Intervista a un lupo di mare Lombardo: Adriano Lucchetti — Lombardi nel Mondo

Intervista a un lupo di mare Lombardo: Adriano Lucchetti

Un lavoro indubbiamente affascinante: quello di lupo di mare, nella versione più moderna quella di skipper. Il lavoro di Adriano è quello di condurre velieri di privati dall’Europa all’America Latina, e di nuovo dall’America Latina ai Caraibi per rientrare poi in Europa. Da Sale Marasino a Paraty, per il momento. Di Marco Stella

Da Sale Marasino a Paraty, per il momento

 

 

 

 

Un lavoro indubbiamente affascinante: quello di lupo di mare, nella versione più moderna quella di skipper. Il lavoro di Adriano è quello di condurre velieri di privati dall’Europa all’America Latina, e di nuovo dall’America Latina ai Caraibi per rientrare poi in Europa.

L’intervita informale avviene in boteco (bar) sulla spiaggia di Ipanema a Rio de Janiro, quartiere dalle bellezze già cantate da Vinicius de Moraes. Il cielo é un po’ coperto ed una piogerellina fine ed insistente fa da contorno ai racconti del mio intervistato.

 

D- Da quantno tempo fai il lupo di mare?

R- Da poco più di vent’anni

 

D- Hai sempre fatto viaggi verso il sudamerica?

R- No. Ho iniziato a veleggiare da noi, sul lago e nel Mediterrano. Sono di Sale Marasino, sull’Iseo ed ho iniziato presto ad appassionarmi per la vela. I miei lavoravano il marmo, piccola ditta familiare, io figlio unico non ne volevo sapere, la mia idea era il mare, ma diciamo che il lago, anche se ogni tanto mi manca, sai è comunque la mia terra, mi andava stretto e all’inizio degli anni ’90 ho iniziato a fare questo, no, un po’ prima il primo contratto l’ho firmato nell’88: Porto Fino – Alcudia, sulle Baleari e ritorno. Poi sono stato in Grecia, In Libia, in Algeria con altri viaggi. Ho fatto così per un po’ di anni, io non avevo una mia vela come non ce l’ho oggi, sono skipper contratto dei marinai e firmo i contratti

 

D- Quando hai iniziato a veleggiare verso il sudamerica?

R- Da una decina d’anni, da undici visto che siamo nel 2011, il circuito è molto simile, diciamo che mi sono specializzato in questo ed ho contratti firmati fino al 2015. Parto dall’Europa, Italia o Spagna solitamente, visto che i miei clienti sono italiani o spagnoli, poi da  faccio il Marocco, quasi sempre Agadir e poi le Canarie dove spesso ci si ferma anche un mese poi solitamente si va a Dacar che é la punta più a ovet dell’Africa e da lì si parte per il Brasile: Natal, Recife o Salvador – o anche tutte e tre – Alcuni anni ho fatto scalo pure a Capo Verde, dipende anche dagli interessi dei clienti, una volta sono sceso pure in Angola a Luanda da dove siam poi salpati verso Salvador.

 

D- E Rio de Janeiro?

R- Rio de janeiro e Florianopoli sono destinazioni che negli ultimi anni sono molto richieste, Rio è sempre stata di moda, florianopoli diciamo che sia esplosa adesso, il circuito solitamente qui in Brasile è Natal, Recife, Salvador, Rio e Florianopoli e poi chiaramente ogni area ha i suoi luoghi, come le isole di Salvador, o la città di Ilhèus, Porto Seguro, Itauna nello stato di Espirito Santo, Buzios, Angra e Paraty nello stato di Rio, dove mi trovo in questi giorni, i miei clienti si sono incantati con la costa verde ed hanno deciso di rimarvi per un po’

 

D- E dopo il Brasile, quando tornate in Euroa?

R- Per via dei venti il ritorno è via Caraibi, torniamo al nord del Brasile, passiamo da Fortaleza, Belem, São Luiz e poi Suriname, a volte anche Guyana e la Venezuela in modo particolare l’isola di Santa Lucia o direttamente  Maracaibo

 

D- Andate anche a Cuba?

R- Non sempre, ma a me piace molto in modo particolare Santiago. Io lo consiglio ai miei clienti, ma a volte ad esepio preferiscono Santo Domingo e poi quando i venti sono favorevoli lasciamo i caraibi, approfittando della corrente del golfo e rientriamo in Europa

 

D- Quanti viaggi riesci a fare in un anno?

R- Solo uno, questo giro lo si fa in un anno perchè bisogna aspettare i venti. È questo il bello, un lavoro che è anche vacanza, molte responsabilità, ma anche molte soddisfazioni. Il viaggio dura un anno, sono clienti molto facoltosi che dedicano un’anno della loro vita esclusivamente a questo.

 

D- Qual’è il profilo dei clienti?

R- Beh, indubbiamente gente coi soldi, questo è fuori discussione, anche se una volta mi è capitato di portare un fotografo che viaggiava per lavoro ed era spesato da un giornale, da una rivista. Solitamente sono comunque viaggi di piacere, imprenditori in pensione, nobili a volte da soli a volte con famiglia.

 

D- E gli imprevisti? I pirati?

R – I pirati esistono, e sono molto pericolosi, ma sopratutto nell’oceano indiano, comunque è un rischio ma io ed il mio equipaggio siamo pronti, non siamo sprovveduti e diciamo…sappiamo come difenderci. Non contratto degli sprovveduti, provengono solitamente dalla marina militare.

 

D- Ho capito, ma altri tipi di imprevisti, quali potrebbero essere? Brutto tempo o altro

R- I viaggi di oggi sono molto più sicuri, abbiamo l’appoggio della tecnologia. Gli imprevisti sono i cambiamenti improvvisi di desitnazione, tipo guerre o problemi vari nei paesi dove avevamo intenzione di ancorare, e allora si cambia l’itinerario, il cliente vuole andare a spasso, vuole vedere posti, conoscere gente e se l’equipaggio mostra di esser capace a contornare le situazioni si fida ed approva ogni cambiamento.

 

D – E l’Italia, la Lombardia la tua cittadina natale l’hai lasciata alle spalle?

R – Quel paesino sul lago d’Iseo e comunque il mio “porto seguro” ci torno una volta all’anno a volte non ci torno e ne passano due, ma la mia casa è là, la mia gente è là ci tornerò l’anno prossimo e poi ripartirò.

 

D- Hai messo su famiglia?

R- No, mai, classiche storie da marinaio, avventure più o mento importanti, solo avventure, come in questi giorni, il mio cliente è a Paraty ed io ed i mei marinai siamo qui a Rio de Janeiro al Carnevale, non vi è posto migliore per vivere delle interessanti e non impegnative avventure, con i ritmi di chi ha giá passato i cinquant’anni.

 

Il lupo di mare mi strizza l’occhio beviamo una birra, un’altra e altre che poi non ho più contato e ci salutiamo. Lui sta aspettando i suoi marinai che gli racconteranno, esagerando un po’, dei cuori spezzati alle mulatte del carnevale di Rio.

 

Di Marco Stella

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