Le elezioni provinciali in Quebec — Lombardi nel Mondo

Le elezioni provinciali in Quebec

I risultati delle elezioni provinciali tenutesi in Quebec il 4 settembre 2012 hanno confermato le previsioni di voto che ha riportato al potere gli indipendentisti del Parti Quebecois, PQ

Era dal 1970 che in Canada non si parlava di terrorismo, dal tempo della crisi di ottobre, quando alcuni membri del gruppo indipendentista radicale Front de Libèration du Quèbec, FLQ presero prima in ostaggio e poi uccisero  il ministro del lavoro del Quebec Pierre Laporte, ed in seguito rapirono e poi rilasciarono il diplomatico inglese James Cross.

Ecco perché il gesto sconsiderato di Richard Henry Bain, un 62enne di La Conception, Quebec, che ha sparato e ucciso una persona, ferendone gravemente  un’altra,  ha oscurato il discorso per celebrare la vittoria  del  PQ di Pauline Marois e del suo ritorno al potere dal 2003. Questa volta sembra però sembra si tratti del gesto di un singolo individuo dovuto più a motivi personali che a un vero disegno terroristico criminale. Ciò che preoccupa riguardo a Bain è la sua attività di gestore di un’attività di fly and fish, ma i potenziali fruitori di questo tipo di servizi possono stare tranquilli, e salire a bordo  senza patemi dei mitici idrovolanti che conducono ai seclusi luoghi di pesca del nord Quebec.

E le elezioni? Il Parti Quèbecois ha vinto ma non stravinto, e sarà costretto a guidare un governo di minoranza e cercarsi degli alleati. Il voto popolare è stato spezzettato e l’assegnazione dei seggi secondo il sistema elettorale canadese ha premiato i partiti di maggioranza. Il Parti Quebecois di Pauline Marois ha ottenuto 1.393.000 voti (-3%) con 54 seggi (+7) ; i Liberal di Jean Charest, tra l’altro non rieletto, con 1.361.000 voti (-11%) si sono assicurati 50 seggi (-14) mentre la Coalition Avenir Quèbec di Francois Legault ha fatto un balzo in avanti con 1.181.000 voti (+10) aggiudicandosi 19 seggi (+10).  Il Quebec Solitaire di Francosie Dvaide e Amir Khadir, vicino alle idee del  PQ,  ha incassato il 6% dei voci e 2 seggi.

Tuttavia mentre le percentuali dei voti sono del 32, 31 e 27%, rispettivamente per il PQ, Liberal e CAQ, la distribuzione dei seggi premia il Parti Quèbecois e i Liberal ovvero 54 e 50 seggi mentre il CAQ pur con un buon 27% delle preferenze espresse ha soltanto 19 seggi.

Due i candidati italiani  : Filomena Rotiroti rieletta nella circoscrizione elettorale di Jeanne-Mance-Viger  e Rita De Santis, eletta per la prima volta nella circoscrizione Bourassa-Sauvè, entrambe appartenenti al Partito Liberale del Quebec.

Le elezioni hanno confermato al disaffezione verso i liberali e soprattutto verso il loro leader, ormai sulla via del ritiro, Jean Charest accusato di corruzione della sua amministrazione e incapace di gestire le manifestazioni studentesche  che erano apparentemente rivolte all’esagerato aumento delle tasse universitarie ma che in realtà nascondeva le perplessità dei giovnai nei confronti di u governo che secondo loro ha cancellato i programmi sociali in una provincia che godeva di un forte sistema di giustizia sociale, assistenza sanitaria gratuita e istruzione pubblica quasi.

Il richiamo indipendentista del Parti Quebècois non è stato quindi la chiave del suo successo, che la Marois ha cambiato lentamente in corso. Percè i quebecchesi sono preoccupati per l’economia e hanno poco tempo da dedicare alla sovranità e all’indipendenza della provincia.  E’ evidente però che non si può cambiare la pelle al lupo, e come i leghisti nostrani sognano la Padania così i pequiste favoleggiano di un Quebec a sé stante nel cosmo nordamericano che, d’altra parte, il resto del Canada non ostacolerebbe. Molti problemi non esiterebbero se l’economia del Quebec fosse alla pari con quella fiorente e stabile del resto del Paese in un periodo di lunga recessione mondiale, e altri sarebbero minimi se anziché rafforzare la somministrazione del francese quebecchese si forzasse un po’ di più il bilinguismo vero, non soltanto il vago insegnamento dell’uno o dell’altro idioma.

Non credo che i quebecchesi debbano avere paura di perdere la loro identità, troppo distinta e forte per essere diluita ;  anzi, se fossero un po’ meno orgogliosi, gli altri, vedi gli americani, ad esempio, sarebbero più curiosi e attenti. E infine, a parte i nativi che meritano un rispetto tutto loro,  mi sono sempre chiesto perché gli anglofoni stentino così tanto a impadronirsi della lingua predominante simili agli italiani dell’Alto-Adige che non si adattano a imparare il tedesco perdendo così inesorabilmente l’opportunità di concorrere ai posti pubblici che richiedono il bilinguismo. I quebecchesi poi, pur padroni in generale dell’inglese, dovrebbero forzare, come detto dianzi il bilinguismo, perchè le multinazionali vogliono poter commerciare, lavorare nella lingua a loro più consona visto che sia in Nordamerica che nel mondo intero si parla soprattutto inglese, sempre  rispettando la lingua di casa, e se hanno problemi se ne vanno altrove.

Molte aziende lo hanno già fatto.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

6 settembre 2012

 

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