Asmara una città che profuma d’Italia — Lombardi nel Mondo

Asmara una città che profuma d’Italia

La visita del Ministro Tremaglia è l’occasione per raccontare la vita degli italiani in Eritrea. Ad Asmara, città i cui connotati architettonici ricordano quelli di una città italiana, risiedevano un tempo circa settantamila italiani: oggi non ne rimangono che poco più di un migliaio.

Asmara, una città che profuma d’Italia.

 

L’Eritrea fu una colonia italiana dal 1889 al 1941 e sebbene nel tempo, la consistenza numerica della comunità italiana, sia progressivamente diminuita, i rapporti con il nostro paese, dal punto di vista culturale, linguistico ed economico, rimangono comunque intensi.

La capitale dell’Eritrea, che riposa su un altipiano a 2400 metri sul mare, è una città italiana del Meridione degli anni Cinquanta: per le strade circolano i vecchi modelli di vetture italiane, i

marciapiedi sono tappezzati di insegne in italiano, la gente è cordiale e disponibile. E’ questa

l’atmosfera che si registra nella città. Poco traffico, fatto di vecchie Seicento e furgoni Iveco, tanta

gente in bicicletta e molti saluti in italiano.

Passeggiando per la le vie s’incontrano mestieri che l’Italia non conosce più: così i bambini

si adattano a fare i lustrascarpe con i loro banchetti, gli uomini sono affaccendati nelle officine e le donne al mercato.

Il Ministro per gli Italiani nel Mondo ha visitato, nelle scorse settimane l’ex-colonia africana. Da quando è responsabile del Dicastero per gli Italiani nel Mondo, il Ministro Tremaglia ha effettuato quattro visite nel Paese del Corno d’Africa, l’ultima delle quali l’estate scorsa, quando, in visita alla nave scuola “Amerigo Vespucci”. Anche in quell’occasione incontrò il Presidente della Repubblica Eritrea Isaias Afeworki con il quale il ministro intrattiene rapporti amichevoli, poiché incoraggia nostri connazionali ad essere presenti nel Paese anche sul piano economico e delle iniziative imprenditoriali, l’Italia svolge anche una significativa attività a sostegno del Paese africano, attraverso la cooperazione. Durante la visita di Tremaglia in Eritrea, una delegazione del Ministero degli Esteri, guidata dal Senatore Alfredo Mantica, ha avviato colloqui di cooperazione nel paese africano. Gli stessi delegati italiani, hanno confermato il sostegno dell’Italia al Governo di Asmara alla vigilia dell’arrivo dei rappresentanti dell’ONU, i quali, si pronunceranno circa il posizionamento dei confini con l’Etiopia.

Oltre che incontrare il Presidente della Repubblica, Isaias Afeworki, Tremaglia ha visitato la storica comunità italiana di Asmara e ha presenziato all’inaugurazione della mostra degli Ascari presso la “Casa degli Italiani”. Gli Ascari furono un corpo militare indigeno che lottò accanto alle truppe italiane per sedare la rivolta abissina. La mostra degli Ascari ripercorre la storia della divisione militare coloniale a partire dalla sua fondazione, avvenuta nel 1890, fino alla fine della guerra, nel 1945. Esiste anche il cimitero degli eroi dove gli Ascari sono sepolti insieme ai soldati italiani, a dimostrazione del legame che ha unito i due popoli.

Durante la sua visita ,Tremaglia ha ricordato di quando suo padre fu fatto prigioniero presso Forte Baldissera, dove morì nel febbraio del 1942, ribadendo un forte sentimento che lo lega a questo paese, nel quale fu presente nel 1993, data storica per la proclamazione dell’indipendenza eritrea dalla vicina Etiopia, occasione in cui il Presidente ringraziò l’Italia e gli italiani della colonia .

La Casa degli Italiani è un’istituzione sovvenzionata dal Ministero degli Esteri, che invia un contributo per promuovere la cultura e la lingua italiana, ancora oggi parlata o comunque compresa dalla maggior parte della popolazione locale. Spesso i cartelli segnaletici riportano le indicazioni sia nella lingua locale, il tigrino, che in italiano; lo stesso discorso vale anche per le insegne di molti negozi, siano essi ancora gestiti da italiani o indigeni. Una consuetudine recentemente rinnovatasi, quando il Governo eritreo ha indetto un concorso pubblico, per la realizzazione dei nuovi cartelli stradali, vinto da una ditta italiana, che ha riprodotto il vecchio modello bilingue.

Proprio al fine di valorizzare la lingua italiana, la Casa degli Italiani opera in stretta collaborazione con la scuola italiana di Asmara, la più importante, per numero di docenti e di alunni iscritti, tra gli istituti ubicati al di fuori dei confini della penisola.

La presenza scolastica italiana in Eritrea parte dalla scuola materna, che è privata. Vi sono poi le scuole elementare e media, riunite in un unico comprensivo. Infine il Liceo, frequentato da 300 studenti, con un’offerta didattica articolata in quattro differenti percorsi, di tipo liceale e di tipo tecnico-professionale. In totale il sistema scolastico italiano si rivolge ad un bacino di circa 1500 allievi. Oggi ,la maggior parte degli studenti che frequentano la scuola italiana, sono eritrei, mentre gli alunni di origine italiana sono circa settanta. Del resto, laddove un fenomeno migratorio, sia pure consistente, ormai è finito, la funzione della scuola italiana è proprio quella di diffondere una cultura e una lingua, contribuendo inoltre, in questo specifico caso, a formare la classe dirigente del Paese. Infatti, sebbene l’Eritrea abbia avviato da alcuni anni una riforma del proprio sistema scolastico, le strutture italiane  sono consolidate sin dai tempi in cui l’Eritrea era una Paese italofono.

La formazione del resto può rappresentare, nel caso di molti giovani, la chiave per affrancarsi da una realtà economica problematica. Attraverso i fondi elargiti dal Ministero degli Esteri, la Casa degli Italiani si occupa anche di fornire un aiuto economico agli italiani indigenti che vivono sul territorio . Le famiglie che si trovano in difficoltà ricevono, infatti, un sussidio mensile commisurato all’entità del loro reddito, quando ne percepiscano uno.

La comunità italiana presente in Eritrea è una comunità sicuramente dinamica, ma ridotta. Ad Asmara, città i cui connotati architettonici ricordano quelli di una città italiana, risedevano un tempo circa settantamila italiani; oggi non ne rimangono che poco più di un migliaio. Il Ministro si è impegnato, lavorando in stretta collaborazione con il Governo eritreo di risolvere i principali problemi che interessano la comunità italiana.

Esiste tuttavia una sorta di élite, composta da gente che detiene piccole aziende o attività commerciali in proprio ma la povertà è un dato diffuso anche presso la comunità italiana. Molti sono coloro che si occupano di lavori manuali, legati ad attività artigianali o edilizie, nei quali però non esistono buone prospettive di reddito. Chi cerca un’occupazione da dipendente, poi, spesso si vede scavalcato in graduatoria da personale locale. E’ un dato molto diffuso, soprattutto presso i figli ed i nipoti dei vecchi emigrati italiani, che da un lato vorrebbero rimpatriare dall’altro molto spesso temono le difficoltà legate alla prospettiva di recarsi in un Paese in cui non hanno più nessun parente o altro contatto che possa aiutarli ad inserirsi. Molti giovani decidono allora di servire per tre anni l’esercito italiano, per imparare un mestiere e, se possibile, restare a vivere in Italia.

 

Anna Maria Minutilli

 

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