Edgardo Simoni, la Primula Rossa dei campi australiani — Lombardi nel Mondo

Edgardo Simoni, la Primula Rossa dei campi australiani

Il colonnello Edgardo Simoni al suo arrivo in Australia fu internato a Murchison (campo di prigionia allegro) vicino a Shepparton nello stato di Victoria. Da qui è scappato 2 volte, la prima per 24 ore la seconda per 10 mesi

Il colonnello Edgardo Simoni al suo arrivo in Australia fu internato a Murchison (campo di prigionia allegro) vicino a Shepparton nello stato di Victoria. Da qui è scappato 2 volte, la prima per 24 ore la seconda per 10 mesi. Forse è lui ad aver lavorato a Melbourne, naturalmente sotto falso nome come riportano le cronache, in una azienda di cosmetici classificandosi anche come miglior venditore del mese. L’arrivo dei prigionieri italiani aveva creato problemi ai rappresentanti della chiesa cattolica (padre Ugo Modotti) e il superiore delegato apostolico Monsignor Giovanni Panico.

Nonostante professassero la loro estraneità al regime i due vennero accusati di favorire le evasioni. Simoni con le sue fughe creò diversi problemi ai due. Ripreso come detto nell’aprile del 43 presso una Farm (fattoria) di naturalizzati italiani, venne internato ad Hay, considerato il più sicuro dei campi. I particolari della cattura di Simoni si fanno risalire ad una telefonata “anonima” di padre Modotti, attivato più dalle sue (di Simoni) avventure galanti che dalla effettiva volontà di collaborare con le autorità. Procuratisi gli strumenti necessari, Simoni se ne andò anche da Hay e fu di nuovo uccel di bosco per 3 mesi. C’è un seguito interessante al racconto della fuga di Simoni. Il comando militare non ritenne che Simoni fosse sgusciato fra le sbarre. Solo un ufficiale riuscì a dimostrare questo, era William McMahon, futuro Primo Ministro d’Australia. Nel 1974 Simoni fece una rimpatriata per visitare il luogo della sua carcerazione e tentare di ripercorrere la sua strada di fuga. Sfortunatamente le condizioni del fiume Murrumbidgee River erano drammaticamente diverse dalle condizioni d’allora. Le inondazioni, la portata del fiume, le zanzare (e forse l’età) resero insopportabile il cammino.

NOTA : Il War Memorial oltre alle foto di prigionia detiene le due collezioni dei giornali manoscritti e illustrati dai prigionieri italiani, La Patria stampato tra il 1941 e il 1943, 102 numeri nei campi di Hammond nella Western Australia e di Myrtleford nel Victoria, e La tradotta del prigioniero, tra il 1941 e 1942, 20 numeri nel campo di Murchison (Victoria). Il War Memorial custodisce pure importanti, carteggi sui prigionieri di guerra e sugli internati civili italiani durante la seconda guerra mondiale.

http://digilander.libero.it/frontedeserto/prigionieri/prigionieriaus.htm

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