La storia di Ernest J Milani — Lombardi nel Mondo

La storia di Ernest J Milani

E’ uno dei pochi, anzi forse il solo discendente di lombardi emigrati negli Stati Uniti che ha scelto di ritornare non solo in Europa, ma in Svezia.

Ernest J Milani è nato a Boston, Massachusetts da genitori di origine italiana. Il padre Ernest è figlio di Gildo Milani, emigrato nel 1920 sempre a Boston, dove era stato ospitato dagli zii emigrati a fine Ottocento da Gallarate, Varese. Suo padre, il patriarca della famiglia era Ernesto Milani, nato il 19 giugno 1865, esattamente 90 anni prima di me. E’chiaro, ho voluto confondervi, ma è genealogia pura.

Così per festeggiare il mio compleanno sono andato a Stoccolma, e ho approfittato per far visita a mio cugino Ernesto e alla Svezia.

La storia, o meglio, la sua storia comincia nel 1982. In quel tempo la sua famiglia ospita Lena Engemann, una studentessa svedese che frequentò la high school locale per un anno e che se ne tornò poi in Svezia. Ernest proseguì gli studi in Rhode Island prima e al Virginia Tech di Roanoke, Virginia poi,dove conseguì la laurea in architettura, perfezionata poi con corsi di specializzazione anche con il famoso architetto Mario Botta a Lugano.

Alla ricerca della propria strada nel settore delle costruzioni e del design, Ernest si trasferì poi a New York, nel Lower East Side, il quartiere che agli inizi del XX secolo fu tra le prime visioni americane di molti immigrati. Ricordo ancora quella sera che ci incontrammo alla Knitting Factory a TRibeca, un locale posto su tre piani o giù di lì. Fabbrica abbandonata, ristrutturata con musica di ogni tipo in ogni stanza. Al piano di sotto Ernest distribuiva con professionalità e disinvoltura boccali enormi di birra alla spina. Schiuma schiumata nel brusìo della luce o meglio del buietto intervallato da luci fioche.

Lena Engemann, sempre in contatto con la famiglia che l’aveva ospitata, ricucì il legame che aveva avuto con Ernest. Si rincontrarono ai primi del 2000 a New York. Nel 2002 Ernest e Lena si sposarono nella Högalidskyrkan di Stoccolma, una chiesa luterana color mattone molto riconoscibile per via dei due campanili stile spagnolo. Ernest aveva così deciso di emigrare definitivamente in Svezia. La presenza di Lena ha ovviamente facilitato il compito, ma non ci sono stati molti pentimenti. La vita a Stoccolma è molto diversa da quella frenetica, e a volte frastornante di New York, dove molti valori e abitudini sono andati dispersi. Una volta sistematosi in uno studio di architettura, imparato bene lo svedese, Ernesto e Lena hanno lavorato per potersi comprare un cottage  fuori città.  Lena è impiegata presso la comunità europea e si occupa dello scambio di studenti. Lo stato svedese, molto assistenziale nei confronti dei genitori, ha permesso loro di avere due figli, ma soprattutto di permettere loro di mantenere la loro attività lavorativa senza l’ansia della loor cura. Naturale quindi poter far combaciare il lavoro e la famiglia.

Così Ernest e Lena abitano adesso a Spånga un quartiere metropolitano di Stoccolma, immerso nel verde, a una decina di minuti di treno dalla stazione centrale che Ernest raggiunge quotidianamente per recarsi in ufficio. Una volta sceso dal treno, va al parcheggio delle biciclette, inforca la sua e va al lavoro. La sera fa il percorso inverso. E ogni giorno la bicicletta è lì ad aspettarlo. Intatta.

Questo è il  racconto di un circolo più che di un ritorno.

A Spånga quest’anno una bambina dai capelli castani lisci e ben educata entrerà in classe e all’appello il suo nome sarà molto dolce : Ella Milani. Tra un paio d’anni toccherà al fratello. Quella volta sarà forse anche più solenne : Dante Milani.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

24 giugno 2010

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