Elezioni primarie americane 2012 — Lombardi nel Mondo

Elezioni primarie americane 2012

Le elezioni primarie repubblicane continuano a sorprendere, e soprattutto a non designare il candidato che fronteggerà Obama a Novembre 2012. In Alabama e Mississippi nessuno ha veramente prevalso.

Per noi, che abbiamo fantasticato leggendo le pagine di William Faulkner di Soldier’s Pay (La paga del Soldato) o di As I lay Dying (Mentre morivo), ci siamo arrabbiati guardando Mississippi Burning  e continuiamo ad ascoltare Elvis Presley, le elezioni primarie in Mississippi sono state davvero noiose, e senza quel senso dell’America buona o cattiva a cui eravamo e siamo abituati.  Noi, che cerchiamo sempre gli italiani e i lombardi, abbiamo dato  anche uno sguardo a Greenville, Cleveland, dove i mantovani hanno coltivato il cotone, e dove l’avvocatessa  federale americana Mary Grace Quackenbos ha scrupolosamente dettagliato la sua inchiesta sulla larvata schiavitù nei loro confronti nel 1907. E Clarksdale, dove il museo del blues raccoglie il meglio del genere musicale che ancora oggi incanta larghe folle. La Highway 61 di Robert Johnson sempre al suo posto, e B.B.King sempre in primo piano per la gioia del reverendo Skala.

Ho dovuto rimettere  My Home’s Alabama per deliziarmi dell’accento tipico del sud del sud ma anche per ricordare le parole della canzone “Era proibito bere nella mia città di campagna cristiana…”. Riecheggiano i passi delle lunghe marce per i diritti civili di Martin Luther King Jr, Rose Parks e della legge HB56 contro i clandestini di cui ho ampiamente scritto tempo fa. Il Bible Belt conservatore.

Piccoli scampoli di vita quotidiana lontani anni luce dalla ribalta dei quattro candidati superstiti, cui restano soltanto i numeri nudi delle statistiche.

Alabama abitanti 4.8 milioni. Hanno votato in 600.000 privilegiando Santorum, 34.5% contro Gingrich, 29.3% ; Romney, 29.0% e Paul 5.%.

Mississippi, abitanti 2.9 milioni. Lo stato più povero della Confederazione americana. Votanti 282.000 di cui 32.8% in favore di Santorum ; 31.2 % Gingrich; 31.2& Romney e 4.4% Paul.

Sembrava una gara tra Romney e Gingrich ma alla fine l’ha spuntata Santorum, anche se il conteggio finale dei delegati ha premiato in modo quasi uguale tutti e tre. Adesso Romny ne ha 485 contro i 252 di Santorum, i 131 di Gingrich e i 48 di Ron Paul. Con ancora 1.351 delegati in palio, la lotta per la nomination non è ancora finita.

Il voto popolare in una 20a tra stati, territori e quant’altro vede prevalere Romney con 3.472.000 contro i 2.282.000 di Santorum, i 2.101.000 di Gingrich e i 949.000 di Ron Paul. E’ evidente come Romney non riesca ad attrarre il voto popolare in generale, e che i suoi delegati sono il frutto di vittorie strategiche in stati o possedimenti dove il vincitore si accaparra tutti i delegati. Così Romney non si dispera per le sconfitte, cerca di essere presente anche negli stati dove sa che non vincerà per dare l’impressione di essere il candidato di tutti. Le prossime primarie in Illinois, Missouri, Puerto Rico e Louisiana potrebbero accentuare la sua carenza di penetrazione nell’elettorato del Midwest e del sud, ma al tempo stesso Romney ha già cominciato a pensare alla California, dove sono in ballo 169 delegati da assegnare con il principio che il vincitore si aggiudica tutto.Niente sistema proporzionale che premia un po’ tutti.

Non si è parlato dei contenuti. Sempre gli stessi, con Romney paladino della difesa dei posti di lavoro, avverso all’immigrazione clandestina (per allontanare il voto ispanico!) e ristrutturatore di aziende in crisi; Santorum sulla torre del difensore delle tradizioni più conservatrici che più di così non si può, che non arretra un millimetro dalle sue posizioni contro gli omosessuali, l’aborto, l’eutanasia, la separazione tra stato e chiesa; Gingrich che continua a pensare di arrivare a Tampa perché conosce  le dinamiche della politica di palazzo a Washington e Ron Paul, il più lontano dal mondo della politica americana attuale, ma vicino a molti pensieri europei come la fine dell’embargo contro Cuba.

Fonte : Deseret New, Detroit Press, New York Time e file personali.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

14 marzo 2012

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