Dal Costa Rica: Emmanuel Loaiza (ITA & ESP) — Lombardi nel Mondo

Dal Costa Rica: Emmanuel Loaiza (ITA & ESP)

Una testimonianza di un giovane calciatore oriundo / Una historia de un joven oriundo jugador de fútbol

VERSIONE ITALIANA

Come molti bambini del mondo, ho cominciato a giocare ai sei anni con grandi sogni di grandezza e entrato all’accademia di calcio della squadra più grande del Costa Rica, il Deportivo Saprissa. All’inizio della mia infanzia il calcio era soltanto qualcosa di ludico, di ricreativo, ma pur sempre una passione. Andavo ad allenarmi in compagnia di mio padre, di mia madre o di mio nonno. La mia passione per il calcio era così grande che ho parlato con i miei genitori per cambiare le lezioni di catechismo, di giorni sabato ai giorni martedi e giovedi durante le lezioni regolari del liceo dove studiavo, questa decisione mi esigeva più d’ordine e disciplina tanto allo studio come al calcio. Quando ho compiuto undici anni, la mia mente e il mio cuore volevano ancora più di calcio, volevo essere promosso a un migliore livello ed essere nel pieno del mondo del calcio ad alto rendimento per riuscire a giocare internazionalmente e più specificamente in Italia. Guardavo le grandi stelle della Serie A italiana come Maldini, Pirlo, Cafú, Totti, Zanetti e altri, quando guardavo la TV con mio padre, era come bere una bevanda energizzante per motivarmi a proseguire nel mio intento sforzandomi per raggiungere mio sogno calcistico.

 

E’ grazie a un allenatore che ho avuto nei miei primi anni d’infanzia che sono potuto andare al Brujas F.C., una squadra di Serie A in Costa Rica, che è nata nel 2004, fondata per un costaricano e due italiani: Silvio Trevissian e Stefano Sgarlatta. Ho cominciato ad allenarmi quattro volte alla settimana. In questo modo mio sogno cominciava a diventare realtà. Dopo un anno, più o meno, ho dovuto scegliere tra la musica e il calcio. Il mio professore di musica al Liceo Franco Costarricense ha scoperto in me un grande talento per la musica e mi ha dato l’opportunità di raggiungere l’orchestra sinfonica infantile di Costa Rica. I miei genitori mi avrebbero appoggiato qualunque cosa avessi scelto, ma non potevo scegliere tutti due perché esigevano molte ore di pratica e sforzo alla settimana. In quel momento, io stavo sicuro che la mia passione era il calcio e senza dubitare ho scelto il calcio.

 

Nei miei anni al Brujas F.C., sono riuscito a partecipare e vincere diversi campionati internazionali come il Dallas Cup o lo Schwan’s USA Cup a Minnesota. Quelle piccoli successi mi aiutavano a credere in me stesso e continuare lottando per arrivare in Europa, e ovviamente Italia come principale orizzonte. Ho giocato i campionati più importanti in Costa Rica e riuscì a formarmi sia come persona che come giocatore. Non è sempre stato facile per me andare bene sia a calcio che negli studi; ho studiato nell’unico liceo francese in Costa Rica, una istituzione di massima esigenza. Allo stesso tempo dovevo imparare ed esercitare le lingue italiana e inglese, e parallelamente a tutte queste attività accademiche le dedicavo tutto il tempo che fossi necessario al calcio.

 

Quando avevo quindici anni il club Orion F.C., squadra dello spagnolo Juan Luis Hernández Fuertes, ha comprato la franchigia del Brujas F.C. Quello stesso anno mi hanno dato opportunità di giocare nella Primavera e ho riuscito a consolidarmi nella squadra nonostante la mia giovane età. E’ stato molto difficile per me di mantenermi al liceo e ottenere il diploma mentre giocavo in Primavera perché chiaramente le responsabilità aumentavano molto, ma con sforzo e dedicazione ho riuscito ad andare avanti. Due anni dopo, ai miei diciassette anni sono stato promosso alla prima squadra in riserva, dopo pochi mesi ho debuttato e giocato tutto l’anno con la prima squadra, nella Serie B.

 

Un anno dopo, nel 2013, ho avuto l’opportunità di seguire la mia formazione calcistica professionale e andare a giocare in Spagna nella città di Barcellona con il Club Europeo Tecnofútbol della Prima Divisione Catalana, dove mi ha appoggiato una grande personalità del calcio, Ignacio Marcet. Sono cresciuto molto durante il mio anno in Spagna. Dopo sono andato in Messico alla Seconda Divisione Premiere con il Orizaba F.C. del paese di Veracruz. Per un problema di documenti son dovuto ritornare in Costa Rica dopo poco tempo. Quando sono arrivato in Costa Rica ho giocato con Generacion Saprissa della Serie B del Costa Rica, nel Curridabat F.C. nella Serie C poi passato alla Serie B, ho giocato con il San Antonio Futsal della Serie A di Futsal di Costa Rica, adesso mi alleno e gioco con il Valencia F.C. nella Serie C del Costa Rica, mentre finisco miei studi universitari in Educazione Fisica all “Universidad Autonoma de Centroamerica”.

 

Nell’inverno del 2016 ho viaggiato in Italia con mio padre per cercare un agente e in conseguenza trovare l’opportunità per giocare nella terra dei miei nonni paterni e dove risiede il mio cuore e il mio sogno palpitante. Grazie a uomini di un grande valore umano chi vivono a Mantova come Monsignor Giancarlo Manzoli e Daniele Marconcini, impegnati con il patrimonio culturale artistico d’Italia e della regione Lombardia, siamo riusciti a contattare due persone per trovare una squadra per giocare, senza ancora purtroppo risultato. Il poco tempo a disposizione per il mercato d’inverno in Europa, la difficoltà di rimanere molto tempo in Italia senza motivazioni lavorative e/o accademiche, oltre infine la mancanza di conoscenze in loco e altri contatti, sono alcune ragioni che non ci abbiano permesso di trovare una squadra italiana ancora. Ma seguirò preparandomi e lottando per raggiungere il mio sogno e dare felicità ai tifosi più appassionati del mondo. Come giocatore professionale di calcio spero di giocare presto in Italia, magari in Lombardia, regione della quale viene la mia famiglia. Allo stesso modo sarebbe un onore per me giocare con il Mantova F.C. rappresentando la mia famiglia e dare un tributo ai miei antenati Giuseppe Tioli, Vittorio, Virginia e José Tioli, tra altri. Forza Italia.

VERSIÓN ESPAÑOLA

Como muchos niños en el mundo, a los seis años empecé con sueños de grandeza y éxito en la academia de fútbol del equipo más exitoso en Costa Rica, el Deportivo Saprissa. Al comienzo de mi niñez jugar al fútbol era una actividad lúdica recreativa. Asistía a entrenar solamente los sábados por la mañana en compañía de mi padre, madre o mi abuelo. Mi pasión por el fútbol era tan grande, que convencí a mis padres de cambiar las clases de catecismo,los días sábados por los martes y jueves durante mis clases regulares en el liceo donde estudiaba, esta decisión me exigía mayor orden y disciplina en mis asuntos escolares y mis responsabilidades con el fútbol.  A los once años, mi mente y corazón me pedían dedicarle más tiempo al fútbol, sentía que me hacía falta algo más en mi vida, quería estar en un mejor nivel y entrar de lleno en el mundo del fútbol de alto rendimiento para alcanzar algún día el fútbol internacional y más específicamente el italiano. Observar junto a mi padre por televisión las estrellas del fútbol italiano,como Maldini, Pirlo, Totti entre otros, era como tomar una bebida energizante que me motivaba a seguir esforzándome por alcanzar mi sueño futbolístico.

 

Gracias a un entrenador que había tenido en mis primeros años de infancia, pude ir al Brujas F.C., un naciente club de primera división de Costa Rica, en el 2004 era un club nuevo que habían fundado un costarricense y dos italianos: Silvio Trevissian y Stefano Sgarlatta. Pasé de entrenar una vez por semana a cuatro veces por semana. De esta manera mi sueño comenzaba a gestarse. Aproximadamente un año después tuve que tomar mi gran primera decisión, mi profesor de música en el liceo Franco Costarricense, me brindó la oportunidad de unirme a la orquesta sinfónica infantil de Costa Rica, gracias a que él descubrió que yo tenía talento para la música. Nuevamente, mis padres me dieron la oportunidad de elegir, decidir entre el fútbol o la música, ambas disciplinas me exigían muchas horas de práctica y esfuerzo a la semana. En ese momento, yo estaba seguro que mi pasión es el fútbol, y sin titubear elegí “il calcio“.

 

A lo largo de mi paso por el Brujas F.C. logré participar y obtener campeonatos en liga menor en diversos torneos internacionales como Dallas Cup o la Schwan’s USA Cup en Minnesota. Estos insípidos logros me motivaban a creer en mí y continuar anhelando dar el gran salto a Europa, y por supuesto Italia siempre en el horizonte. Jugué los torneos nacionales más importantes y logré formarme año tras año como persona y jugador. No fue sencillo para mí llevar de la mano el fútbol y los estudios, estudié en el único liceo francés que hay en Costa Rica, una institución de máxima exigencia. Simultáneamente, ante la mirada atenta de mis padres, y con entero agrado de mi parte, me mantenía siempre aprendiendo el italiano y el inglés, paralelamente a todas estas actividades académicas, le dedicaba al fútbol todas las horas que fuesen necesarias.

 

Cuando tenía quince años el club Orión F.C., club del español Juan Luis Hernández Fuertes, compró la franquicia del Brujas F.C. Ese mismo año me dieron la oportunidad en la reserva del primer equipo y logré consolidarme a pesar de mi temprana edad. Fue muy duro mantenerme en el liceo y ganar el bachillerato mientras jugaba con la reserva porque claramente las responsabilidades aumentaron mucho en ambos ámbitos, pero con esfuerzo y dedicación logré salir adelante en todo. Dos años después, a los diecisiete años participé del proceso en el primer equipo para pelear por el no descenso, pocos meses después logré debutar y mantenerme todo el torneo con el primer equipo ya en segunda división.

 

Un año después, en el 2013 obtuve la oportunidad de continuar con mi formación profesional e ir a jugar a España en la ciudad de Barcelona con el Club Europeo Tecnofútbol de primera división catalana, donde encontré el apoyo de un hombre grande de fútbol, Ignacio Marcet. Me desarrollé a lo largo de un año en España. Luego fui a México a la Segunda División Premiere con el Orizaba F.C. en el estado de Veracruz. Por un tema de papeles de extranjería tuve que regresar a Costa Rica en poco tiempo. Al llegar a Costa Rica estuve con Generación Saprissa, club de segunda división de Costa Rica, Curridabat F.C., club de tercera y segunda división de Costa Rica, jugué un campeonato de copa con San Antonio Futsal, club de Liga Premiere de Futsal; actualmente me entreno y juego con el Club Valencia F.C., club de tercera división en Costa Rica, mientras concluyo mis estudios universitarios en Educación Física, en la Universidad Autónoma de Centroamérica.

 

En el invierno del 2016 viajé a Italia junto a mi padre a buscar un agente y en consecuencia una oportunidad para poder jugar en la tierra de mis abuelos, mi padre y donde tengo mi corazón y el sueño está más vivo que nunca. Gracias a coterráneos y hombres de gran valor humano residentes en Mantua, como Monseñor Giancarlo Manzolli y Daniele Marconcini, comprometidos con el patrimonio cultural, artístico de Italia y la región, se logró contactar dos personas para ubicar un club que requiera de mis servicios profesionales, sin embargo, lastimosamente aún no han logrado el propósito. Lo corto en el tiempo del mercado de invierno en el fútbol, la dificultad de prolongar la estancia en Italia por motivos laborales y académicos y el desconocimiento de tener un abanico de contactos; son circunstancias que quizás han evitado que me haya podido incluir en algún equipo italiano, pero seguiré preparándome y luchando por alcanzar mi sueño y dar alegría a una de las aficiones más apasionadas del mundo. Como jugador profesional de fútbol espero poder tener la oportunidad de jugar en Italia pronto y ojalá en Lombardía, región de la cual es mi familia. De igual manera sería un honor para mí jugar con el Mantova F.C. para poder representar a mi familia y a hacer un tributo a mis antepasados Giuseppe Tioli, Vittorio, Virginia y José Tioli, entre otros. Forza Italia.

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