Mantova (tra cui figure di spicco come Eugenio Sartori).
Il movimento de *La Boje* (1884-1885):
Il manifesto del 31 marzo 1885 si inserisce nel pieno della grande ondata di scioperi bracciantili e contadini nota come “La Boje! (“Bolle!”, a indicare il calderone delle proteste contadine in ebollizione contro la fame, la pellagra e i salari da miseria).
Di fronte alle dure repressioni dello Stato, agli arresti di massa dei dirigenti contadini e agli stati d’assedio, il Consolato Operaio cercò di svolgere una funzione sia di assistenza e solidarietà (con sottoscrizioni per le famiglie degli arrestati) sia di mediazione e pacificazione, richiamando alla calma pur difendendo le rivendicazioni contadine.
Bibliografia Essenziale e Fonti Storiografiche
Per approfondire la storia del Consolato Operaio e delle lotte contadine mantovane degli anni ’80 dell’Ottocento:
1. Sulla storia del movimento operaio mantovano e “La Boje”.
Renato Zangheri, “Storia del movimento contadino italiano” , vol. 1 e 2, Milano, Feltrinelli, 1973.
Franco Della Peruta, “I braccianti e la Boje: le lotte contadine nella pianura padana (1884-1885)*, in «Studi Storici», Franco Angeli.
Costantino Cipolla, ” La Boje. Il movimento contadino nel Mantovano (1884-1885)”, Milano, FrancoAngeli, 1985 (Opera di riferimento per il centenario del movimento, contenente dettagli sull’organizzazione delle leghe e del Consolato).
Rinaldo Salvadori, ” La repubblica contadina. La Boje e il movimento operaio e contadino mantovano (1880-1900)” , Mantova, Arcari Editore, 1982.
2. Sui Consolati Operai e il Partito Operaio Italiano
Gastone Manacorda , “Il movimento operaio italiano attraverso i suoi congressi (1853-1892)”, Roma, Editori Riuniti, 1971.
Elio Conti, “Le origini del movimento operaio e socialista in Italia”, Napoli, Edizioni del Gallo, 1968.
Giuseppe Andreucci – Tommaso Dett (a cura di), “Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico 1853-1943*), Milano, Editori Riuniti (5 volumi). (Utile per consultare le schede biografiche dei dirigenti del Consolato Operaio mantovano e milanese).
3. Fonti archivistiche e periodici dell’epoca
Archivio di Stato di Mantova: “Fondo Prefettura – Gabinetto* (in particolare i fascicoli relativi ai disordini agrari del 1884-1885, repressione e associazioni operaie/contadine).
Periodici dell’epoca (Mantova/Milano):
“Il Pellagroso” (Castel d’Ario/Mantova, 1884-1885, diretto da Tito Melesi).
La Plebe (Milano/Lodi, organo dell’operaismo e del primo socialismo)
Il Fascio Operaio (organo del Partito Operaio Italiano)


