L’Australia non rallenta — Lombardi nel Mondo

L’Australia non rallenta

Nonostante i gravi danni causati dalle recenti alluvioni, il Paese conta di proseguire nel trend di crescita degli ultimi mesi e lavora con ottimismo per una pronta ripresa: il punto di vista del Segretario Generale della CCIE di Sydney.

Le terribili alluvioni del Queensland dello scorso dicembre, pur nella loro drammaticità senza precedenti, non sembrano destinate a mettere in ginocchio l’economia australiana. Anzi, la ripresa potrebbe essere più veloce del previsto.

 

LA CONTA DEI DANNI. Il piano per la ricostruzione presentato dal Primo Ministro laburista Julia Gillard traccia infatti un quadro preciso delle risorse necessarie a ricondurre la situazione alla normalità nel più breve tempo possibile. Il conto dei danni, secondo le stime, ammonta a 5,6 miliardi di dollari, di cui gran parte è da imputare ai costi di riparazione delle infrastrutture. Il

Governo Federale prevede di rientrare per circa due terzi della cifra attraverso uno schema di taglio delle spese, di cui risentiranno, fra gli altri, alcuni progetti di sostenibilità ambientale.

Analogamente, la sospensione di alcune grandi opere ha il duplice scopo di canalizzare ulteriori fondi nella ricostruzione (circa un miliardo di dollari) e di liberare forza lavoro qualificata. A questo si aggiungono alcune misure amministrative mirate ad agevolare l’ottenimento dei permessi di soggiorno da parte degli stranieri che verranno coinvolti nelle operazioni di ripristino delle infrastrutture danneggiate. L’ultimo (e discusso) provvedimento, riguarda la cosiddetta tassa sulla ricostruzione, che si applicherà ai redditi superiori ai 50.000 dollari annui, in una percentuale che varia dallo 0,5% all’1%.

 

Il governo centrale, al fine di avviare il prima possibile i lavori, contribuirà infine con uno stanziamento anticipato di 2 miliardi di dollari a favore dello stato del Queensland. L’esecutivo mira, attraverso questo intervento, a rispondere in maniera adeguata all’eccezionalità del disastro, cercando allo stesso tempo di mantenere l’obiettivo prefissato di riportare il bilancio in surplus nel biennio 2012-2013.

Sebbene queste stime siano preliminari, non va dimenticato che al finanziamento pubblico andrà ad aggiungersi quello generato dalla solidarietà popolare: a oggi, solo le donazioni a favore del “Premier’s Disaster Appeal”, l’appello ufficiale del Governo del Queensland, ha raggiunto la cifra di 215 milioni di dollari.

 

INVESTIMENTI E OPPORTUNITÀ, ALL’INSEGNA DELL’OTTIMISMO. Intanto, a due mesi di distanza, si cerca già di guardare al futuro con positività. Alcuni dati, in particolare, inducono a ritenere che l’impatto della devastazione possa essere più contenuto rispetto a quanto si temeva. Secondo uno studio dell’istituto finanziario St. George, ad esempio, il Queensland subirà un prevedibile rallentamento del Pil nei prossimi mesi, a cui seguirà però una nuova accelerazione a partire dal terzo trimestre, per effetto della ricostruzione stessa. A livello nazionale, lo scenario che si profila è analogo: la Reserve Bank of Australia, infatti, ha rivisto addirittura al rialzo la stima del Pil per il 2011, portandola al 4,25%, rispetto al 3,75 ipotizzato in precedenza. A trascinare la ripresa sarà l’aumento di produzione del carbone; le miniere rimaste danneggiate dalle alluvioni, tra l’altro, sono state riattivate a tempo di record.

 

Anche le stime rilasciate dall’Istituto statistico dell’economia agricola e delle risorse (Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics) sono positive: a dispetto delle perdite subite per via degli allagamenti, grazie alle condizioni climatiche favorevoli verificatesi in precedenza si prevede un raccolto invernale fra i più abbondanti degli ultimi sette anni. Grossi investimenti, anche dall’estero, riguarderanno invece il settore infrastrutturale. Dalla distruzione, si è peraltro osservato, nasce l’opportunità di ripristinare le abitazioni e le opere pubbliche danneggiate secondo soluzioni sostenibili. Nel primo caso, in particolare, a beneficiarne sarebbero le famiglie colpite dalle alluvioni, che nel lungo periodo, grazie al risparmio ener- getico, ammortizzerebbero i costi; nel secondo, invece, a risentirne positivamente sarebbero le risorse pubbliche.

Da questa tragedia che ha colpito duramente il Paese, stanno dunque emergendo elementi di speranza e conforto; non solo in termini di solidarietà umana, grazie alla straordinaria generosità dimostrata dagli australiani nei confronti degli abitanti del Queensland, ma anche nel senso di un pronta ripresa economica.

 

*Segretario Generale della CCIE di Sydney

 

Sa www.italplanet.it

Document Actions

Share |


Condividi

Lascia un commento